Prove 5/5 (7)

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Settembre. Venerdì. Sera. Scuola.
Eccoli tutti riuniti per le prove dello spettacolo. Quattordici persone sedute intorno ad un tavolo. I copioni poggiati davanti ad ognuno. Penne, evidenziatori, matite e caramelle variamente sparsi.
Nessuno però sta leggendo, nessuno scrive o evidenzia o borbotta o consiglia…
È la gioia di ritrovarsi, la prima prova dopo la pausa estiva.
Ognuno ha già scelto la propria parte, ma fingeranno di doversele contendere, di dover metter alla prova la padronanza che possiedono del personaggio.
Ormai si conoscono bene. Ormai sono anni che recitano insieme. Ormai anche giù dal palco ciascuno interpreta la propria parte, così com’è nella vita.
Daniela, la regista, ha appena battuto una mano sul ripiano davanti a sé per attirare l’attenzione. Vorrebbe presentare la nuova arrivata, che ha appena varcato la soglia senza essere notata nella baraonda generale.
Senza essere notata dalla maggioranza, bisognerebbe specificare. Infatti, qualcuno ha alzato la testa e puntato lo sguardo verso la porta giusto in tempo per restare folgorato.
Elisa si avvicina al tavolo. Fende l’aria come se questa fosse velo che ad ogni sua movenza le aderisse alle forme. Ogni suo passo sottolinea una curva. L’anca. Il polpaccio. Il gluteo. La spalla. Il seno.
‒ Ragazzi lei è Elisa. Mi ha scritto una mail settimana scorsa, credo di avervene parlato. Vorrebbe entrare in compagnia. Le ho detto di venire stasera in modo che ci si potesse conoscere…
Alla confusione delle risate si sostituisce il rumore di sedie trascinate, mentre tutti si alzano per presentarsi alla nuova venuta.
Irene non lo fa apposta a restare seduta: semplicemente non può alzarsi. Ha le gambe di gelatina, le mani sudate, le labbra tremanti e uno strano calore, partendo dal basso ventre, si sta diffondendo in tutto il suo corpo. Sembra che nessuno se ne sia accorto, e Irene tenta di regolarizzare il respiro che a tratti si impiglia in una sorta di ragnatela che d’improvviso le ha invaso la gola.
Le chiacchiere riprendono, ora coinvolgendo Elisa che viene sottoposta a un fuoco di fila di domande.
Alle ventitré si ritrovano in nove nel parcheggio a scambiarsi gli ultimi saluti. E poi succede l’imprevedibile, lo straordinario, l’inimmaginabile: Elisa ed Irene si ritrovano sole a fumare l’ultima sigaretta.
‒ Quindi tu sei tra coloro che questa compagnia l’hanno creata, vero? ‒ esordisce Elisa rivolgendole la parola per la prima volta.
Parlando, con la sigaretta ancora spenta tra le labbra, si issa sul cofano della propria auto ‒ una Toyota RAV4 canna da fucile ‒, accavalla le gambe e vi poggia sopra i gomiti, mentre si china verso Irene per chiedere fuoco.
Nel corso della serata, Irene ha preso accordi con se stessa. Quella donna la eccita come non le capitava da anni e ha deciso che quello è l’unico pensiero degno di considerazione. Se devono esserci dubbi o rimorsi, se ne prenderà carico a tempo debito, ma comunque dopo… dopo averci almeno provato.
Fa scattare l’accendino e lo avvicina alla sigaretta di Elisa. Si sporge in avanti fino ad accendere anche la sigaretta che tiene tra le proprie labbra.
Le estremità delle due sigarette si toccano, il seno di Irene sfiora le ginocchia di Elisa e lì si sofferma.
Come fosse un gesto consueto, Irene incrocia le braccia sul grembo di Elisa quasi si trattasse del bancone di un bar, poi alza lo sguardo puntandoglielo negli occhi e lanciando una sorta di sfida.
Elisa ricambia lo sguardo con la medesima intensità, fa un tiro dalla sigaretta e allarga appena le gambe.
‒ Sì, Daniela ed io siamo in questa compagnia da sempre. Gli altri si sono avvicendati a seconda degli impegni, dei momenti, degli spettacoli. Tu hai già recitato? ‒ risponde Irene. La sua mano sinistra scivola apparentemente senza intenzione sotto la stoffa della gonna di Elisa trovandosi a saggiare pelle liscia tiepida invitante.
‒ Nella vita spesso. Su un palcoscenico mai. ‒ ribatte quest’ultima chinandosi ancor più in avanti fino a spingere il decolleté verso il viso di Irene.
Un attimo dopo le sigarette quasi integre giacciono sull’asfalto. Le dita di Irene hanno spostato la sottile striscia di slip per insinuarsi con gentile arroganza nell’eccitata ed eccitante umidità di Elisa che geme slacciandosi la camicetta.
Irene credeva di essere calda ed arrapata, ma scopre che Elisa è lava incandescente. Le sta stuzzicando i capezzoli che non sa come le sono finiti tra le labbra. Poi si sdraia sul cofano offrendo il proprio sesso alla sua lingua che felice guizza tra umori ed ansiti fino a condurla ad un orgasmo di gemiti e sussulti.
Infine le infila una mano nei jeans raggiungendo senza sforzo la sua clitoride con il pollice, mentre con il medio la penetra.
Sulla strada passa un’auto che, giunta alla loro altezza, pare rallentare. I fari le illuminano per qualche istante come riflettori sul palcoscenico.
Irene ed Elisa si ritrovano in piedi, una accanto all’altra, si rassettano gli abiti, si scambiano un saluto silenzioso e tornano alle loro esistenze… o nei loro camerini.

Votalo!


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Faccio fatica a stare in equilibrio a sfumare i colori a tracciare una mediana. Sono un'estremista! O mi esalto o mi abbatto. Non mi arrabbio, mi incazzo di bestia e spacco tutto! Non provo affetto, amo con passione! Non faccio conoscenza, stringo rapporti! Per me le cose o sono bianche o sono nere. Non conosco mezze verità mezze misure mezze tinte. Eppure credo nel compromesso, nei punti d'incontro e in quelli di vista. Cerco di cogliere ciò che non mi appartiene. Adoro la diversità e l'omologazione mi uccide. Sono polemica e accomodante in egual misura, dipende da argomento persone momenti... Soprattutto sono sempre me stessa, ma non sono mai la stessa. Per me non è incoerenza, è vita!

6 COMMENTI

  1. Lettura scorrevole dall’inizio alla fine, come sempre. Orgasmo riuscito! bravissima, Gio’ 🙂

  2. Intenso, autentico e senza retorica ad appesantir la normalità della vita e dell’amore 😉

  3. Ragazzi grazie! Scusate se son poco presente e forse non vi ho neppure letti e commentati tutti… cercherò di provvedere quanto prima

  4. C’è un angolo nella coscienza dove razionalità e animismo per un millimetro si sovrappongono, dove desiderio e realtà, che sono agli antipodi, sembrano un tutt’uno con noi stessi; annullando spazio e tempo.
    E’ l’angolo che cerchiamo nello specchio, tutte le mattine, complice il fard o il rasoio, in quei 5 minuti che durano un’eternità, spezzati solo da chi reclama il bagno, sperando di ritrovarci i sogni sacrificati lungo il cammino, piuttosto che in fondo ad un bicchiere. E se per una volta si potesse evadere da se stessi e tornare a volare?
    Irene, il personaggio nato dall’inconscio dell’autrice, è una delle poche fortunate che ci è riuscita.
    Anzi, direi doppiamente fortunata perché non è così scontato che quando ci incontriamo, scocca un amore….
    Irene non crede più ai sogni, pragmatica e calcolatrice ha relegato ai meandri della memoria i suoi desideri.
    Quando incontra Elisa, la sua altra metà che non si è mai rassegnata, lei non gli corre incontro, la osserva con distacco nonostante i suoi sensi risvegliano in lei antiche passioni, al punto che deve fare lennesimo compromesso con se stessa perché già sa che il suo arbitrio la porterà a distaccarsi.
    Ma qualcosa cambia, il destino a volte insiste e di fronte ad una sigaretta che dovrebbe nuocere gravemente alla salute, si abbandona a se stessa……
    Gio’…. sei un genio……

    Irene ed Elisa, due anime della stessa essenza, che escono dal proprio IO per ritrovarsi nel

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