L’ULTIMO CANTO -

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La sua era stata sempre una vita d’impegno e di studio. Una corsa sfrenata senza mai un attimo di pausa e di sollievo. Chissà come aveva trovato il tempo di innamorarsi di una collega, di crearsi una famiglia, di costruirsi una casa in campagna e di … allevare canarini. A settanta anni suonati per la verità, si occupava solo di questo. A modo suo, con l’impegno e lo studio di sempre. Consultava riviste specializzate, si confrontava con altri allevatori, selezionava campioni, partecipava a gare internazionali. Se ne stava lì in soffitta, seduto su uno sgabello, a guardare per ore intere i suoi canarini gialli che saltellavano da un trespolo all’altro delle voliere, che costruivano nidi con morbidi batuffoli di cotone, che imbeccavano i loro candidi pulcini. E ad ascoltare i loro meravigliosi gorgheggi , quasi rapito da quei lunghi canti di amore , alla ricerca sempre del più melodioso, del più nitido, di quello più perfetto. Un angolo di paradiso dove piccoli angeli con le ali e le piume dorate tenevano il loro straordinario concerto senza stancarsi mai. Poi questo suono con il passare della stagione degli accoppiamenti sembrò affievolirsi. Come se un malefico sortilegio avesse all’improvviso stroncato quell’incanto divino. Sembrava che ogni nuovo giorno reclamasse il sacrificio di quelle piccole voci. Fino a quando attorno a lui non regnò il silenzio più totale. Si muoveva oramai in un mondo senza rumori. Riusciva a capire quello che gli altri dicevano solo dal movimento delle loro labbra. Quella era la domenica di Pasqua, si rifugiò come il solito nella sua soffitta, spalancò la finestra per lasciare entrare la prima aria tiepida della primavera, aprì tutte le porticine delle gabbie e rimase lì a guardare tutto il giorno i suoi canarini che volavano per la prima volta verso l’ignoto e verso la libertà. Rimase da solo avvolto nel buio senza riuscire a sentire neanche i singhiozzi del suo pianto.

Votalo!

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Sono nato a Modica. Ex bancario, ex viaggiatore, ex fumatore, ex giocatore di carte, ex sommelier, ex appassionato di cravatte, ex allevatore di pesci tropicali, ex di tante altre cose oramai quasi del tutto dimenticate. Oggi sono solo un pensionato che ama leggere libri e scrivere piccoli racconti, ricordi ed emozioni della propria vita. Riesco in questo modo a tenere viva la mente, a viaggiare nel tempo e nello spazio, senza limiti, senza frontiere e senza prendere alcun mezzo di trasporto. Ho solo con me il mio vecchio computer di prima generazione che mi tiene compagnia e che è diventato il severo custode delle mie storie e delle mie fantasie. Siamo diventati amici inseparabili e forse anche qualcosa... di più!

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