Curiosità, sesso, modernità 5/5 (6)

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‒ Aspetta aspetta, non ho capito… o forse sì, fammi ricapitolare: sfoglio le foto come fosse un catalogo, troppo divertente! posso cliccare su una foto per vedere se sotto c’è un testo, una sorta di profilo, qualche dato insomma che dica di più; ma come capisco se oltre a quella foto ne ha messe altre?
‒ Sopra la foto compaiono alcuni pallini, tanti quante sono le foto che il tizio ha messo nel profilo, sfogli e le vedi tutte.
‒ Ah ok, e i simboli sotto? Vediamo: cuore significa mi piace, crocetta mi fa schifo e la stellina?
‒ La stellina è un mi piace un casino.
‒ Ok ok! mi aiuti a sistemare le impostazioni? Sono curiosissima, ma in che uomini ci si imbatte?
‒ Vedrai da te, le varietà sono molteplici.
Si conoscono da meno di un’ora e sono già complici. D’altra parte prima di quel giorno, prima di quell’appuntamento in un centro commerciale sotto tono, a metà strada tra le loro quotidianità, l’amicizia esisteva già; si era instaurata con naturalezza attraverso valanghe di parole, parole che creavano i racconti e le poesie che le avevano fatte incontrare e parole che davano vita a chiacchiere leggere e profonde. Vedersi di persona, considerando che abitano a una ventina di chilometri l’una dall’altra, era stata una decisione inevitabile.
Ora ridono come adolescenti mangiando sushi e curiosando su Tinder.
Nei giorni successivi, lei si butta sul nuovo “giocattolo” con lo stesso entusiasmo di un cinquenne. L’idea di sbirciare nelle vite di uomini la intriga, pur sapendo che in quelle “vetrine” può accedere solo a un’esigua ‒ e probabilmente falsata ‒ parte di alcune esistenze. Conta sulla possibilità, fornita dall’applicazione, di interagire con alcuni di essi, da lei scelti e che a loro volta l’abbiano scelta.
Prende ad annotare dati e riflessioni pensando di farne nascere racconti.

Cavalcano grosse motociclette. Mostrano volti abbronzati e capelli scomposti dal vento, mentre scivolano sul mare con grandi barche a vela. Sorridono appena, concentrati alla guida di elicotteri. Sbucano quel tanto che basta a farsi notare dal finestrino di enormi SUV. Scommetto che ce l’hanno piccolo! Indossano occhiali da sole che ne precludono lo sguardo. Spesso sono accompagnati da animali domestici, che in seguito scopro essere non loro ma di amici.
Dai loro messaggi traspare in modo evidente che a tutti è morta la maestra nei primi due anni di scuola elementare, altrimenti non si spiegherebbe la totale incapacità di scrivere in modo corretto.
I pochi che si raccontano in qualche riga di profilo hanno esaurito lì tutte le parole che conoscono e non sanno cosa siano i segni d’interpunzione.
Se la chat si apre è perché siamo compatibili. Ora, vogliamo aprire una breve parentesi sull’uso che l’applicazione stessa fa dell’italiano?
Compatibile = che ha la possibilità di dialogare
Ok, ma non fermiamoci al senso letterale! Possibilità di dialogare non significa solo aver gli strumenti (smartphone + app + click su mi piace), dovrebbe pure indicare che le persone in questione han qualcosa da dirsi!
Al momento ho una quindicina di uomini a me “compatibili” in stand-by.
Alcuni son muti, giacciono lì, forse attendono sia io a far la prima mossa, ma sto agendo in modo scientifico: non a tutti rivolgo per prima la parola! Della serie “hai cliccato il cuoricino? ora fai il passo successivo”.
Altri hanno esordito con un saluto (il più gettonato resta il ciao, talvolta seguito da un sorriso, ma solo per i più comunicativi) e poi sono andati in coma.
Altri ancora han risposto alla mia prima battuta, ma già alla seconda sono entrati in modalità “troppo sbatti”.
Sia tra i secondi sia tra i terzi suppongo che le mancate risposte si debbano a diversi motivi dei quali neppure loro son davvero coscienti.
Spesso non colgono la mia ironia e si offendono; soprattutto se scherzo sulle foto (ma bello mio non mi puoi metter la foto di un coccodrillo e aspettarti ch’io taccia, orsù!).
Oppure esordiscono con “vuoi sesso?” e al mio “no grazie, sono a posto” svaniscono. Li trovo tra i più apprezzabili, almeno ci si parla con sincerità. Uno però si è offeso perché ‒ chiarezza per chiarezza ‒ gli ho chiesto, dopo aver visto il genere di foto che aveva pubblicato, se in cambio del sesso volesse esser pagato. Non sono affatto contraria al sesso, ma una sveltina cerebrale reca in sé una contraddizione in termini che io, per quanto ami contraddirmi, non apprezzo.
Alcuni scambi non arrivano neppure ai classici tre giorni dell’ospite/pesce.
Mi imbatto in uomini normali, così normali da farmi fuggire di corsa, e in uomini folli, così folli da farmi correre dalla parte opposta.
Ogni tanto chiudo tutto, cancello l’account, disinstallo l’applicazione, poi la curiosità mi cattura di nuovo: reinstallo l’applicazione, ricreo l’account e invento un profilo diverso. Scopro così uomini apparentemente meno superficiali, soli, in cerca di “due cuori e una capanna”, insoddisfatti, desiderosi di dar vita ad una complicità persa altrove.
Sfoglio la galleria del cellulare e mi imbatto in membri di aspetti, misure, erezioni, colori diversi; scatti veloci inviati sul filo di un orgasmo solitario.
Rileggendo gli appunti, ritrovo la normalità dell’esistenza. Siamo sempre noi: in un’app come in un bar.
E ho finito le 5000 battute.

Votalo!


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Faccio fatica a stare in equilibrio a sfumare i colori a tracciare una mediana. Sono un'estremista! O mi esalto o mi abbatto. Non mi arrabbio, mi incazzo di bestia e spacco tutto! Non provo affetto, amo con passione! Non faccio conoscenza, stringo rapporti! Per me le cose o sono bianche o sono nere. Non conosco mezze verità mezze misure mezze tinte. Eppure credo nel compromesso, nei punti d'incontro e in quelli di vista. Cerco di cogliere ciò che non mi appartiene. Adoro la diversità e l'omologazione mi uccide. Sono polemica e accomodante in egual misura, dipende da argomento persone momenti... Soprattutto sono sempre me stessa, ma non sono mai la stessa. Per me non è incoerenza, è vita!

12 COMMENTI

  1. nulla da dire – commento inutile il mio – se non a segnalarti che anche questo tuo racconto mi è piaciuto, e mi ha strappato un paio di sorrisi (oddio! queste donne sono peggio dei maschi 😀 😀 😀 )… curiosità mia, ma la protagonista e l’amica che si incontrano al centro commerciale non erano presenti, sempre insieme in un centro commerciale, in un’altra tua storia? ma forse sbaglio 🙂 ciao

  2. Molto, molto carino! 🙂
    Sei ironica, attenta e intelligente.
    In più, se c’è qualcosa di autobiografico,
    riesci a fare editing anche ai frequentatori delle chat…ti adoro!
    Questo è il tuo modo di scrivere che mi piace di più, realistico e diretto, senza troppi fronzoli,
    di conseguenza, tante stelline. 😉

    • Grazie Maurizio! Questa sono io nella quotidianità, ho scritto come parlo e come posto considerazioni su fb… non so spiegarti il motivo, ma quando scrivo racconti il più delle volte trasmuto e mi immalinconisco perdendo buona parte dell’ironia. Luigi Tenco alla domanda “perché scrivi solo cose tristi?” rispondeva “perché quando sono allegro esco”… forse succede anche a me. 🙂
      PS: sto soffrendo per la mancanza di un apostrofo in penultima riga, ma sono a una partita di pallavolo di mia figlia… 😂😂😂

  3. Davvero simpatico e ben scritto come sempre… Ho la sensazione che hai raccolto ciò che è scivolato fuori dal carrello di un altro racconto del contest e ne hai fatto buon uso! Ti suggerisco il libro “Quattro etti d’amore, grazie” di Chiara Gamberale, non so se è il tuo genere ma potrebbe risultare una lettura leggera e piacevole 😉

  4. Tra le varie idee che erano affiorate in settimana, una era quella di raccontare il mio incontro in chat con colui che è poi diventato il mio compagno; ho inziato a scrivere la storia, ma, volendo restare fedele agli accadimenti, mi sono resa conto che rischiavo di andare fuori tema e di dilungarmi in particolari che, forse, al lettore non sarebbero interessati. Fatta questa premessa, posso dirti che non solo mi piace come hai scritto questo racconto, mi piacciono anche l’osservazione del mondo delle chat di incontri, le considerazioni, che a volte si condividono, a volte no, la curiosità di tornare dopo che si è deciso di abbandonare. Brava, lettura scorrevole e tema azzeccato.

  5. Mi hai fatto piegare dal ridere! Prima ero fuori casa, non sono riuscita a commentare dallo smartphone ma ti ho subito assegnato una stellina per ogni risata. Sfacciatamente autentico!

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