We love You – Capitolo 4 -

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Bentornati gentili lettori e amanti di questo racconto! Vediamo un po’ dove abbiamo lasciato i nostri protagonisti. Eleonora ha lasciato il lavoro e per capire chi ama davvero, ha deciso di prendersi una pausa di riflessione; Ciro controvoglia l’ha accettato e aspetta una sua decisione. Charlie prima di partire per Los Angeles vuole sapere se Eleonora lo ama e va a cercarla.
Eleonora chi sceglierà? Ciro sarà contento della sua decisione? Charlie riuscirà a trovare Eleonora e a parlarle prima di partire? In questo capitolo lo scoprirete! Buona lettura!

 

Charlie si mise alla guida della sua macchina, sapendo benissimo dove trovarla, a casa dei suoi genitori, a Barano. Si fermò nel parcheggio della piazza e andò a suonare il campanello, ma nessuno venne ad aprire. Dalle finestre non filtrava alcuna luce e non si sentiva alcun rumore, provò a contattarla più volte con il cellulare, ma niente. Eleonora dov’è? Questa domanda lo tormentava, si sedette sugli scalini a riflettere, fu distratto e colto di sorpresa da una leggera neve che cominciò a cadere. Non perché non l’avesse mai vista, ma non sapeva che a Ischia potesse nevicare, per via del clima mite. Due fiocchi attaccati l’un l’altro caddero sul palmo della sua mano, facendogli pensare che Eleonora potesse essere da Ciro. La gelosia si impadronì di lui, con rabbia stinse i fiocchi nel pugno e si diresse alla sua auto. Pensava che Eleonora era una buona a nulla e che era una brava attrice, aveva ingannato sua sorella; ma dentro di sé, una vocina gli diceva che le cose non potevano essere così, o forse non voleva crederci. Decise che l’unico modo per togliersi questi dubbi era: incontrarla e parlarle, questo significava andare a casa del suo rivale. Tirò un profondo respiro e guidò deciso verso Sant’Antuono.

Charlie giunse sulla porta di casa di Ciro, trattenendo l’agitazione, suonò il campanello, non sapendo chi si sarebbe presentato ad aprirlo, non sapeva nemmeno come avrebbe reagito. Ma anche lì, nessuno venne ad aprire, la casa era vuota. Andò avanti e indietro nervosamente per il piazzale di casa, incerto su cosa fare per ritrovarla, pensò che forse erano usciti per festeggiare in anticipo il compleanno di Eleonora, certo che ormai l’aveva persa. Si incolpò di non esserci stato quando lei lo cercava, di averla lasciata andare nelle braccia di un altro quando aveva capito che provava qualcosa per lei. Ma soprattutto di non essere giunto lì sull’isola qualche anno prima, forse sarebbe stato tutto più semplice, prima che lei incontrasse quell’uomo che gli l’aveva portata via. Decise di andarsene via, incolpandosi di aver perso l’unica donna che avrebbe mai amato in tutta la sua vita.

Ma proprio in quel momento venne Ciro, rincasava con aria afflitta e pensierosa. -Cerca qualcosa?- gli domandò l’uomo con tono sospettoso, Charlie non si aspettava di trovarsi davanti il suo rivale e senza Eleonora, rispose cercando di essere neutro, senza alcuna emozione particolare che capire dove poterla trovare -Cercavo la signorina Eleonora, sa dove posso trovarla? L’ho cercata al cellulare e a casa sua, ma niente. Sapevo che qui abitava il suo fidanzato e ho pensato che poteva aiutarmi.- Ciro specificò con un sorrisetto malinconico -Ex fidanzato, non stiamo insieme! Sono giorni ormai.- lo guardò ancora più sospettoso, serio gli chiese -Perché la cerca? Lei è Charlie White, giusto?- Charlie era sollevato alla notizia che i due non stavano più insieme, questo poteva significare che Eleonora lo cercava per stare con lui. Cercò una scusa dato che non doveva più dar conto all’uomo che aveva davanti e disse la prima che gli venne in mente -Ecco…c’è stato un problema con una vetrina del negozio, volevo che lei venisse un po’ prima per sistemarla. È una cosa urgente, ma non so come rintracciarla.-. Ciro sembrava avergli creduto e con un sorrisetto aprì la porta e lo invitò ad entrare dicendogli -Posso offrirle qualcosa?- per Charlie sembrava indelicato entrare a casa di uno a cui aveva soffiato la ragazza, rifiutò dicendogli -No, ho un appuntamento più tardi e non voglio fare tardi…- Ciro richiuse la porta e fece una domanda che spiazzò l’uomo -Con Eleonora?- i due si guardarono, Charlie capì che l’uomo sapeva lui chi era e che ruolo copriva nella rottura con Eleonora, prima che potesse dire qualcosa l’uomo continuò -Eleonora mi ha lascito perché amava un altro. Mi sono sempre chiesto che tipo fosse e cosa poteva avere di diverso da me. Adesso l’ho capito!- Charlie riteneva che fosse saggio stare zitto, cosa poteva dirgli per giustificare una cosa di cui nessuno aveva colpa, si erano innamorati e basta; in ogni modo Ciro non glielo permise perché gli diede un pugno allo stomaco che lo fece piegare in due e tossire dal dolore, lui non reagì, ritenendo giusto e nel suo diritto sfogarsi per essere stato lasciato, come se volesse consolarlo gli disse a fatica -Lei…non ti ha mai…tradito…non ha voluto!- Ciro soddisfatto, disse tristemente -Lo so. Non perché me lo dici tu, ma perché la conosco e se mi ha lascito era proprio per non farmi questo torto. Lei è una ragazza pura e onesta. Se sta con una persona ci mette l’anima…-. Avvicinandosi alla porta di casa disse serio -Eleonora ha trovato lavoro per qualche giorno in un ristorante a Ischia Ponte, dove i clienti possono fare il karaoke.-. Cherlie rimase meravigliato che Ciro gliel’avesse detto, mentre si rialzava gli venne naturale chiedergli -Perché me l’hai detto? Se mi odi tanto e la ami?- l’uomo sulla porta semi-aperta rispose -Lei merita di essere felice e questo vuol dire stare con te! E anche se questo mi fa male, devo ammettere che capisco le ragioni per cui ti ama tanto. L’hai cercata dovunque, anche qui da me e hai inventato una stupida bugia per farti dire dove trovarla. Proprio oggi mi ha portato le chiavi dicendomi che era definitivamente finito tutto tra noi e mi ha anche detto che aveva lasciato il lavoro. Sei stato sfortunato, la prossima volta inventa bugie migliori!- entrò in casa e prima di chiudere gli diede un avvertimento -Guai a te se la fai soffrire e non la tratti come si deve! Non te la caverai solo con un pugno!-.

Charlie al settimo cielo, corse in macchina tenendosi ancora lo stomaco, gridando -Grazie!- si mise alla guida diretto al ristorante, certo che anche lei lo amava e che era libera. Anche se, non si spiegava per quale motivo lei non l’avesse mai chiamato o in qualche modo detto che non stava più con Ciro. Ripensò agli ultimi avvenimenti, a due in particolare, a quello che gli aveva riferito Helen “…prenditi cura di lui!…” e l’ultima volta che loro due avevano parlato in negozio, dove lei con disappunto gli disse “…poi c’è quella!…”. -È gelosa! Lei era gelosa di mia sorella, credeva che…si è dimenticata che io ho due fratelli?- compiaciuto per la scoperta e allo stesso tempo disgustato all’idea di essere il fidanzato di sua sorella, un banale malinteso che l’aveva allontanata da lui, pensandoci rispetto a quello che avevano già passato, questa situazione era la più semplice da risolvere.

Charlie parcheggiò l’auto nel primo posto che trovò, noncurante se fosse vietato o meno, scese, cominciò a correre per tutta la strada semi-pedonale di Ischia Ponte, nonostante gli facesse male il colpo ricevuto, ma il desiderio di rivederla era molto più forte. In breve tempo arrivò alla porta del ristorante, prese fiato e emozionato, vi entrò, si guardò intorno e la vide. Eleonora era intenta a sbarazzare un tavolo, era proprio come la ricordava e come la vedeva nei suoi sogni, bella e affascinante e come sempre sul suo volto, anche se celato da un leggero trucco e senza occhiali, si poteva vedere ciò che provava, ed era chiaro che aveva sofferto molto e che stava riflettendo. Charlie senza farsi vedere, la osservò per un po’ imbambolato, fino a che non lo notò un cameriere che gli si avvicinò per domandargli -Desidera accomodarsi?-, l’uomo scese completamente dalle nuvole, si era dimenticato di essere in un ristorante, rispose incerto e titubante -No…no…- il cameriere rimase lì a fissarlo, anche lui incerto su cosa dire al suo confuso visitatore, ma Charlie ebbe una idea e gli domandò -Può aiutarmi a scrivere un biglietto in italiano; e a consegnarlo ad una persona che è qui?- il ragazzo sollevato, rispose all’insolita richiesta -Certo! Mi dica!-.

Eleonora, mentre lavorava, pensava a cosa fare della sua vita, si chiedeva come poteva essere accaduto tutto questo, è bastato innamorasi di un uomo venuto da Los Angeles per stravolgerla completamente, rendendola un infelice, adesso che ci pensava forse era già infelice, Charlie, il suo Charlie, l’aveva semplicemente resa felice, si domandava cosa stesse facendo lui e se si era dimenticato finalmente di lei. Questi tristi e angoscianti pensieri furono interrotti dal collega che la chiamava con aria divertita, Eleonora gli si avvicinò con il vassoio pieno di resti della cena di qualcuno e gli disse -Dimmi tutto!- lui le prese di mano il vassoio e le porse la foto del compleanno di Charlie, rimase sbalordita nel vederla, il cameriere ancora sorridendo le disse -Leggi dietro! Hai cinque minuti di pausa!-. Lei si mise in disparte a leggere sul retro della foto, incerta su cosa aspettarsi.

“Dal primo giorno che ci siamo incontrati non ho mai smesso di pensarti! Sei entrata nel mio cuore e lì sei rimasta, nonostante abbia provato a scacciarti. La verità e che la mia vita non ha senso senza di te! I love you! Charlie”

Eleonora uscì fuori dal ristorante, speranzosa che Charlie fosse lì ad aspettarla, infatti era lì, lei subito corse ad abbracciarlo pronunciando più volete il suo nome, commossa. Charlie la strinse a sé, ricoprendola di baci e le diceva più volte che l’amava, mischiando l’italiano e l’inglese, tant’era l’emozione che provava nel poter finalmente manifestare tutto il suo amore represso fino a quel momento. Eleonora era al settimo cielo, anche se un dubbio la tormentava, non voleva essere presa in giro, lo guardò seria, gli chiese -Ed Helen? Cosa farai con lei? Gli dirai di noi?- Charlie le sorrise, divertito di aver visto giusto, le disse semplicemente la verità con tono rassicurante -È stata lei a dirmi che sbagliavo a lasciarti andare e che se ti amavo dovevo dirtelo. È mia sorella e mi conosce bene, ha capito che io senza di te non so stare…- Eleonora si sentiva una vera stupida, ricordandosi che lui le aveva parlato di sua sorella e di suo fratello e che gli aveva fatto vedere pure le foto, anche se di qualche tempo fa, comunque erano rimasti pressoché uguali. Si mise la faccia tra le mani dalla vergogna di aver frainteso tutto e di essersela presa ingiustamente con sua sorella, ma Charlie gli le tolse, le accarezzò il naso con un dito e divertito affermò dolcemente -Gelosona!-. Le accarezzò la guancia, sfiorando le sua labbra e la baciò. Per loro il tempo sembrava fermato, o per tutti gli altri scorreva veloce, chi lo sa. A loro non interessava, si sentivano in un mondo a parte, come in una opaca campana di vetro, dove non vedevano e non sentivano niente, ma non ne sentivano la mancanza, perché tutto ciò che volevano e desideravano era lì in quella campana.

Attimo di eterno che fu bruscamente interrotto dal collega di Eleonora, che anche se divertito, gli dispiaceva interromperli, ma lei dovette dire ugualmente che doveva tornare al lavoro. Charlie frastornato, solo in quel momento si era accorto che aveva avvolto Eleonora con sé nel suo cappotto, da cui la liberò a malincuore. La donna, anche lei frastornata, era dispiaciuta di dover lasciare il suo amore ritrovato così presto, rassicurò il cameriere che sarebbe rientrata. Eleonora cercando di scaldarsi con le braccia, percependo solo in quel momento il freddo che faceva, si rivolse a Charlie quasi speranzosa -Io vado a lavorare, finisco tardi. Tu…cosa fai?- lui, avvicinandosi per scaldarla le rispose con voce e sguardo dolce -Aspetto che finisci!- stava per stringerla di nuovo a sé, ma Eleonora controvoglia lo allontanò e si giustificò -Non farlo, altrimenti non vado più al lavoro!-, però gli gettò velocemente le braccia al collo, lo baciò sulle labbra e gli disse -Ti amo!- corse via velocemente, con la paura che se fosse rimasta a lungo non sarebbe più riuscita ad andar via.

Per entrambi quelle ore furono le più lunghe della loro vita, Eleonora non vedeva l’ora di finire per stare con Charlie, quest’ultimo invece, cercò qualcosa per distrarsi, per non pensare e non guardare in continuazione l’orologio. Dato che lo stomaco gli faceva ancora molto male per il colpo di Ciro, pensò bene di andare al più vicino pronto soccorso per farsi visitare…

Votalo!

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