Nati per essere Leggenda – Giuseppe e la fine 1.5/5 (1)

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Nella sala risuonava la sua voce, chiara, semplice, altisonante. Chissà come mai fra tutte le persone idonee, avevano scelto proprio lui per presentarmi quella sera. 

Almeno i drink sono buoni. Pensa a questo, la serata, sta per concludersi. Entra, ringrazia e vai via. Semplice.

-Se conosco il Giuseppe come scrittore? Certo che no! Chi è che legge ancora nel 21° secolo? Gli unici che conosco sono quegli esperti dell’academy! Diciamocelo siamo tutti qui solo per il cibo gratis!-

Che frase del cazzo, anche se veritiera. Scrutando da dietro le tende, si notavano subito in prima fila, piazzate proprio nei tavoli sotto i riflettori, le sue amiche che ridevano. Che cattivo gusto, perfino alla mia serata se le è portate dietro.

Il taglio che avevo in bocca non smetteva di pulsarmi. Ci passavo la lingua come passatempo solo per distrarmi dal pensiero di lei in sala. La cercavo con lo sguardo, ma nessuna traccia. Era snervante non sapere se c’era o meno.  

“Se c’è lui,  perché dovrebbe mancare lei? 

A lei non piacciono queste serate e non penso che le sue amiche l’avrebbero costretta…” 

Mi davo le risposte da solo, bello sapere che ero così agitato. Fra un po sarà il mio turno, non ho ancora preparato il discorso, ma andrà tutto bene. Entri, ringrazi e te ne vai. Semplice. Andrà tutto bene.

-Ma lasciatemi passare quest eufemismo, niente potrà mai superare la bellezza degli occhi di una donna… sopratutto quelli della mia donna, neanche Giuseppe con i suoi scritti potrebbe superarli-

Ma che cazzo? Che c’entra con la scrittura questo? 

Mi fa piacere che usi il discorso di apertura per farti bello di fronte alla folla. Manca solo che ora mi denigri e la serata potrebbe pure parlare di te …

-Ed ora accogliamo questo stupido stronzo fortunato, considerato bravo nello scrivere. Un applauso!-

Ah bene. Bravo. Bravo. Abbiamo il nuovo Dante della lingua italiana.

Grazie per questa caritatevole descrizione. Ci mancava soltanto un accenno dicendo che sono pedofilo o che ho bombardato io la Siria e poi mi avrebbero potuto scambiare per Putin o per un santone… che non sono molto dissimili.

-Grazie, Grazie. Gentilissimo. Un applauso al mio presentatore.

Bé che dire, non riesco a pensare a tante parole sinceramente, non pensavo mai che sarebbe arrivato il giorno in cui qualcuno avrebbe voluto premiarmi.- 

-Neanche noi lo pensavamo. Infatti fai schifo sia come persona che come scrittore!- disse una voce dal pubblico.

Conoscevo la voce, ma l’occhio di bue mi accecava troppo per poter riconoscere la persona. 

-Grazie, grazie sempre belle parole, va bé grazie per il premio,  io ritirerei il premio e me ne andrei… –

-Ma  come? Te ne vai così ? Non ci meravigli con la tua presenza non ti dilunghi nei tuoi soliti discorsi?-

Mi si gelò il sangue. Ad un tratto anche la ferita nel palato aveva smesso di pulsare. La voce questa volta non lasciava dubbi su chi fosse.

Là alzata, fiera nella sua posizione si estendeva la sua slanciata figura nera.

-E’ proprio vero! Il gatto ti ha mangiato la lingua, Giuseppe! Che persona di merda che sei…- 

Mi concesse solo quelle poche parole, non aspetto neanche una mia risposta. Disse quelle poche parole e se  ne andò così, lasciandomi in silenzio sopra al palco.

Una risata alla fine uccise il silenzio.

-Qualcun altro? Davvero c’è qualcun’altro? Perché voglio dire oramai tutto può andare come volete… OK SONO CATTIVO , OK SONO UNA MERDA, OK SONO QUELLO CHE VOLETE e allora?  Questo oggi vi autorizzava a fare quello che vi sembrava più opportuno in questo giorno?
Santo cielo un giorno, solo per un giorno! Per un giorno smetti di pensare a chi sei ed a cosa hai fatto, ti vesti pulito e vai a ritirare un premio per il tuo lavoro, pensando che forse quel giorno sarebbe andato tutto bene, che forse quel giorno era un giorno giusto per divertirsi, per non pensare , per essere felice! E invece no! Mai una volta uno si dovrebbe rilassare.  
Fanculo! Io sto cazzo di premio neanche lo volevo. 
Esatto, per una volta aveva ragione quel coglione che mi ha presentato. Si proprio tu,coglione! Avevi ragione a nessuno fotte un cazzo della scrittura, né a me, né a te, né a nessuno in questa cazzo di stanza. Siete tutti qui per sta cazzo di serata mondana che si presenta per variare la vostra cazzo di vita del cazzo. Cazzo!
Vi odio, cazzo se vi odio, non si può non odiarvi, siete lo standard merda tipo di questo pianeta. Inutili pesci che boccheggiano, che sprecano ossigeno e che usano il dono della parola solo per darmi fastidio.
Ci dovrebbero bruciare tutti, voi e prima di voi, me che forse sono il primo ad avere stimolato questo atteggiamento.
Guardateci, siamo qui a festeggiare questa inutilità di premio, mentre il resto del mondo va a rotoli. Ogni giorno sento persone lamentarsi di problemi di cui sono gli artefici. 

Ah i drogati, piaga della società. Ah i gay, ah gli evasori, ah i pedofili, ah i cincillà, ah i poveri.

Se solo tutti quegli ah si unissero in una risata ne avremmo trovato un’utilità per il mondo.

Ridete ora, dopo aver visto bambini che sono morti senza respiro, ridete ora dopo che un ragazzo si è tagliato le vene per un motivo del cazzo, ridete dopo aver fatto nascondere millenni le perversioni della gente ed ora ci ritroviamo immersi in persone che non possono neanche minimamente capire cosa provano. Ridete, cazzo ridete. 

Ah avete perso la voglia? Io no, rido ancora a pieni polmoni.

Rido perché ho perso la voglia, rido perché ho perso le parole.  

Io non ho più parole, ho solo urla, urla prive di voglia di vivere, prive di senso, prive di qualsivoglia sentimento o voluntas umana.

Lamenti di una carcassa in decomposizione, perché non trova più il senso per continuare.
Continuare? E perché?
Perché? Per chi?
Per chi dovrei farlo?
Per voi?
Per quelli a cui veramente piace quello che scrivo?
Per quelli che dicono di volermi bene?
Per gli estranei?
Per lei che con solo la sua  presenza mi ha messo in crisi?

Forse voi siete dell’opinione che forse dovrei rimanere.
Che forse dovrei impegnarmi a migliorarmi. Che dovrei lasciare stare tutto, che il passato è passato. Ma il passato non è mai veramente passato. 

Io non sono più quello del passato.
Io non ho più le mie adorate risposte.
Pensate che ora le dovrei sostituire con queste? Con queste statuette del cazzo?
Ma io porrò fine alla mia vita piuttosto che accettare questa realtà triste.

Fanculo voi. 

Fanculo la vostra realtà. 

Fanculo le vostre bugie. 

Fanculo i vostri premi.
Tenetevela sta cazzo di statuetta datela a chi interessa veramente scrivere. A me interessa sfogarmi e neanche. 

A me interessa lasciare un segno della follia che mi ha rovinato….

Perché sarebbe stato semplice, troppo semplice, non pensare. Lasciare morire ogni pensiero. Sarebbe stato troppo semplice e troppo bello.

Tenetevela questa statuina! Tenetevi questa e tutte le altre! Usatele per chiudere tutti i buchi che vi state lasciando dietro. Usatele come simulacro dei vostri pensieri morti, deel vostro preferire la felicità a tutto il resto. Usatele per pulire le vostre ginocchia dopo aver passato così tanto tempo in ginocchio. Usatele per tapparvi le orecchie dopo aver sentito ogni giorno la stessa merda che viene da questa società.

Perché io ho smesso di accettare tutte queste stronzate. Ho sbagliato una volta, ma da oggi eviterò per sempre queste stronzate.

Io chiudo qui.

Io preferisco tornare nelle mie zone isolate.
Dove l’unica voce che sento è quella del vento.
Lontano da voi e dalla vostra pazzia collettiva, chiamata società. 
E spero di morire lì. Lontano da tutti voi, perché sarebbe la cosa più bella al mondo, morire solo e pazzo…Stronzi- 

Votalo!

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Sono un ragazzo, ho 20 anni, sono italiano. Non ho il grande sogno di diventare uno scrittore famoso. Quindi per me è un hobby.I miei gusti personali sono particolari, odio quasi tutto. Sono una persona molto socievole, apprezzo i commenti anche se li preferisco ben fondati e non campati in aria. Detto questo vi rimando ai miei sgrammaticati lavori sperando che li possiate quanto meno trovare originali.

1 COMMENTO

  1. Salve a tutti, questo è l’ultimo racconto che chiude i nati per. Sono felice di esser riuscito ad arrivare a questo punto. Spero veramente che vi abbia fatto piacere seguirmi fino a qui. Per un po mi prenderò una pausa nello scrivere, ma vi assicuro che ritornerò con nuove storie…

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