E’ solo la fine del mondo (Canada, Francia 2016) di Xavier Dolan 5/5 (1)

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Lo definirei “preludio di sperimentazione cinematografica singolare” ma anche “trasposizione teatrale sul piano filmico” questo audace lavoro, scritto e diretto dal giovanissimo Xavier Dolan. Io e la mia sensibilità cinefila autodidatta abbiamo assistito ad un elogio alla distanza, girato tutto in primissimo piano, campo, controcampo, sfocature e controluce. Lavoro visivo eccezionale quanto disturbante, fissato sul totale contrappunto. Tutto si svolge secondo la legge del contrario, da ciò che si dice a ciò che non si fa e viceversa. Equilibri stravolti da una singola presenza…e così tutto viene squisitamente frainteso o semplicemente eluso. Nathalie Baye è qualcosa di superlativo in questo quartetto di mostri cecamente perdenti (la Cotillard è l’unico esemplare vedente). La paura guida le mosse di ogni singola pedina in un crescendo di ostilità caduca. La ricerca del contrasto è ovunque e dovunque, quasi a significare un atteggiamento generale di negazione dell’altro, tutto cresce insieme alle proprie disillusioni…e la fine del mondo “è solo la fine del mondo”.

Votalo!

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