Tornare bambini 4.93/5 (7)

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«Uno, due, tre, quattro…»
«Fabrizio, non barare. Tieni bene gli occhi chiusi».
Fabrizio strizza forte gli occhi.
«Cinque, sei, sette, otto, nove, DIECI!»
Muovendosi con circospezione, Fabrizio comincia la ricerca. D’un tratto, scorge una ciocca di capelli color del sole spuntare da dietro la fontana della piazza del paese. Si avvicina per accertarsi di non aver visto male e urla mentre corre verso la base: «Tana per Sofia dietro la fontana!».
Sofia esce d’un balzo dal suo nascondiglio e corre forte, ma il vantaggio di Fabrizio è incolmabile. Non vede il sasso sulla strada, inciampa e cade lunga sul selciato, i fiori d’arancio che le adornano le asole spiaccicati al suolo.
Fabrizio dimentica il gioco e corre da Sofia. L’aiuta ad alzarsi e a lavare via, con l’acqua fresca della fontana, lo sporco dalle sbucciature alle ginocchia.
«Tana libera tutti!»
Mentre Giorgio approfitta dell’incidente per avere la meglio e salvare gli altri bambini che esultano, le campane della chiesa ricordano che la processione sta per iniziare.
Sofia si sistema il vestito della festa e si spolvera con le mani le scarpine bianche. Torna a sorridere e Fabrizio s’imbambola a guardarle gli occhi accesi.

«Fabrizio, certo che sei diventato proprio un orso… Perché non vuoi venire alla festa del paese?» gli chiese a bruciapelo la moglie Sofia, distogliendolo di soprassalto dai ricordi.
«Non mi va, tesoro. Sono stanco e poi mi sembra una farsa ipocrita: un fantoccio che gira per il paese a raccogliere soldi. Che senso ha? La spiritualità è un’altra cosa…»
«Hai ragione, ma proprio perché da grandi siamo più complicati non sarebbe una cattiva idea ritornare bambini, almeno per un giorno. Dai su, che ti compro i torroni e ci facciamo un giro sui Calci in Culo» lo convinse allegramente Sofia.
Fabrizio inventò un sorriso, prese a braccetto il suo amore e andarono a festeggiare con Giorgio e gli altri amici di sempre.

Votalo!

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Rossella Cirigliano nasce a Pinerolo nel 1967. A sei anni si trasferisce con la famiglia a Roma dove completa gli studi linguistici, specializzandosi poi in traduzione letteraria. Nel 1993 collabora alla stesura del libro “Scrittori in Cina” edito da Manifestolibri e, successivamente, pubblica traduzioni di articoli di saggistica e racconti su riviste letterarie, StudiLovecraftiani in particolare. Gioielli da Brivido e Mistero, Fantasmi, Horror e un pizzico di Humour sono le sue prime raccolte di storie di suspense di autori classici da lei scelte e tradotte. La più recente (2017) è Sagome Nere, una raccolta di racconti di Marshall Moore, autore americano contemporaneo. Oltre all'attività di traduttrice, ama scrivere racconti brevi. L'Undicesima Porta (2016) è il suo primo romanzo giallo, la cui stesura è stata divertimento allo stato puro. Ma bisogna pur campare! E allora la mattina lavora in un museo e il pomeriggio insegna inglese. Nel tempo libero, tra una paturnia e l'altra, si concede qualche viaggio,  il cinema, il teatro e qualche concerto con o senza la sua adorata bimba di venticinque anni.

5 COMMENTI

  1. Tornare bambini aiuta i grandi a cancellare la malinconia dei ricordi. Mi è piaciuto molto, brava Rossella.

  2. Se si chiudono gli occhi, sembra di vedere la deliziosa scenetta. Bel racconto!

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