Nati per essere felici – Anna la food-blogger [0:00 I°] -

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La voce strideva tra i denti. Rumore bianco usciva dalle sue labbra.

Il led rosso della telecamera, scandiva i secondi, accendendosi e spegnendosi interrottamente.

Un occhio di un predatore che scruta la sua preda indifesa di fronte a se.

Non era mai stata a suo agio di fronte alle persone, figuriamoci di fronte ad un obbiettivo come quello. Era il terzo ciac che girava senza riuscire a parlare.

Come presentarsi? Come salutare? Bisogna inventarsi un sopranome? Meglio usare il vero nome? E se riuscissero a rintracciarla? Se il video non piacesse?

Troppe domande, poche risposte. Tutti i pensieri avevano accelerato i suoi battiti.

Le dita le stringevano le pliche semilunari contemporaneamente le davano un minimo di sollievo dalla testa che pulsava.

Quarto ciac.

La voce raschiava le corde vocali, gracidando qualche parola riuscì a dire parole confuse dal senso ambiguo.

-Le persone ascolteranno solo quello che tu riuscirai a fargli capire. Devi parlare bene, scandire le parole, io non ho fatto nascere una figlia muta!-

Le parole della madre riecheggiavano nella mente.

Il predatore, i dubbi e la madre. Esiste miglior terna che provochi il silenzio.

Gli ingredienti di fronte a lei iniziavano a stemperarsi, da lì a poco le uovo sarebbero diventate troppo calde per la ricetta, lei lo sapeva, doveva solo trovare il coraggio di aprire la bocca e di fare uscire le parole magiche.

Sforzò i polmoni al limite della loro portata, era l’inspiro più lungo della sua vita.

Un unico flusso di parole tutte attaccate tra loro fu l’unica cosa che ne risultò.

Almeno ora il ghiaccio era stato rotto.

Ora toccava la parte più difficile, mostrare la ricetta mentre la si commenta.

Aveva scelto il tiramisù, un dolce a cui era molto legata e di cui conosceva a memoria la preparazione.

Per prima cosa separò gli albumi, ma le mani erano così emozionate da far cadere piccole parti del tuorlo, un errore banale che poteva però compromettere seriamente l’effetto finale del dolce.

-Mano ferma, non sei mica qui per far gli oggetti a terra, se continui così rimarrai sola a vita.-

La crema al mascarpone fu più semplice, riuscì cremosa abbastanza da sembrare veramente gustosa, la ricetta era quasi finita mancava solo l’assemblaggio.

Prese una pirofila in vetro trasparente, scelta saggia per fare vedere al meglio la stratificazione di biscotti e crema che stava creando. Ad ogni biscotto sentiva svanire la pressione che il video esercitava su di lei…

Era quasi libera gli ultimi due biscotti e ad avrebbe finito, la tortura era finita, mettiamolo in frigo e stacchiamo la registrazione, peso fra se e se, non ce la posso fare, ma chi me l’ha fatto fare aggiunse…

Esatto chi gliel’aveva fatto fare? Quella domanda risuonava nella testa così forte che quasi le faceva cadere la pirofila dalle mani. Per fortuna però riuscì a concludere.

Era finito, esultò per la felicità. Spense la telecamera e l’occhio del predatore si addormento, non vedeva l’ora di vedere il risultato finale, era così curiosa che decise di vederlo subito.

La qualità del video era ottima tutti i passaggi si vedevano benissimo, mentre gli errori commessi per l’ansia sembravano essere smarriti. L’unico problema era uno .

Si era scordata di continuare a parlare ….

Votalo!

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Sono un ragazzo, ho 20 anni, sono italiano. Non ho il grande sogno di diventare uno scrittore famoso. Quindi per me è un hobby.I miei gusti personali sono particolari, odio quasi tutto. Sono una persona molto socievole, apprezzo i commenti anche se li preferisco ben fondati e non campati in aria. Detto questo vi rimando ai miei sgrammaticati lavori sperando che li possiate quanto meno trovare originali.

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