“Un piccione seduto… 5/5 (1)

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“Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” regia e sceneggiatura di Roy Andersson, Svezia 2014, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2014.


Film davvero molto pittoresco. Momenti di comicità cinica ed elegantemente clownesca, si alternano a ripetizioni tristemente laconiche. Quadri scenici fissati da una fotografia spaziale, rarefatta, acquerellata nei toni ocra e verde salvia, che sottolinea il gusto della ricerca teatrale e soprattutto della maschera ispirata alla cultura artistica giapponese del “No” e del “Kabuki”. Volti dipinti di bianco cereo, personaggi improbabili più morti che vivi fissati in pose statiche, insomma una natura morta in movimento temporale. Scimmie ammanettate ed animate da elettroshock, sagome umane goffe e prominenti in pose statiche, morti caduti con cavatappi in mano, brandelli di conversazione ripetute all’unisono come la cantilena di una nianna nanna, denti da vampiro extra large e maschere di “zio dentone” che animano un’umanità inanimata (senz’anima) pervasa e imbiancata dalla solitudine. Nei 39 piani sequenza non c’è un contesto temporale definito, tutto si svolge in un mondo astratto, sospeso in uno spazio di non colore e di non tempo, ispirato e animato dalla più raffinata intuizione surrealista. Non posso certo consigliarlo ma per chi volesse sacrificarsi (come la sottoscritta e il suo povero fidanzato) può aggiungere nel proprio cine-portfolio, un rarissimo gioiello dall’elegante immaginario surreale. Forza e coraggio ora tocca a voi

Votalo!

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