Gli scogli innamorati 3.75/5 (1)

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Tanti anni fa, quando sull’isola d’Ischia vivevano i greci, allora chiamata Pithecusa, viveva una giovane fanciulla di nome Zoe. Era figlia di un ricco mercante di ceramiche che viaggiava spesso per mare per commerciare le sue opere; ad ogni viaggio portava a sua figlia un bellissimo regalo: ricche vesti, gioielli e profumi, nulla era più importante della sua dolce bambina. Zoe oltre a essere molto bella, era una ragazza molto laboriosa, da quando non aveva più la mamma si occupava della casa in modo molto efficiente, era paziente e con una splendida voce. Aveva un unico vezzo, quello di passare un’oretta sdraiata in un prato fiorito e rigoglioso, sognando il suo futuro, per poi andare al vicino tempio di Venere a pregare per trovare l’amore, come tutte le ragazze greche; in più al tramonto, lungo la strada del ritorno, faceva sosta alla scogliera per cantare, per ringraziare il dio del mare e le sue creature, che permettevano a suo padre di viaggiare e di farlo tornare a casa sano e salvo.

Uno dei tanti giorni in cui Zoe svolgeva la sua routine, tornò velocemente a casa per preparare una ricca cena, suo padre sarebbe ritornato quella sera e voleva fargli trovare tutto pronto. Purtroppo però quella sera, suo padre non rincasò e delusa sbarazzò tutto, pensando che fosse solo un giorno di ritardo. Passarono alcuni giorni ma l’uomo ancora non faceva ritorno, questa situazione spezzò l’armonia della ragazza che non andò più né al prato fiorito, né al tempio di Venere. Passava gli interi pomeriggi alla scogliera guardando verso l’orizzonte, sperando di scorgere la barca del genitore. In uno di quei pomeriggi, persa ormai ogni speranza, pregava ad alta voce piangendo -Donerei la mia voce…donerei le mie canzoni solamente al mare se questo servisse a far tornare mio padre…- queste sue parole non sfuggirono alle orecchie di una giovane di sirena, che tutti i pomeriggi si recava lì per sentirla cantare; costui era Tritone, il re del mare, devoto al dio Poseidone, che commosso dal suo pianto decise di andare alla ricerca dell’uomo.

Essendo il re del mare, Tritone chiese aiuto alle creature marine, come i delfini, per aiutarlo nella sua ricerca, non ci misero molto, trovarono l’uomo aggrappato ad alcune tavole di legno della sua barca andata evidentemente distrutta, Tritone lo riportò a riva, più precisamente alla scogliera, dove si trovava ancora Zoe che piangeva disperata. Li vide, si avvicinò di più al mare, ed aiutata dal giovane sirena, tirò sugli scogli suo padre e lo strinse forte a sé. Sorpresa di vedere una sirena, si rivolse con gentilezza a Tritone -Cosa posso fare per ringraziarti?- lui fiero dell’impresa rispose -Io, Tritone, re del mare, vorrei che tutti i giorni al tramonto ti rechi qui a cantare per me e che nessun altro, oltre me, ascolti la tua dolce melodia!- Zoe sorpresa della richiesta, gli chiese -Tu hai ascoltato la mia preghiera?- lui dolce, rispose -Io ti ascolto sempre quando vieni qui. In tutto il mondo, non ho mai sentito qualcuno cantare e pregare come fai tu, piena di sentimento e di amore, che ha rapito il cuore del re di tutti gli oceani. Desidero che tu canti per me allo stesso modo!- lei lusingata affermò -Accetto, userò i miei canti di amore solo per te!-.

Il padre di Zoe si riprese, ma i duri giorni passati in mare senza cibo né acqua lo avevano indebolito tanto da non potersi alzare ancora dal letto, la fanciulla si prese cura di lui e mantenne la promessa fatta a Tritone. Tutti i giorni al tramonto andava a cantare per lui e non solo, lei spesso gli parlava delle sue giornate e della salute del padre, e il giovane sirena la ascoltava con attenzione e premura, tant’è che uno di quei pomeriggi, non appena lei giunse sulla scogliera il re del mare gli donò delle alghe e dei pesci e le disse -Torna a casa, fa mangiare questo a tuo padre, vedrai che in pochi giorni ritornerà forte come lo squalo e agile come un delfino.- la giovane sorpresa le colse e gli domandò -Tritone…e la tua canzone?- lui allungando la mano verso di lei per cercare di cogliere la sua, gli rispose in modo suadente -I tuo passi sulla scogliera sono già una dolce melodia, la tua voce così dolce e gentile che pronuncia il mio nome, non possono che essere la cosa più bella!- Zoe capì che finalmente l’amore che tanto desiderava l’aveva trovato, in Tritone. Felice poggiò il dono sugli scogli e scivolò dolcemente in mare, il re del mare la strinse a sé in un tenero abbraccio, lei con dolcezza gli disse -Io voglio cantare per te, non perché me l’hai chiesto come pegno di ringraziamento, ma perché voglio esprimere tutto l’amore che ho per te!- così cantò una dolce e sentita canzone d’amore.

Tornata a casa, bagnata ma felice, preparò la cena per suo padre con i prodotti del mare donatagli da Tritone, il giorno dopo il padre si sentì così bene e in forze che si alzò dalla letto pieno di energie, pronto a riprendere il suo lavoro. Chiese alla figlia abbracciandola -Figlia mia, tu hai le mani fatate, mi hai guarito con quella buonissima zuppa…- Zoe ammise -Padre, non son state le mie mani abili in cucina a guarirti, ma le alghe e i pesci con cui l’ho, fatta ti hanno rimesso in forze!- lui al settimo cielo le domandò -In quale mercato le hai prese? Voglio conoscere questo abile pescatore.- lei spiegò preoccupata -Non sono andata in nessun mercato. È…è stato il mare a donarmeli!- l’uomo sospettava che la figlia gli nascondesse qualcosa, ma era così contento di poterla riabbracciare, che le disse solamente -Non ha alcuna importanza, basta che sia un giovane che ti ami almeno quanto me!- Zoe gli sorrise e nonostante fosse preoccupata che il suo amore fosse impossibile, disse con tranquillità -Sì, padre. È buono e generoso! Farebbe qualunque cosa pur di vedermi felice.-

Quel pomeriggio lei tornò alla scogliera portando con sé una collana di fiori, presi del prato, lì, ad attenderla c’era Tritone appoggiato sugli scogli, sembrava pensieroso e malinconico, almeno quanto lei. Zoe mise da parte la sua preoccupazione, gli si sedette vicino, gli mise la collana intorno al collo chiedendogli -A cosa stai pensando?- lui appoggiò il capo sul suo grembo e sotto le sue dolci carezze le spiegò -Molto presto le foglie sulla tua amata terra cadranno e io prima di allora devo dare al mare la sua regina.- lei si bloccò, avrebbe tanto voluto piangere a quelle parole, ma si trattenne per non angosciarlo ulteriormente e gli chiese -Sai già chi sarà?- lui le spiegò -Non posso scegliere, la regina sarà colei che ascolterà e risponderà il mio canto d’amore.- lei triste e con un nodo in gola lo supplicò -Allora canta per me, io ti risponderò!- Tritone si rialzò, stando seduto sulla lunga coda e accarezzandogli il volto le disse -Il giorno in cui non mi vedrai qui, significa che sto cantando, con tutto me stesso vorrei che fossi tu e solo tu ad udirmi e rispondermi! Io voglio solo te e nessun’altra al mio fianco!- lei gli promise -Quando non ti vedrò, passerò qui tutto il giorno per udire il tuo canto d’amore e risponderò! Io non posso vivere senza di te!-.

I giorni passarono, mancavano poche settimane all’arrivo dell’autunno e quando Zoe si recò dal re del mare, non lo trovò, aspettò qualche minuto, non vedendolo giungere aguzzò le orecchie per sentire la dolce canzone, ma non l’udi. Dopo due giorni che lei andava alla scogliera e vi rimaneva dall’alba al tramonto, aveva perso le speranze di rivederlo e pensava che forse il loro amore non era così forte da potersi sentire. Triste e sconsolata si ritirò, il padre che aveva ripreso l’attività, notò comunque il malumore della figlia e quel giorno tornò a casa per raccontagli un’importante novità e per comprendere cos’era che la turbava così tanto. -Figlia mia, è da un po’ di tempo che ti vedo triste, non badi più alla casa, mi chiedevo, cos’è che ti ha cambiato così tanto? Forse quel giovanotto che ti ha donato quei pesci benedetti dagli dei ti ha mancato di rispetto?- chiese il padre preoccupato e pronto ad agire, Zoe trattenendo le lacrime, per calmarlo gli spiegò -No padre, lui è stato così buono e gentile. Ma Tritone, come re del mare, ha dei doveri a cui non può sottrarsi!- il genitore a quella rivelazione cadde seduto sulla sedia accanto a lei, non credendo a ciò che aveva sentito, le chiese conferma -Il re del mare!? Tu, ti sei innamorata del re del mare?- lei fece di sì col capo e aggiunse -Ma è tutto finito, lui è tornato negli abissi e mai più tornerà da me!- dispiaciuto di vederla così sofferente, la strinse tra le sue braccia e coccolandola come se fosse una bambina piccola, cercò di tirarla su raccontandogli una grossa novità -Figlia mia…so che sei triste per amore, ma la vita deve andare avanti, in tutta l’isola si è sparsa la notizia che il principe di Pithecusa, deve scegliere la sua sposa e chiedono a tutte le fanciulle in età da marito di recarsi domani, a mezzogiorno alla tempio di Venere, così che il principe possa scegliere…lo so che sei triste ora…ma è un’occasione che non puoi perdere, una bellissima donna come te non merita di essere solo la figlia di un mercante, ma una futura regina sì. Ma non voglio che ti senti costretta, se non vuoi…- la figlia alzandosi in piedi senza piangere, seria e con tono indifferente -Devo preparare le mie vesti più belle, i gioielli più preziosi e i profumi più seducenti. Domani mi recherò al tempio per conquistare l’amore del principe!- il padre fu felice della sua decisione, era speranzoso che non solo la figlia si sistemasse, ma che riuscisse a dimenticare il suo amore.

Il giorno seguente Zoe era più bella che mai, sembrava un dea, tutti al suo passaggio verso il tempio, rimasero abbagliati dalla sua bellezza e dalla sua aria regale, lo stesso principe ne fu colpito e le sue attenzioni furono tutte per lei. Ma Zoe era con la testa altrove, non riusciva a dimenticare Tritone e qualsiasi attenzione le veniva fatta, non ci badava, come se nulla ormai, avesse importanza. Neanche l’annuncio del re la scalfì, la proclamò davanti a tutti futura sposa del figlio, decidendo per lei la data delle nozze, il futuro con il principe e che la sua bella voce avrebbe cantato solo per lui, cosa che Zoe aveva ben chiaro in mente che non l’avrebbe mai fatto, nemmeno per tutto l’oro del mondo.

La data delle nozze si avvicinava, insieme ad essa anche l’autunno, il mercante capì che la figlia non era per niente felice di sposare il principe e che non avrebbe mai più rivisto il suo sorriso di gioia, stando a canto a lui. Tentò vagamente di accennare questo problema ai reali, ed ebbe come risposta, dallo stesso principe -Sua figlia è fortunata che io tra tante ragazze, abbia scelto proprio lei e se non dovesse essermi grata per questo, entrambi andrete nell’Ade-. Il pover’uomo, non sapeva cosa fare, non per salvare la sua vita, ma quella di Zoe. Così nei pochi giorni che precedevano il matrimoni lui pregò la dea Venere chiedendole -Oh dea Venere, dea dell’amore…fa che possa vedere di nuovo mia figlia felice e innamorata…per sempre!-.

Il giorno delle nozze ,le ancelle del re, mandate a casa del mercante, prepararono Zoe per il grande passo, con una biga sontuosa, doveva essere portata al tempio di Venere, passarono accanto alla scogliera, dove lei e Tritone si incontravano sempre. In Zoe nacque il desiderò di immergersi, come se volesse salutare per l’ultima volta il suo amato, fece fermare la biga, controvoglia delle ancelle e del padre che l’accompagnava. Lei si immerse, galleggiando sull’acqua stesa sulla schiena, con le orecchie immerse nell’acqua per non sentire le proteste dei suoi accompagnatori, sentì una dolce melodia che sembrava che la chiamasse e le faceva venir voglia di cantare, cosa che fece con tutta se stessa. Tritone udì quel canto di risposta che aspettava da tanto tempo, nuotò verso di lei, la prese tra le braccia e le diede dono una corona di corallo. I due felici di essersi ritrovati si baciarono, Venere che non era stata sorda alle preghiere del mercante, li tramutò in due scogli, con le sembianze dei loro volti che si baciano, per sempre felici ed innamorati. Poseidone invece, fece in modo che il giardino fiorito fosse ricco non solo di fiori, ma anche di sorgenti di acqua termale, proprio nei punti dove a Zoe piaceva sdraiarsi. Facendo diventare quella zona la più bella dell’isola.

Votalo!

2 COMMENTI

  1. Adoro le storie che narrano del mare e soprattutto di sirene:D. Purtroppo non ce ne sono tanti in giro di racconti che parlano di questo argomento. Comunque, a parte alcuni errori di punteggiatura, è veramente una bella storia :).

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