We love you – Capitolo 3 -

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Salve amici! Mi dispiace che questo capitolo è un po’ in ritardo, purtroppo ho avuto problemi di salute. Non preoccupatevi ora sono in via di guarigione. Vediamo dove eravamo rimasti: Charlie White, aveva intenzione di conquistare Eleonora, che sembra non accorgersi di ciò che sta accadendo. A fine capitolo, i due si sono scambiati un bacio e sembra che stanno andando ben oltre. Charlie riuscirà nel suo intento? Ciro tornerà a casa e troverà una spiacevole sorpresa?

Solo in quel momento Eleonora tornò in sé, si rialzò sconvolta, dicendo -No, non posso fare questo a Ciro…stiamo insieme da tanto tempo…non posso buttare tutto all’aria così…È solo una cotta passeggera…- Charlie la guardava confuso, capiva poco quello che lei farfugliava, sapeva solo che ciò che era successo, per lui era stata la cosa più bella del mondo. Si rialzò e le si avvicinò per calmarla, ma Eleonora lo allontanò piangendo e lo pregò -È meglio che tu te ne vai!- l’uomo era dispiaciuto di essere la causa delle sue lacrime e di non avere l’opportunità di asciugarle, prima di andarsene le disse -Io…scusa…spero che questo non influisca sulla tua decisione di venire a lavorare per me…il negozio ha bisogno di brave persone come te.- lei non gli rispose, lo salutò semplicemente con la mano. Eleonora, rimasta sola, si sedette e con la testa tra le mani, si convinceva che ciò che provava era solo una sbandata passeggera, col tempo sarebbe passata e che la cosa migliore era non accettare quel lavoro.
Charlie rimase per un po’ in macchina fermo a pensare, si chiedeva che cosa gli fosse preso, aveva avuto sempre successo con le donne e anche se a volte facevano le difficili, lui riusciva sempre a sedurle, sposate o fidanzate. Si domandava perché con Eleonora non riusciva ad essere insistente, lei era in grado di disarmarlo con tanta facilità, contro la sua volontà. Alla fine decise di mettere in moto e partire, uscito dal garage, guardò casualmente nello specchietto retrovisore, e vide un’altra macchina entrarvi, guidata da un uomo dall’aria seria e riservata. Fermò l’auto e rimase a guardarlo per un po’ e pensò “Quello deve essere il fidanzato. Sembra un idiota, ma cosa ci può mai trovare in un uomo così?” immaginò i due insieme, gli salì il sangue alla testa. Solo in quel momento realizzò che Eleonora era molto di più di una semplice avventura passeggera, desiderava essere al posto di quell’uomo per godere delle premure giornaliere che lei gli faceva. Avrebbe tanto voluto rientrare in quella casa e portar via Eleonora, ma triste rimise in moto con il pensiero angoscioso che lei amasse quel tipo, un privilegio che lui non avrebbe avuto.

Ciro rientrato a casa non si accorse di nulla, Eleonora nascose il suo turbamento, finì di mettere a posto e ascoltò il racconto dell’uscita del suo fidanzato. Mentre preparava la cena gli confidò -Credo che sia meglio che io non vada più a lavorare per il signor Charlie White.- Ciro sorpreso le chiese -Perché?- lei sentiva che era giusto dirgli la verità, di quello che era successo, stava per dire qualcosa, quando il fidanzato le si avvicinò e la abbracciò -È un’ottima occasione, potremo finalmente pensare a una futura vita insieme. Se inizi adesso, l’anno prossimo potremo realizzarlo, non credi?-. Era da tanto che Eleonora aspettava di sposarsi con lui, anche se l’idea che potesse realizzarsi andando a lavorare per Charlie non le piaceva affatto. Ciro doveva sapere il perché non voleva andarci, aprì la bocca ma non uscì una parola, non voleva farlo arrabbiare ne soffrire, lui la guardò curioso aspettando che dicesse qualcosa, ma lei gli disse semplicemente -Ecco…lui…secondo me è un donnaiolo! E non mi piace!- Ciro rise, mentre si sedeva al tavolo da pranzo e domandò -Tutto qui? E a te cosa importa?- Eleonora sorpresa dalla noncuranza del suo fidanzato, disse -Ma come!? E se dovesse provarci?- l’uomo ancora ridacchiando rispose -Noooo…anche se dovesse farlo, a te non interessa! Hai già un fidanzato!- la donna ci rimase male, il fatto che lui fosse così certo che nessuno potesse provarci e che lei non potesse provare interessante altre persone, la faceva arrabbiare. Pensavo che prima Ciro non era così, era pieno di attenzioni e premure, qualche volta era anche geloso, quando qualcuno la guardava o le faceva un complimento. Apparecchiò per il suo fidanzato e con la scusa di non sentirsi molto bene, si chiuse in bagno e cominciò a riflettere. Forse ciò che le piaceva di Charlie era proprio il fatto che le ricordava quando l’inizio Ciro era dolce e dimostrava il suo amore sempre e comunque. -Dopotutto stiamo insieme da così tanto tempo, è normale che l’amore cambia e non si sente più la necessità di essere tanto affettuosi. Che stupida! Con con il tempo anche con Charlie sarebbe successo lo stesso, se non peggio.- disse ad alta voce, convinta della sua scelta.

Dopo un paio di mesi il negozio aprì. In quel periodo Eleonora, non riuscì a trovare una scusa valida per Ciro per non andare a lavorare per Charlie, anche perché l’idea di angosciarlo con il vero motivo non le piaceva. Anche se sembrava che lui si fosse accorto di qualcosa, infatti molto spesso la accompagnava, andava a prenderla al lavoro e le dava qualche attenzione in più. Questo atteggiamento non passò inosservato agli occhi di Charlie, che sempre più geloso trovava delle scuse per trattenerla il più alungo possibile al negozio, facendo aspettare Ciro in macchina anche più di mezz’ora, cosa che non lo scalfì minimamente. Dopo l’estate la cosa diventò insostenibile, da semplice commessa, Eleonora si occupava anche di tenere ordine nel deposito, preparare i pacchetti regalo, allestire le vetrine, insomma Charlie, a differenza delle altre commesse che avevano un ruolo ben definito, la mandava a fare di tutto e spesso glielo ordinava in malo modo. Eleonora ci rimaneva male, anche se lo comprendeva perfettamente, visto che lei lo aveva rifiutato. Il ricordo di quella sera e dei momenti passati insieme, erano vivi in lei e la facevano diventare nostalgica, ma rinsaviva continuando a ripetersi che sarebbe passata, che era solo una cotta dettata dal fatto che si sentiva sola. Mancava meno di un mese a Natale e al negozio, dall’America, giunse Helen, un tipo molto avvenente, vestita sempre in modo esageratamente, elegante. Charlie la assunse come vice direttrice. Un ruolo in cui questa donna entrò subito, impartiva ordini come se fosse lei la padrona, quando lui non c’era. Ma la cosa che dava più fastidio ad Eleonora era il suo comportamento confidenziale che aveva con l’uomo, come chiudersi da soli nell’ufficio, oppure prenderlo sotto braccio davanti a tutti…erano tutte cose che la facevano soffrire terribilmente. Pensò che Charlie voleva prendersi solo gioco di lei e che le uscite, le gentilezze e teneri abbracci, fossero solo un modo per circuirla e non perché l’amava. La situazione crollò nel momento in cui Helen cominciò a darle ordini, dettatale da Charlie, anche quando lui era in negozio, scoprì che accadeva solo con lei, come se l’Americano volesse evitarla completamente.

Un pomeriggio, dopo che la vice direttrice le aveva chiesto di sistemare la carta per i pacchi regalo, Eleonora si chiuse in bagno e si bagnò il voto con l’acqua, per cercare di smettere di piangere, non ce la faceva più. Dopo tanto tempo passato a cercare di toglierselo dalla mente, si rese conto che non ci sarebbe riuscita rimanendo lì; decise che quella sera avrebbe lasciato il lavoro. Attese con pazienza che Charlie tornasse per parlargli, cosa che avvenne dopo una mezz’ora, tutti erano andati via, commesse e commessi, erano rimaste solo lei ed Helen. L’uomo entrò e la trovò ancora lì, le chiese infastidito -Come mai ancora qui?- Eleonora, nascondendo il suo dispiacere per il suo atteggiamento, rispose -Avevo del lavoro arretrato. E poi volevo parlare con te!- lui non aveva nessuna intenzione di parlare con lei, soffriva troppo al pensiero che lei preferisse un altro. Mentre si avviava nel suo ufficio dandole le spalle, disse in tono risoluto -Un altro giorno! Ora non ho voglia, né tempo!- lei secca replicò -Volevo solo dirti che me ne vado!- Charlie sorpreso, si fermò vicino ad un bancone di anelli, si voltò a guardarla, nascose il suo dispiacere alla notizia, incrociò le braccia in segno di indifferenza e chiese -Come mai?- Eleonora perse il controllo, vedendo il suo atteggiamento, si mise il cappotto e disse alterata -Come mai!? È una situazione che non può andare avanti. Mi tratti da schifo, mi fai stare oltre l’orario di lavoro, mi fai andare avanti e indietro per i fornitori, il deposito…mi fai fare tutto tranne che la commessa…-. A spezzare la discussione animata, fu Helen, che uscì dalla porta laterale del deposito e corse subito verso Charlie, porgendogli le mani chiese -Tutto bene? Cosa gridate?- lui le prese le mani e con tono calmo e gentile -Niente, aspetta nel mio ufficio, ora vengo!- lei sorridendogli obbedì. Eleonora a quella scena non resistette, capì era innamorata di lui, nonostante non fosse così pieno di attenzioni come prima, e che ormai l’aveva perso. Appena furono soli, continuò, indicando l’ufficio -Poi c’è lei! Le fai fare tutto quello che vuole e anziché di dirmi tu le cose mi mandi lei…- Charlie arrabbiato e visibilmente sofferente rispose -Ma cosa pretendi? Che ti interessa? Ho diritto anch’io di farmi una vita. Tu hai scelto quello? E allora vai, ti aspetta qui fuori!- detto questo se ne andò nel suo ufficio sbattendo la porta.

Eleonora uscì dal negozio, con la sciarpa che portava al collo, cercò di nascondere il volto, per non farsi vedere da Ciro che stava piangendo, cosa inutile, perché lui se ne accorse e le domando preoccupato -Cos’hai? È successo qualcosa?- lei decise che doveva dirgli tutta la verità e asciugandosi, gli rispose -Ciro, dobbiamo parlare! Io…sono in un periodo di confusione. Credo sia meglio per entrambi che ci lasciamo per un po’…voglio capire cosa voglio davvero…- l’uomo rimase a bocca aperta, aveva sempre pensato che una cosa del genere non gli potesse mai capitare, dando per scontato che lei sarebbe rimasta sempre con lui, confuso chiese spiegazioni -È qualcosa che ho fatto? So di non essere l’uomo più romantico di questo mondo e che forse certi atteggiamenti di altre persone potrebbero confonderti…- i due si guardarono in silenzio, Eleonora aveva capito che Ciro sospettava qualcosa, dopo tanto tempo insieme, era naturale che ognuno riusciva a capire l’altro. -Devi sapere…- iniziò Eleonora, ma lui la interruppe e continuò -So che non mi hai tradito, sei una brava ragazza e so che mi ami ancora!- stava per baciarla, ma Eleonora lo fermò, nella sua mente c’era solo Charlie e con quel bacio sentiva di mentire a entrambi, dispiaciuta spiegò -No, Ciro! Io…sono sicura che quel che ho fatto, l’ho fatto per non ferirti e non per amore. Ho…ho bisogno di stare sola, per capire cosa devo fare, per capire realmente chi amo. Mi dispiace, ma non voglio prenderti in giro, non mi sembra giusto!- lui a malincuore disse -Va bene!- lei prese le chiavi di casa di Ciro e gliele porse, lui richiudendole nella sua mano le disse -Per ora tienile ancora tu! Quando capirai cosa vuoi, me le darai o continuerai a tenertele.-. L’accompagnò a casa, durante il tragitto non si dissero nulla, Eleonora era convinta della sua decisione. Il suo desiderio di vivere finalmente con l’uomo con cui era stata quasi otto anni, era sfumato in pochi secondi, ma era convinta che iniziare una vita insieme pensando a qualcun altro non era un buon modo e non era ciò che voleva.

Eleonora presentò la lettera di dimissioni il giorno dopo, doveva lavorare ancora quindici giorni durante quel periodo non vide Charlie, neanche una volta, dalla discussione di quella sera, lui non si fece più vivo in negozio ed Helen, nonostante le sue continue domande, non le fornì nessuna notizia di lui. Un giorno mentre il grande uomo di affari passeggiava per Ischia Ponte decorata a festa per l’imminente Natale, guardò malinconicamente la gelateria preferita da Eleonora e la vetrina in cui lei più volte si specchiava, per pulirsi la faccia che lui le sporcava apposta col gelato, ricevette una telefonata da Helen che voleva vederlo con urgenza in negozio. Ci andò subito sicuro ormai che lei non ci fosse più ad aspettarlo. Entrato in negozio Helen rimase a bocca aperta nel vederlo poco curato sia nel vestire, che nel modo di tenere la barba e i capelli. -In privato!- gli disse severa, lui entrò sbuffando nel suo ufficio seguito dalla donna. Si tolse il cappotto che gettò sulla sedia, si sedette alla scrivania e cominciò a fissare la foto scattata il giorno del suo compleanno, mandatagli dal suo amico, nella cornice datagli come regalo da Eleonora. -Cosa c’è?- le chiese Charlie parlando inglese in modo che potesse capirlo meglio, Helen stufa, appoggiò le mani sulla scrivania e con tono alterato disse -È venuta a prendersi l’ultimo stipendio!- lui, facendo finta di cadere dalle nuvole, chiese -Lei chi?- la donna ancora più arrabbiata rispose -Smettila di fare la commedia, sai bene che mi riferisco ad Eleonora! Mi ha chiesto ancora di te e mi ha pregato di prendermi cura di te!- lui accennò ad sorrisetto e le domandò -Quindi?- Helen ancora più infuriata rispose -Smettila di fare il bambino Charlie! Esci da qui, vai da lei e dille quello che provi!- lui infastidito replicò -Ti ho già detto che non sono affari tuoi. E poi non posso, lei ha già un fidanzato e lo ha preferito a me!- lei scuotendo il capo per dire no, disse con calma -Ti fai fermare da un fidanzato?! Rimango senza parole, la ami davvero tanto?- lui affranto rispose -Non ha più importanza!- lei compiaciuta gli consigliò -Charlie, io sono tua sorella e per quanto possiamo prenderci a capelli, io voglio solo il tuo bene. Ascoltami, tu dopodomani devi ritornare a casa, non andartene senza averle detto quello che provi. Sono certa che anche lei prova qualcosa per te, altrimenti prima di andarsene non mi avrebbe detto quelle parole in lacrime, sono certa che erano per te!- a quelle parole, Charlie vide una luce di speranza accendersi; Eleonora aveva pianto per lui, perché lo cercava e non c’era. Senza dir nulla si chiuse nel bagno dell’ufficio, ne uscì dopo dieci minuti con la barba fatta e i capelli sistemati alla meglio, salutò la compiaciuta sorella e uscì. Prima di uscire dal negozio, prese un regalo per Eleonora, il giorno dopo sarebbe stato il suo compleanno…

Votalo!

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