Il miglior amico dell’uomo -

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Willy, un giovane meticcio, taglia media, di un anno, abbaiava alla porta di casa, saltellando e scodinzolando. La mamma della sua padrona, lo sgridava per farlo smettere, ma senza riuscirci. Dalla porta, entrò una giovane e bella donna, che, come lo vide, si inginocchiò e lo invitò ad abbracciarla, Willy con molto piacere le saltò praticamente addosso leccandole la faccia. -Nina, tu lo vizi troppo!- le disse la madre severamente, lei si rialzò e mentre accarezzava il suo amato cagnolino, replicò -È così dolce che non so dirgli di no!- la signora rassegnata -Diventerà un piccolo mostriciattolo, se gli farai fare tutto quello che vuole! Sgridarlo quando fa qualcosa che non va, non gli fa male…- Nina non le badò, si sedette sul divano e si mise a guardare la televisione con il suo cane, che si mise proprio davanti allo schermo. Lei non lo sgrido, né lo spostò, gli disse dolcemente e allegra -Ti piace molto guardare i programmi di cucina. Va bene, lascio qui!-.

Dopo una mezz’ora passata a guardare quel noiosissimo programma, il cane si ricordò che era ora di fare jogging e andò a prendere il suo guinzaglio, la padrona si infilò in fretta la tenuta da ginnastica e uscirono. Mentre correvano, un uomo affascinato dalla ragazza, le si affiancò correndo per attaccare bottone. I due ebbero subito una bella intesa, disturbata dal cane che correva tagliando in continuazione la strada al giovane, lui gentilmente lo fece notare alla ragazza -Il suo cane non sa correre dritto o forse non mi vuole?- lei, come al solito lo giustificò -No, vuole solo partecipare anche lui, non ci badi!- infatti, dopo poco tempo, il cane smise di correre e si mise ad ascoltare i due che parlavano molto allegramente, si diedero un appuntamento e si scambiarono i numeri di telefono.

Man mano che si avvicinava l’ora dell’appuntamento, Nina fremeva e si controllava in continuazione allo specchio per essere più affascinante possibile. Prima di andarsene salutò affettuosamente Willy con tante carezze, ma lui insisteva che voleva andare con lei che gli spiegò tristemente -No, tesoro mio, non puoi venire. Ho un appuntamento e vorrei che stessimo un po’ tranquilli. Mi dispiace!- ed uscì lasciandolo a piagnucolare. Dopo due ore ritornò a casa delusa e afflitta, il cane l’accolse con gioia scodinzolando, la sporcò con il suo corpo bagnato fradicio, cogliendola di sorpresa. La ragazza chiese alla mamma -Ma cosa ha combinato?- lei rispose, tenendo un asciugamano in mano e particolarmente arrabbiata -Si è messo a giocare con l’annaffiatoio in giardino e si è bagnato tutto, puzza tantissimo di acqua stagnante!- la giovane teneramente, prese l’asciugamano dalle sue mani e cominciò ad asciugarlo dicendogli -Volevi giocare eh? Bricconcello, sei davvero divertente.- la madre alzò gli occhi al cielo e vedendo per puro caso l’ora, si accorse che la figlia era tornata molto presto e le chiese -Come mai già qui? Non era molto divertente?- la giovane diventò triste e raccontò -Non si è presentato. L’ho aspettato un’ora, alla fine me ne sono tornata.- la mamma la confortò dicendole -forse avrà avuto un contrattempo.- lei scettica chiese -E non mi avvisava? Aveva il mio numero.- risoluta la madre disse senza mezzi termini -Allora è solo un idiota. Non perderci tempo, ne troverai uno che ti ama davvero!- la ragazza ancora giù di morale, finì di asciugare il cane con l’asciugacapelli e andò a dormire, in sua compagnia. Prima di addormentarsi lo coccolò e gli disse -Tu sei un bravo cucciolo, a volte penso che solo tu mi vuoi bene e mi capisce…-

Il mattino dopo ascoltando il telegiornale, Nina scoprì che l’uomo con cui aveva l’appuntamento la sera prima, era deceduto, affogato in un fiume torbido poco lontano dal loro luogo d’incontro. Ora la polizia stava aprendo un’inchiesta per scoprire le cause di quell’annegamento. Il giorno seguente si svolsero i funerali e lei vi partecipò, lì conobbe il fratello dello sventurato. Fecero subito amicizia, lui l’accompagnò a casa dove fu invitato dalla madre di lei a prendere un caffè. Per tutta la sera i due chiacchierarono del loro passato e del tempo trascorso col defunto. Willy all’inizio cercò attenzione e spesso con le sue zampe tirava la maglietta della padrona, oppure le saliva spesso addosso per avere delle coccole, il ragazzo gentilmente cercò di aiutarla, ma lei coccolando il cane gli spiegò -No, lascialo stare! Lui è molto affettuoso e vuole solo un po’ di coccole, non è vero?- l’uomo rimase colpito dalla bontà della giovane e accarezzando a sua volta il cane le disse -Sei molto dolce, se ti fa piacere, possiamo vederci qualche volta?- lei lusingata lo fisso immobile sorridendo e rispose -Ma certo!- poi due salutarono, con l’impegno che si sarebbero sentiti.

La giovane sollevata e lieta per quell’incontro, preparò tutto per farsi un bel bagno ristoratore, ma mentre si rilassava nella vasca sentì sua madre urlare con Willy. Uscì subito si infilò in fretta l’accappatoio e andò a vedere. Il cane era tutto sporco di terra ed era seduto all’ingresso con aria innocente e la madre alla porta che lanciava occhiate in giardino, particolarmente arrabbiata. Nina diede un occhiata e vide che il suo amato Willy aveva scavato nella terra rompendo la pianta di ortensie preferita della mamma e ci si era rotolato sopra. Si rivolse al genitore, con assurda semplicità trovando una soluzione a tutto -Te ne comprerò un’altra, il bagno è già pronto lo vado a lavare, prima che sporchi qualcosa. Voleva solo divertirsi un po’!- la donna ancora nervosa replicò -Deve proprio farlo sui miei fiori preferiti? Perché non va sui tuoi?- la discussione non durò oltre, perché la figlia aveva già preso il cane ed era andata in bagno. Mentre si asciugavano, accese la televisione, ed incappò in un’edizione straordinaria del telegiornale, venne a sapere che poco lontano da casa sua in un cantiere in costruzione, il ragazzo con cui aveva parlato qualche ora prima era stato trovato sotto un cumulo di mattoni, ora era in coma, in ospedale e la polizia stava indagando sulle cause dell’incidente e del motivo per cui l’uomo si trovava lì, fu un tremendo colpo per lei.

Nei giorni seguenti Nina e sua madre furono interrogate dalla polizia dato che loro erano state le ultime persone ad aver visto l’uomo. In quel cantiere non era solo, perché sul suo corpo oltre i traumi del crollo del muro di mattoni, c’erano anche segni di un’aggressione di un grosso animale, non ancora identificato. La giovane da quel giorno, dopo il lavoro andava a trovarlo in ospedale per poi tornare a casa con aria depressa e afflitta, passando il suo tempo con il cane, a sistemare il disastro in giardino e a guardare la televisione. La madre stanca di vederla così, la invogliò a svagarsi un po’, toccando gli argomenti giusti -Ma, insomma? Vuoi uscire a divertirti? Le disgrazie succedono a tutti, ma non per questo la vita deve fermarsi. Se non vuoi farlo per te, fallo per Willy che è sempre chiuso qui a casa, non lo hai più portato a spasso, poverino che ti ha fatto di male?- la giovane dispiaciuta, accarezzò il suo cane e ammise -Hai ragione, sono stata ingiusta con lui. È stato così paziente con me…usciamo dai!- si preparò ed uscì lasciando la mamma sollevata e soddisfatta.

Mentre passeggiava guardava le vetrine, attirò l’attenzione di un ragazzo, che come lei stava passeggiando con il suo cane, approfittò del loro comune interesse per avvicinarla e parlarle -Ciao…che bel cane, come si chiama?- lei sorpresa rispose -Si chiama Willy, ma anche il tuo ha una faccia simpatica.- il cane del giovane sembrava non avere tanta simpatia per l’altro cane, nonostante non avesse un atteggiamento ostile nei suoi confronti, grande e grosso si nascose dietro al suo padrone. I due passeggiarono insieme per un po’ chiacchierando del più e del meno, fino a che lei non vide un bel vestitino in vetrina e gli venne una grande voglia di provarlo, ma a malincuore storse lo sguardo e disse -Peccato che non posso provarlo adesso.- il giovane dispiaciuto e curioso le chiese -Come mai?- la ragazza rispose con tono rassegnato -Non tutti i negozi accettano che entrino gli animali e non voglio lasciare solo il mio Willy, sarà per un’altra volta!- lui capiva la sua situazione e con gentilezza le propose -Se vuoi posso guardartelo io, ci facciamo un giro qui intorno, mentre tu misuri il vestito e mi chiami quando hai finito. Non c’è alcun problema!- lei pensò che fosse una buona idea, gli affidò il cane salutandolo affettuosamente ed entrò in negozio. Mentre era nel camerino a cambiarsi, sentì un gran trambusto di gente che urlava e rumori vari, provenire da fuori, si rivesti in fretta e uscì per vedere cos’era successo. Willy il suo amato cucciolone era entrato nel negozio tutto sporco di sangue e ferito, zoppicante e piangente andò dalla sua padrona che lo avvolse nel suo cappotto per tenerlo in braccio; con difficoltà cercò il suo cellulare, chiamò l’uomo che doveva guardarglielo, ma non rispose. Arrabbiata e sconvolta uscì dal negozio col cane in braccio per portarlo al veterinario più vicino, non poco lontano in un vicolo poco frequentato, c’era molta gente accalcata che guardava inorridita qualcosa, lei trovandosi a passare proprio lì vicino rimase atterrita nel vedere il giovane e il suo cane massacrati come se fossero stati attaccati da una bestia feroce. La polizia e l’ambulanza giunsero sul luogo in poco tempo e si presero cura di lei e del suo cane, seppe dall’agente che la interrogava che l’uomo e il cane erano stati brutalmente sbranati da un animale, sicuramente lo stesso che aveva aggredito gli altri due uomini e che Willy era stato molto fortunato a riuscire a fuggire, peccato che non sapesse parlare perché era anche l’unico testimone della vicenda.

Non essendoci nessun motivo per trattenerla, la lasciarono andare, intimandola di tenere gli occhi aperti, perché l’animale killer era ancora nei paraggi e poteva colpire chiunque. Tornata a casa con il cane tra le braccia, spiegò tutto l’accaduto alla madre che preoccupata per l’incolumità della figlia, le consigliò, quasi come un ordine -Bambina mia…forse è meglio che tu vada via per qualche tempo. Perché non vai a trovare la zia?- la figlia ancora confusa e tremante dalla paura, lasciò il cane nella sua cuccia e balbettò qualcosa -Il cane?…a non…non le piacciono…- la mamma pur di vederla al sicuro le rassicurò -Non preoccuparti, resterà qui con me. Baderò io a lui!- lei sedendosi per riprendersi fece di sì col capo e aggiunse -Vado a…telefonare al mio capo…per chiedergli delle ferie…anticipate!- la mamma la accarezzò e le disse dolcemente -Sì, bambina mia! Vedrai che cambiando aria, starai meglio.- la ragazza andò in salotto a telefonare, lasciando la mamma armeggiare in cucina.

Dopo la telefonata rimase seduta sul divano, da sola, immobile a guardare nel vuoto, era talmente sconvolta che non riusciva a pensare a niente, ritornò in sé solo quando sentì la mamma gridare, corse velocemente in cucina e vide la mamma stramazzare per terra, con un coltello in mano e la gola lacerata, che perdeva velocemente sangue, schizzato su tutti i mobili della cucina. Lei cercò di aiutarla in qualche modo, ma non ci fu niente da fare. -Bau…Bau…- solo questo riuscì a dirle, prima di morire dissanguata. La figlia la guardò con gli occhi sbarrati, incerta su cosa fare, sembrava un vegetale. Rimase così fino a che un rumore la fece trasalire, lentamente senza far rumore, uscì dalla cucina, era intenzionata ad uscire fuori dalla porta di ingesso, certa che l’animale killer era lì e che sicuramente Willy era fuggito dalla paura, invece no, il suo amato cane era lì che aspettava, lei sollevata di non essere sola gli sussurrò quasi piangente -Andiamo via di qui!- stava per toccare la maniglia della porta, quando il cane le ringhiò e cercò di azzannarle la mano. Lei ritraendosi rimase basita dal suo comportamento, solo in quel momento realizzò la cruda realtà, Willy era sporco di sangue fresco sul muso ed aveva una ferita sulla spalla non coperta dalle bende, fatta con un arma da taglio. Comprese con terrore che il suo amato cucciolo aveva ucciso sua madre, ebbe come un illuminazione, l’uomo dello jogging annegato nel fiume torbido e lui che tutto bagnato puzzava di acqua stagnante. Il fratello trovato in un cantiere sotto a un cumulo di mattoni e l’uomo del cane quel tardo pomeriggio sbranato da un animale. Spaventata indietreggiò lentamente pensando a come fuggire e disse tremante al suo cane -No…no…non farmi del male!- Willy la rassicurò dicendole -No, io non ti farei mai del male, tu sei la mia amata padroncina. Ora nessuno potrà separarci!- lei rimase impietrita, non poteva credere che il suo cane avesse parlato e detto quelle cose, si accorse di essere vicino alla porta del salone, vi entrò dentro e la fermò velocemente con la poltroncina più vicina, corse a prendere il telefono per chiedere aiuto, ma si accorse che il filo era rotto, la sua unica speranza era scappare dalla finestra, ma come l’aprì, il cane vi entrò con la testa urlando -No, non andrai via. Non mi abbandonerai più!- corse via, spostò la poltrona per cercare la via d’uscita per la porta principale, ma il cane fu più svelto, costringendola a rifugiarsi nel ripostiglio, dove si rannicchiò a piangere, mentre il cane grattava e abbagliava dietro la porta.

Quando alzò la testa, si ritrovò stesa sul divano, con la televisione accesa sul programma di cucina e il cane che vi abbagliava contro, si sedette pensando a come era possibile, la mamma entrò in salone e le disse -Hai fatto un pisolino, eh?- lei sollevata che fosse stato tutto un incubo fece di sì col capo e la abbracciò, il cane si ricordò che era ora di fare jogging e andò a prendere il suo guinzaglio, la padrona si infilò in fretta la tenuta da ginnastica e uscirono. Mentre correvano, un uomo affascinato dalla ragazza, le si affiancò a lei per attaccare bottone. I due ebbero subito una bella intesa, disturbata dal cane che correva tagliando in continuazione la strada…

Votalo!

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