We love you – Capitolo 5 -

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Siamo di nuovo qui con Alex DI, che ama scrivere e condividere con voi le sue idee e la sua immaginazione. E perché no, anche un po’ di allegria, come questa barzelletta: Dovete sapere che molte persone, parlano due lingue. Di giorno la lingua madre, di notte russo. 😀
Dopo questa piccola parentesi, vediamo un po’ dove siamo rimasti: Charlie ha avuto un leggero scontro con Ciro, l’ex fidanzato di Eleonora, che gli dice dove sta lavorando la ragazza. Charlie aspetta con ansia che lei finisca il suo turno di lavoro per stare un po’ insieme. Nel frattempo, va al pronto soccorso per farsi visitare, la zona in cui Ciro l’aveva colpito, gli faceva ancora male. Il dottore che visiterà Charlie cosa scoprirà? I due innamorati riusciranno finalmente a stare insieme? Scopriamolo!

Il medico di turno del pronto soccorso gli fece un primo controllo, gli chiese come si era provocato un dolore così acuto. Ovviamente Charlie non fu completamente sincero, per non denunciare Ciro, disse semplicemente che uno sconosciuto che correva, non l’aveva visto e lo aveva urtato violentemente. Il dottore non se la bevve, ma non indagò oltre, gli fece alcuni esami e alcune ecografie, per scongiurare lesioni ed emorragie interne. -Ha delle piccole cisti al fegato…forse “quello sconosciuto urtandola” deve averle solo infiammate senza romperle. Perché non vedo liquido…per sicurezza le consiglio di farle esaminare per vedere se crescono e in tal caso per una eventuale cura per debellarle.- lo rassicurò il medico, consegnandogli le lastre e la cura di antibiotico ed aggiunse sarcastico, mentre lo accompagnava fuori -Stia più attento agli sconosciuti!- Charlie non batté ciglio e lo salutò tranquillamente, si avviò alla macchina per depositare tutti gli esami, in modo che Eleonora non li vedesse, non voleva farla preoccupare inutilmente nel poco tempo che avrebbero passato insieme. Ma sopratutto non sapeva come dirle che sarebbe dovuto partire per Los Angeles, era già difficile per lui pensare di doverla lasciare così presto. Giurò a se stesso che sarebbe tornato a qualunque costo, ed era sicuro che sua sorella Helen l’avrebbe aiutato, dato che aveva marito e figli in America e non aveva alcuna intensione di trasferirsi ad Ischia a lungo.

A mezzanotte Eleonora finì di lavorare, era così felice di vedere Charlie lì fuori ad aspettarla, salutò frettolosamente i suoi colleghi e corse ad abbracciarlo. I due si diressero alla macchina, tenendosi per mano o abbracciati, chiacchierando e scambiandosi tenerezze, come una coppia di adolescenti. Entrati in auto Charlie notò che si strofinava gli occhi, premurosamente le chiese -Sei stanca? Vuoi che ti accompagno a casa?- Eleonora lo rassicurò -No…sono le lenti a contatto che mi danno fastidio, dovrei toglierle.- prese una mano dell’uomo e stringendola tra le sue, gli disse con voce e atteggiamento spiritoso, ma romantico -Già ti sei stufato di me?- lui le baciò una mano e le disse -No, affatto! Anzi ho un regalo per te.- prese dal cruscotto un sacchettino regalo e glielo porse dicendo -Per il tuo compleanno e non solo…- Eleonora sbalordita prese il regalo e senza aprirlo, abbracciò Charlie commossa, non se lo aspettava, si era ricordato del suo compleanno, quel gesto le aveva confermato che lui l’amava davvero come lei lo amava, cominciò a fantasticare sul loro futuro. Lui le accarezzava dolcemente la schiena, sorpreso dalla sua reazione, le ragazze che aveva frequentato guardavano prima il regalo e se a loro piaceva, lo ringraziavano in quel modo. Ma lei era diversa, si accontentava del fatto che lui l’avesse pensata, fregandosene di cosa fosse, era certo che il regalo le sarebbe piaciuto, per ciò che rappresentava. -Apri! Sono curioso di sapere che ne pensi.- le disse Charlie, riportandola con i piedi per terra, lei aprì il regalo e il piccolo cofanetto che conteneva. Rimase a bocca aperta dalla sorpresa. Era lusingata del pensiero, ma si sentiva in colpa, sembrava costosissimo per un occasione così banale come il compleanno, balbettò tristemente -Ma…non dovevi! É troppo…- lui, prese dal cofanetto il grazioso anellino d’oro, aveva piccole pietre rosse e al centro una pietra più grande a forma di cuore, serio come non era mai stato, le spiegò -Questo non è solo un regalo di compleanno. È il simbolo del mio amore e rispetto per te!-. Eleonora non seppe cosa dire, lasciò che Charlie glielo mettesse al dito, in quel momento realizzò che era tutto vero e non stava fantasticando, che in suoi sogni potevano diventare reali. -Oh Cherlie! Il più bel regalo sei tu!- disse stringendolo tra le sue braccia al colmo della felicità, l’uomo la baciò e in un dolce sussurro le disse -Domani vieni con me, a scegliere il mio?- lei altrettanto dolcemente gli rispose -Non devi neanche chiedermelo!-.

I due si diedero altri baci, molto dolci, che Cherlie interruppe dicendole -Andiamo a casa mia che ti togli le lenti!- non aveva intenzione di stare lì in macchina con lei, riteneva che a casa sarebbe stato tutto più bello, mettendola a suo agio dopo una serata di duro lavoro. Lei non replicò anzi era tranquilla, guidò verso casa a piazza degli Eroi, che non era molto lontano da lì. Giunti a casa Eleonora si tolse il cappotto e la sciarpa, rivelando un maglione di lana sopra una camicia, Charlie che la stava guardando non poté fare a meno di ridere. -Cosa c’è?- chiese la donna curiosa e infastidita, pensando di aver fatto qualcosa che non andava, lui umilmente le spiegò -Scusa, ma non fa poi così freddo qui. Sento caldo solo a guardarti!- lei sorrise, vedendo che si trattava solo di questo e disse -Sono un tipo freddoloso…- prese il porta lentine e andò in bagno a togliersele, con aria di una che abitava lì da tempo. Questo atteggiamento fece piacere a Charlie, che dopo essersi tolto il cappotto si mise sulla porta del bagno, a guardarla senza che lei se ne accorgesse. Era disperato, ora che lei era lì non voleva più partire, ma non sapeva come fare, suo padre l’avrebbe tormentato a vita e molto probabilmente lo avrebbe licenziato. Questo non poteva accadere ora che aveva trovato qualcuno che amava davvero e con cui avrebbe condiviso tutta la sua vita. Eleonora ignara di tutto, si accorse che aveva dimenticato gli occhiali in borsa, stava per andarli a prendere, solo in quel momento si accorse della presenza afflitta di Charlie. -Che hai? C’è qualcosa che ti preoccupa?- domandò preoccupata avvicinandosi, lui le sorrise pensando che forse non era il momento più adatto, non voleva rovinare quel bel momento, la guardò in silenzio e la baciò. I due come la prima volta a casa di Ciro, si lasciarono andare, ma questa volta non c’era nessuno che li separava, nessun dubbio o paura. Charlie la prese in braccio e la adagiò sul letto, erano felici. Ma inavvertitamente, lei sbottonandogli la camicia gli urtò lo stomaco, che lo fece sobbalzare dal dolore gemendo. Preoccupata si mise a sedere cercando di capire cosa fosse successo, lui cercò di rassicurarla -No, non è niente!- Eleonora si sentiva in colpa, possibile che l’avesse fatto male così tanto e non se n’era accorta? -Scusami, non volevo farti male. Mi dispiace!- disse quasi piangendo, Charlie subito disse -No, non sei stata tu!- lei sorpresa lo guardava aspettando spiegazioni. Ma l’uomo era indeciso se dirle la verità, non voleva dirle che era stato Ciro, aveva paura di perderla di nuovo, riscoprendo che lo amava ancora, ma mentirle non era un buon modo per incominciare una storia seria. -Charlie allora? Cosa ti è successo?- insistette, seriamente tesa; lui con dispiacere vuotò il sacco e raccontò cosa era successo con Ciro. Eleonora lo ascoltò con attenzione e quando finì di raccontare, lo fisso con sguardo neutro, indefinibile e senza parlare, facendo preoccupare seriamente l’uomo, temendo di averla persa. -Sei stato un incosciente! Non potevi aspettare a domani? Trovavi sicuramente me o i miei genitori tornati da Napoli. Dobbiamo farti visitare!- lo rimproverò risistemandosi; lui sorpreso la fermò dicendole -Sono già andato al pronto soccorso, hanno detto che non ho nulla di preoccupante. Solo delle piccolissime cisti da far controllare. Quando vado a Los Angeles per Natale, contatterò un mio amico medico per esaminarle…- Eleonora rimase sconvolta alla notizia della sua partenza e chiese amareggiata -Parti per Natale!? Quando avevi intenzione di dirmelo? Ne avevi l’intenzione o mi avresti lasciata quando avevi ottenuto tutto quello che volevi?- Charlie si sentiva in colpa per non averglielo detto prima o comunque, detto in un modo diverso e cercò di riparare, preoccupato di perderla di nuovo -No! Non è così! Sarei ritornato il prima possibile. Io ti amo e voglio stare con te! Ti prego resta! Ti prometto che non ti toccherò, se serve a convincerti!- Eleonora voleva fidarsi di lui e tranquillizzata disse dolcemente -Ti amo Charlie e voglio stare con te. Faremo come vuoi tu!-

Decisero di vedersi un film, nella stanza da letto, lui le diede un suo pigiama, la maglietta le andava così lunga che sembrava una camicia da notte, ma non le importò, anzi le piaceva indossare un suo indumento, poteva sentire il profumo della pelle di Charlie. I due guardarono il film abbracciati, per entrambi fu difficile resistere all’idea di non potersi lasciare andare, Eleonora si sentiva in colpa per aver dubitato di lui, stava pensando seriamente di cambiare idea, ma quando si decise vide che Charlie, nonostante il desiderio che aveva, si era addormentato. Lei decise di lasciarlo stare, cercò di spostarsi per fargli spazio, ma lui la strinse a sé mugugnando nel sonno. Eleonora contenta che la volesse vicino anche mentre dormiva, si strinse a lui e si addormentò.

Il giorno dopo, il cellulare di Eleonora cominciò a suonare verso le otto del mattino, svegliandoli, lei corse a rispondere, erano suoi genitori che stavano per ritornare. Charlie ripreso le disse -Perché non andiamo al porto a fargli una sorpresa? Così ci conosciamo.- lei ancora col telefono tra le mani, aveva appena chiuso la chiamata, lo guardò sorpresa dicendogli -Vuoi conoscerli? Così presto?- lui rispose quasi offeso -Sì! Perché? Ti vergogni di me?- Eleonora lasciò il telefono su di un mobile e corse ad abbracciarlo ricoprendolo di baci, disse -No, sciocchino! Anzi. E che non me lo aspettavo che succedesse così presto. Sei un tesoro!-. Eleonora continuò a baciarlo dolcemente e cominciò ad essere complicato per lui trattenersi e cercò di spiegarglielo -Forse è meglio uscire un po’!- lei cercò di essere più chiara possibile con voce maliziosa -Perché? Io voglio stare qui con te e continuare una cosa lasciata in sospeso ieri!-. Charlie comprese e la riportò di nuovo a letto e si abbandonarono ai propri sensi diventando un tutt’uno come non lo erano mai stati in tutta la loro vita, non accorgendosi del tempo che passava.

Se ne accorsero solo quando i genitori di lei, la richiamarono per dirle che erano a casa e volevano sapere lei dov’era finita. Eleonora spiegò che era uscita e che sarebbe ritornata presto. I due si rivestirono in fretta e si avviarono a casa di lei, che era agitata per come avrebbero reagito i suoi genitori, alla notizia che Charlie era il suo fidanzato, visto che avevano una predilezione per Ciro…

Votalo!

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