Il volto della paura -

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Elsa ci rimuginava su. Aveva scambiato spesso la paura con lo spettro di emozioni confuse.
-Dimmi, quanti altri nomi hai?-domandava adirata rivolgendosi a un silenzio turbatore. Lo stesso che le toglieva il sonno, le accorciava il fiato, le rubava il tempo.
Aveva anche provato a scriverci righe su, magari insignificanti ma liberatorie. Ebbe solo la forza di metter giù sul biancore del foglio ancora più lucente nella stanza in penombra: La paura consuma!
Quegli occhi le erano scivolati in petto, poi di lì nel cuore.
-Il cuore che non conosce paura è un cuore che non vive- si ripeteva negli attacchi d’ansia.
Era successo due mesi prima ad un concerto di un gruppo rock. Ballavano, cantavano, il ritmo era armonia. Poi d’un tratto spari, sangue e gli occhi di Andrea incollati ai suoi prima che stramazzasse al suolo per un proiettile alla testa.
Qualcuno l’aveva tirata via.
-Andiamo, andiamo!-
A precipizio per le strade invase di fumo, urla e terrore.
Si era fermato il cuore in un istante. Erano fotogrammi insanguinati i ricordi di quegli attimi concitati.
-E’ la guerra!- Quell’urlo ballonzolava ovunque con la stessa crudità della morte.
Neppure un bacio, neppure una carezza, nemmeno un abbraccio.
Andrea era rimasto su quel pavimento calpestato dalla furia di chi correva.
Si tappò le orecchie per non sentire.
Ogni sera riviveva lo stesso incubo. Affondava la testa nel cuscino e tremava.
Non avvertiva le gambe, né suoni intorno. Era una musica strana quella irreale di quel silenzio. Come l’urlo di una risacca che si assottigliava verso l’eterno.
-Dimmi, adesso che non posso chiamarti più Amore, come devo chiamarti?-
Avrebbe voluto le braccia di Andrea ancora a cingerle gli omeri.
Si era chiusa in casa. I giri vorticosi del mondo non le importavano.
Avevano tagliato la strada nell’ora esatta di una sera qualunque e lei era morta lì. Solo che non lo capivano.
Aveva lasciato il lavoro, gli amici. Si era seduta sulla panchina della solitudine e lì voleva restare ancora.
-Tu devi vivere!- raccomandava sua madre disperata.
-Tu non puoi morire adesso!- E la vedeva andar via con un volto incupito e stanco.
E’ che non trovava le parole per spiegarglielo. Che lei non c’era più. Aveva seguito Andrea nel suo ultimo viaggio e non voleva lasciarlo andar via.
-Dimmi, mi chiamerai ancora Amore da lì?-
Lo specchio rifletteva una figura sinistra: i capelli scarmigliati, le labbra secche, il volto smagrito e allampanato. E nel perimetro di quella panchina nessun riverbero lunare. Solo un vuoto incolmabile a tirar fuori dalla cornice i voli stanchi del cuore.
-Quella non sono io!-
E capì che il volto della paura si era abbondantemente appiccicato sul suo, consapevole di potersi fare strada.
Azzardò un pizzicotto sulle guance immobili. Come colpi d’ala sulla linea di un invisibile orizzonte.
-Ahi!-
Quel leggero pizzicore la trascinò con rapidità in un mare di sospensioni.
Prese il pettine dorato riposto in un cassetto del comodino e pettinò le ciocche una dopo l’altra.
Togliere i nodi era spazzar via i pensieri in mulinelli d’inquietudini.
Per la prima volta scese di nuovo le scale per andare in cucina.
Le gambe vacillarono. Un profumo dolce assalì le narici.
-Mamma, sono tornata!-
Allora anche Andrea fu libero di partire.

Votalo!

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

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