Im nacht und nebel 5/5 (1)

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Solo una scarpina appesa a quel ramo
e fosse, nebbia, e scheletri e mutismo;
paglia per i cavalli, croste di pane raffermo
per gli uomini,
e Vernichtungslager e morte, e neve a tumuli
fuori dalle strade.
Volti senza nemmeno un scintilla,
cavità infracostali, corvi
sopra patiboli, forni non arredati,
camere nude dove intossicare con
il lasciapassare del silenzio,
flottiglie di capelli, denti, pelli
sopra il ghiaccio. Ossa per
arredare nel tepore delle case
Loro.

Ho visto tutto e registrato Majdanek
osservato Oswiecim, riempito fosse
per evitare contagi. Ho preso nota
e sparpagliato vecchi documenti
sulla terra durissima, cercando
testimonianze,
coprendo i volti congestionati
ho acceso fiammelle negli occhi.
Da qui, ora che sono lontano,
nella foresta, bruciano ancora
e continuano a farlo
come radici nelle ceneri:
impossibile livida luce
che mi accompagnerà, ovunque
mi conducano gli spettri dei giusti.

Votalo!

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41enne, trentino, bibliotecario eccentrico, scrittore monstre di racconti tascabili, anima tormentata ma solare, gran viaggiatore in spirito se non in corpo, formazione Classica.

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