MOUSSE AL CIOCCOLATO BIANCO, SI’ O NO? 4/5 (1)

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“Assaggia!”
Il cuore batteva forte. Le braccia quel giorno non bastavano, così le tenne incrociate sul tavolo. Inerti. Inoperose per non abbracciarla. Strano l’amore, a volte!
Lei gli passò il cucchiaino: stava aspettando. Tante cose da dirsi adesso. Troppe, forse!
Prima di entrare in casa gli sembrava che si sarebbero esaurite tutte nello spazio che separa l’ingresso dalla cucina. Invece ancora quel fottuto silenzio.

Non aveva ancora capito se era stata la lingua a masticare e trattenere troppa amarezza, o se era un segno di saggezza il tacere.
Infilò il cucchiaino nella parte bianca della farcitura. Suo padre avrebbe fatto lo stesso.
Il sapore del metallo è la prima cosa che sente, poi c’è solo il dolce che si scioglie sulla lingua e gli svegliò una parte del cervello che credeva addormentata. 
“Lo so perché sei venuto”, gli disse nello stesso momento in cui, tolto il cucchiaino dalla bocca, stava domandando: “Cos’è?”

Carla avrebbe voluto restare impassibile ma le budella le si aggrovigliavano… dentro era un mare in tempesta.

“Mousse al cioccolato bianco con spruzzatina di nocciole tostate”

“Davvero ottima. Anche mia nonna ne preparava una simile ma questa è addirittura divina”.

Ale era palesemente a disagio e per un fighettino strabello e venerato  come lui era una vera novità. Ferito nell’orgoglio da un amore che non gli concedeva più respiro né riposo.

Aveva sbagliato con Carla. Il dolce sapore del cioccolato di cui s’era impregnata la lingua non poteva cancellare il retrogusto amaro di ricordi forse ancora troppo sofferti.

“Ti sposerò, amore mio”, le aveva ripetuto sempre durante la convivenza.

“Sei la donna della mia vita e non posso fare a meno di te”

Quante promesse melense! Talmente dolci da solleticare ancor più il suo senso di colpa. Colpa?!

“Carla?”

“Sì?”

Rimase a guardare dalla finestra alcuni bambini che si rincorrevano in cortile in quella bella giornata di sole.

“Carla… ecco…devo dirti…”

“ Ti ha già scaricato l’altra? Ha capito che lurido essere meschino tu sia?”

“Ehi, quanti complimenti tutti insieme!” cercò di sdrammatizzare mentre sentì le mandibole contrarsi e il cuore pulsare a mille.

“Dico solo la verità, nient’altro che la verità!”

Glaciale e inviperita, Carla desiderò che il tempo si fermasse o cominciasse a correre come un treno senza freni..

Quell’uomo che aveva amato e odiato più di se stessa, il tipico cascamorto sicuro di sè si era tramutato in un dolce agnellino venuto a porgerle le sue scuse.

Come poteva dimenticare di averlo visto fare all’amore con una bionda platinata da quattro soldi nel loro letto a soli due giorni dal matrimonio? L’aveva tradita dopo cinque anni di una meravigliosa convivenza per un semplice capriccio maschile.

Aveva infilato la chiave nella toppa e l’eco di una risata femminile le aveva paralizzato le gambe. Questione di attimi e si era precipitata verso la camera da letto spalancando la porta in ciliegio semichiusa.

Calze autoreggenti avvolte intorno a due bottiglie di spumante, camera satura di fumo e di sesso.  Eccolo lì il suo maschio, schiavo di un desiderio perverso fra le gambe toniche di quella femmina, unica al mondo per lui in quel martellante atto… d’amore?

Sfatta e distrutta dalla delusione aveva trascorso molte notti insonni da allora, giurando a se stessa che non l’avrebbe passata liscia. Aveva persino cambiato letto ma i ricordi tornavano in fila, precisi, ordinati, spietati. Mai sfumati.

“Carla, mi ascolti?”

Le sue mani morbide e vigorose afferrarono il viso tentando di bloccarla.  Erano così vicini e il suo cuore ancora batteva per lui. Che stupida!

“Lasciami, Ale”, tentò di sottrarsi a un abbraccio desiderato a lungo finché  non l’aveva rivisto e la rabbia repressa si era risvegliata come non mai.

Avrebbe voluto ancora stare con lui, sentire i baci sul collo mentre le mani tentavano di slacciare un bottone o accorciare la gonna nell’odore indelebile e secco di una notte d’amore.

“L’altra non esiste più nella mia vita da mesi, ho sbagliato e prima di partire dovevo rivederti.”

La stizza  di Carla si affievolì, l’orgoglio s’ingozzò di tristezza. Ale era venuto solo a salutarla! Non stava tornando da lei. No! Doveva semplicemente acquietare le tante ragioni infiacchite dal rimorso.  Per l’ultima volta! Per farsi restituire ad un’ora precisa il contegno di uomo perbene.

“Devi dimenticarmi!”, tagliò corto con una voce secca, quasi impersonale.

“Vuoi capire che ti amo e sto andando via?”

“Con quale barbaro coraggio osi parlare di amore? Non solo non sei degno di pronunciare una parola così dolce, ma è un dono mal connaturato al tuo animo bugiardo, meschino e traditore”

Ale strabuzzò gli occhi. Non aveva mai visto Carla così algida e imperturbabile. D’un tratto colse nel suo sguardo fra gocce d’odio infinite particelle d’amore per lui. Nonostante tutto.

Scoppiò in una risata fragorosa cui lei rispose con un sonoro ceffone. Non replicò perché se l’era pienamente meritato.

Le braccia ancora ferme. Paralizzate.

“Osi ancora prenderti gioco di me? Vieni qui a parlarmi d’amore, a chiedermi di perdonarti con la scusa di un fantomatico viaggio in una terra lontanissima magari e pensi che io debba cascarci come una pera cotta? Va’ via, Ale e non farti vedere mai più. Mai più, capito?”

“Non andrò via finché non mi avrai perdonato. Anzi, finché non mi avrai confessato di amarmi ancora!

“Ah,  presuntuoso. Ti sei bevuto il cervello o che? Amarti io? O esci immediatamente da questa casa o ti prendo a sculacciate come ci si comporta con i cialtroni.”

“Procedi pure, se lo ritieni opportuno, tanto io non vado via. “

Carla era esausta, lottò con se stessa e con quell’impostore che amava maledettamente come il primo giorno. Aveva intuito quel perfido l’inizio di un cedimento e stava galoppando come un puledro recalcitrante e ostinato.

“Vuoi sapere che penso dell’amore? Vuoi sapere davvero cosa penso di me stesso? Tanto per dirne una, non riesco a trattenere l’istinto e il pensiero fisso di te è come una calamita che mi attira e risucchia e divora e logora e consuma. Accidenti! Come devo dimostrarti che sono perdutamente innamorato di te? Non ho più avuto sonni tranquilli. Ogni giorno mi sono chiesto perché ho rovinato tutto, mentre desideravo addormentarmi e risvegliarmi con te, vedere i tuoi capelli arruffati e gli occhi cerchiati di nero per il mascara sciolto. Questo è l’amore e solo un idiota come me poteva lasciarselo sfuggire.”

Carla era inebetita. Era stato così sincero e dolce e romantico, così terribilmente l’uomo dei suoi sogni.

“Addio, Carla”.

La porta si richiude alle sue spalle svuotando il cuore. Era inchiodato al passato e non voleva allontanarsi, non desiderava partire.

“Ale…”.

Carla gli porse di nuovo il cucchiaino.

“…Mousse al cioccolato bianco,  sì o no? “

“Sì, amore mio “

Finalmente le braccia si sciolsero e in quel lungo, interminabile abbraccio serpeggiò tutto l’amore soffocato e trattenuto.

La mousse?

Un divino miracolo per il palato e per i sensi!

 

 

 

 

Votalo!

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

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