THE INDUCTION 3.09/5 (14)

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L’umanità è parte di un’unica immensa struttura, paragonabile solamente a una grande rete neurale che collega inevitabilmente l’uno all’altro. L’esistenza umana non si regge perciò sulle casualità, ma su precise leggi fisiche di causa-effetto.
Per questa ragione, non esiste mistero più grande o giallo più macchinoso della stessa esistenza umana, poiché in un istante, una singola azione, determina il destino, agendo sull’intera linea correlata per un tempo pressoché, illimitato.

Uscendo da casa per recarsi al “Gran Menù”, ristorante in cui lavora la sera come cameriera, Krizia vede Simone, suo fratello, dare dell’eroina a un adolescente. Questo le rincresce, ma non protesta, perché un po’ soldi in più le fanno comodo.
Giunta nei pressi del locale, incontra il suo ex fidanzato Giancarlo che la ferma per convincerla a rimettersi assieme. Ha l’aspetto trasandato ed è sotto l’effetto della droga. Ormai, nei suoi confronti Krizia prova solo disprezzo, perciò, il ritrovarselo davanti, appostato ad aspettarla, la fa reagire in malo modo. Giancarlo estrae allora una pistola dalla tasca della giacca. Tremolante, la punta verso la giovane che atterrisce. Non era sua intenzione farle del male, ma il tremolio convulso della mano gli fa esplodere un colpo che nemmeno sapeva di avere in canna.
Poche ore prima, quella stessa pistola era stata portata al banco dei pegni da Nicolò, l’adolescente alla quale Simone stava vendendo droga.
Il banco dei pegni era gestito da un tipo losco che non usciva mai dal suo covo. La sua attività irregolare era però ben vista dalla malavita locale e da alcuni poliziotti corrotti che lo proteggevano.
Trasportata d’urgenza in ospedale, Krizia è subito portata in sala operatoria, dove Lorelai, sua amica, intervenire chirurgicamente.
Quell’improvvisa emergenza costringe Lorelai a saltare la cena al “Gran Menù” con il suo fidanzato Giorgio che la stava già aspettando al tavolo, sorseggiando del vino e ascoltando musica Jazz. Visto il ritardo e immaginando la solita emergenza all’ultimo minuto, Giorgio decide di tornare a casa e aspettarla là. Uscito dal locale, vede delle persone accalcarsi in un punto a poche decine di metri da lui e, proprio quando sta attraversando la strada, sua cognata Deborah, proprietaria del locale e moglie di suo fratello Devil, lo chiama con tono agitato per dirgli del ricovero di Krizia. Istintivamente Giorgio si volta, ma in quel preciso istante sopraggiunge un’auto che lo investe.
Nel frattempo, gli agenti Devil e Romeo si stanno recando separatamente sul posto della revolverata.
Alla guida dell’auto c’era Ornella, mamma di Nicolò, preoccupata per la grave malefatta del figlio, ovvero, aver preso dall’armeria di casa una delle pistole del padre. Tutto perché la sera prima, ascoltando casualmente una conversazione del padre col suo collega Devil, aveva scoperto che erano entrambi corrotti. Una delusione che lo spinse a rubare la pistola e poi rivenderla, per comprare la droga dal ricettatore del padre. Ovviamente Simone non sapeva che stava vendendo eroina al figlio di Romeo, sapeva invece che la droga spacciata proveniva dai sequestri della polizia.
Ornella si era accorta subito della mancanza dell’arma e chiese spiegazioni a Nicolò che però, preso dal panico, scappò via con la bicicletta. Preoccupata, prese l’auto per andare da Devil e farsi aiutare. Il suo pensiero era solo quello di risolvere la situazione, prima che il suo irascibile marito scoprisse ciò che Nicolò aveva fatto. Giunta però nei pressi del locale, tra la confusione dei lampeggianti e delle sirene, incrocia frontalmente l’auto del marito che si sta dirigendo proprio in quel punto. Nel cercare di non farsi riconoscere, Ornella si abbassa un solo istante verso il sedile a fianco, un tempo tuttavia sufficiente per non vedere il pedone, investirlo, sbandare, invadere il lato opposto della gareggiata e arrestare la corsa contro il palo della luce.
Nel frattempo Krizia ha superato l’intervento ed è fuori pericolo. Lorelai sperava a quel punto di poter tornare a casa, farsi una doccia e riposare, ma viene fermata dalla sua assistente che le dà l’infausta notizia dell’incidente, nonché della morte di Giorgio.
Dopo aver vagato fino a tarda ora per le vie della città, Nicolò torna a casa e trova il padre ad attenderlo. Sua madre è in ospedale sotto shock, ma con ferite non gravi. Si era immaginato di dover affrontare un padre furioso, invece sembrava arrendevole così ripiegato sulla sedia e con le mani tra i capelli, straziato dai sensi di colpa.
Lui stesso, come chiunque, era solamente una piccola tessera nel grande quadro dell’esistenza umana, dove gli equilibri sono sempre fragili, mai statici e dove ogni singola decisione e azione, producono degli effetti senza fine.

Quella sera, Giorgio aveva programmato di chiedere a Lorelai di sposarlo durante una cena romantica e lei gli avrebbe risposto “Sì!”, poiché entrambi volevano formare una famiglia e concepire un figlio… io, che però non sono mai nato.

Votalo!

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Sara Aguiari (alias Liska), nasce a Torino il 27 aprile del 1967. Qui, a poco più di tre anni di età, inizia la sua esperienza sul palcoscenico come comparsa teatrale ( Teatro Reggio di Torino e Palazzetto dello Sport), lavorando con artisti di enorme rilievo, come Carla Fracci, Lina Volonghi, Elena Mauti Nunziata e molti altri. Nel 1974 si trasferisce in Veneto con la famiglia, dove inizia a condurre una vita poco agiata e con gravi problemi familiari. Di conseguenza, lascia gli studi prematuramente per entrare nel mondo del lavoro a soli 13 anni. Per vocazione e predisposizione, sviluppa per proprio conto la propria cultura, intervallandosi in molte materie (umanistiche, psicologia, comunicazione, religione, storia, politica, ambiente, biologia, geologia, e altro), includendo specifiche ricerche in vari campi. Nel 2002 pubblica il suo primo racconto “Un marchio nell’anima” con la “Editrice Nuovi Autori di Milano”, che include anche la prima raccolta di aforismi dal titolo “Parole, Opere ed Omissioni”. Successivamente partecipa al concorso letterario “Campo dei Fiori” con il racconto breve per ragazzi “Gemelli”, dove riceve un’ottima critica e dei riconoscimenti. Nel 2003 si trasferisce in Sicilia, ricercando un arricchimento culturale ed interiore, tale da offrirle nuove ispirazioni. Nell’isola ha la fortuna di incontrare innumerevoli artisti ed illustri letterati, come il Luminare Prof. Salvatore Camilleri. Con lui inizia un nuovo percorso in filosofia, in storia antica e in quello che si rivelò un abbraccio con le profonde radici storico-culturali del popolo isolano, la lingua siciliana, le sue derivazioni, nonché gli usi e i costumi. La Sicilia, terra di grandi scrittori e poeti del passato e del presente, come Alfio Patti, Carlo Trovato, Renato Pennisi e molti altri, la portano a cercare il vero senso della propria esistenza, nonché essenza artistica. In questo periodo addotta lo pseudonimo “Liska”, nome con la quale firma i lavori pittorici e i nuovi aforismi. Tra il 2006 ed il 2007 fa nascere il quaderno mensile “Il Raglio”, iniziativa che sostiene a proprie spese e che per mancanza di fondi si trova presto costretta ad interrompere. Con il testo letterario storico-culturale dal titolo “Carmi su Stele”, le viene riconosciuto un Diploma di Merito in Letteratura, dall’Accademia Araldica Internazionale “Giovanni Paolo II” Università della Cultura di Roma. Nel 2009 si iscrive ad un Corso di Regia per cinema e teatro, scoprendo un nuovo modo di adoperarsi per raccontare “la vita”. Assieme alla figlia e pochi amici fidati che condividono la stessa passione, fonda il “Silver Screen Group”, inizia perciò una produzione di cortometraggi a sfondo sociale che scrive e dirige. Titoli dei lavori filmici prodotti: The End; I want to live; Décolleté; Video messaggio sociale; Il colore della pioggia; Reality: la notte di San Lorenzo. Nel 2010, fonda e diviene Presidente dell’Associazione "25 Novembre Giornata Mondiale Contro la Violenza alle Donne". Tra le varie iniziative benefiche, il volontariato e la cooperazione con lo Sportello Rosa di Catania, scrive due testi a tema “Violenza alle Donne” e “Abusi sui Minori”, pubblicati con la Casa Editrice Akkuaria. Nel 2015 partecipa al Concorso del Trailers Film Fest con un trailer, scritto e diretto assieme a sua figlia, dal titolo: Lithium.

13 COMMENTI

  1. La storia di per sé mi è piaciuta, ma è il modo in cui l’ hai raccontata che lascia a desiderare. Sembra più una cronaca, una narrazione di fatti che si susseguono senza creare alcuna suspense che non dovrebbe mancare in un noir. La concatenazione degli eventi, che è alla base dell’incipit, avresti dovuto farla cogliere dal lettore e non servirla sul piatto d’argento.

    3/5

    5/5

    1/5

    3/5

    3/5

  2. Bella la storia che fa riflettere sulla causa effetto degli eventi. Stile scorrevole con un finale che lascia il giusto amaro in bocca.

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  3. Ottima l’idea, ma trovo che lo stile sia troppo incalzante, quasi febbrile. Non lascia tempo al lettore di immaginare, speculare e non porge il materiale per poterlo fare. Peccato perchè l’argomento è davvero interessante!

    2.5/5

    3/5

    2/5

    3/5

    2/5

  4. Interessante, lo stile tiene incollati al racconto ma dà l’idea di essere un semplice elenco di avvenimenti. Gli eventi che si susseguono risultano comunque intriganti e conducono il lettore verso le inevitabili conseguenze.

  5. Sono sincero, perdonami.
    Questo racconto soffre di gravi problemi, che rendono difficile seguirne la lettura: immagino sia una prima stesura che non hai avuto il tempo di rileggere.
    In primo luogo è il cambio di POV a spiazzare. In un racconto brevissimo come questo sarebbe meglio evitarlo ma, se si decide di usarlo, occorre almeno staccare la narrazione con uno spazio vuoto e dare le necessarie informazioni al lettore per evitare che finisca per porsi la domanda “chi sta facendo cosa?”. Tu invece passi dal POV di un personaggio a quello di un altro e con estrema disinvoltura e la trama finisce per confondersi agli occhi di chi legge. Solo un esempio, per spiegarmi:
    qui sei nel POV di Krizia e racconti la storia vista con i suoi occhi: “Giunta nei pressi del locale, incontra il suo ex fidanzato Giancarlo che la ferma per convincerla a rimettersi assieme. Ha l’aspetto trasandato ed è sotto l’effetto della droga. Ormai, nei suoi confronti Krizia prova solo disprezzo, perciò, il ritrovarselo davanti, appostato ad aspettarla, la fa reagire in malo modo.” qui stai già scivolando nel POV di lui: “Giancarlo estrae allora una pistola dalla tasca della giacca.” e qui sei entrata direttamente nel POV di Giancarlo: “Tremolante, la punta verso la giovane che atterrisce. Non era sua intenzione farle del male, ma il tremolio convulso della mano gli fa esplodere un colpo che nemmeno sapeva di avere in canna.” Non puoi parlare de “la giovane”: è lei che sta raccontando la storia!
    L’altro grosso problema è quello dei tempi verbali. Racconti al presente per due terzi del racconto, ma da: “Alla guida dell’auto c’era Ornella…” si passa improvvisamente al passato, per poi ritornare al presente, da qui in poi: “…Giunta però nei pressi del locale, tra la confusione dei lampeggianti e delle sirene, incrocia frontalmente l’auto del marito…”.
    Aggiungo a questo anche una punteggiatura sovrabbondante, con una marea di virgole – ne eliminerei una buona metà, in tutta sincerità – che contribuiscono a spezzare di continuo la narrazione e molti possessivi superflui, che pure andrebbero eliminati.
    Anche il taglio filosofico dell’incipit non mi convince: secondo me avresti dovuto affidare quelle riflessioni alla voce di uno dei personaggi o farlo emergere nella narrazione (cosa che poi fai, perché la trama si basa su una combinazione di eventi che trovano giustificazione in quelle parole). Carino invece il finale, in cui si scopre che il narratore onnisciente è il figlio che sarebbe dovuto nascere. Un racconto insomma che a mio giudizio avrebbe necessita di un’approfondita revisione per essere davvero accattivante.

    1.5/5

    1/5

    1/5

    1/5

    3/5

    • Splendida critica MARCELLO NUCCIARELLI 😀 Sei un lettore che legge con attenzione. Una storia come questa necessita di molto spazio per essere scritta nella forma di racconto. Infatti manca tutto, dalla descrizione dei personaggi a quella dei luoghi, per non parlare poi della parte interiore. Non c’è nulla di tutto questo ma non per errore. A dirla tutta, visto che la tua critica è stata davvero sincera e l’ho apprezzata molto, questa “bozza” l’ho scritta in mezza giornata circa ed è la base sulla quale intendo scriverci una sceneggiatura. In pratica, pur potendo apparire come un semplice racconto, in realtà è la parte complessa di quella che poi dovrebbe diventare un film, ma perché no, anche un libro. In questo “breve racconto”, di fatto emergono solo i punti di svolta e il concetto base sulla quale si regge l’intera storia. Riguardo al POV, ti giuro che ho sorriso, probabilmente sarai stato il solo ad accorgertene (non valgono coloro che ora andranno a fare ricerche per scoprire l’inghippo) e ti faccio una seconda confessione, il passaggio da una prospettiva all’altra non è casuale e non è nemmeno fatto per errore 😉 Grazie ancora per avermi dedicato così tante parole, una critica eccellente.

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

  6. Non so darti un “giudizio” così dettagliato come hanno fatto gli altri, l’unica cosa che riesco a dirti è che finalmente ho letto qualcosa di diverso e che tratta un argomento che cattura sempre la mia attenzione … le coincidenze nella Vita mi hanno sempre affascinata e non è assolutamente facile scrivere qualcosa di così complicato. 5 stelle piene per te che finalmente hai scritto qualcosa diversa dagli altri … amo premiare l’originalità! 🙂

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  7. L’idea è notevole, mi ricorda un film visto tempo fa che si basava su una simile sequenza incredibile di eventi. Penso però che lo stile e il linguaggio siano poco curati, e questo finisce per generare confusione in chi legge.

  8. Ci sono i miei temi preferiti: le casualità, le inflessioni della realtà. Forse avrebbe meritato più righe e un maggiore approfondimento in alcuni punti… magari può diventare la prova generale di un racconto più ampio. L’incipit è molto solenne.

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  9. Poco coinvolgente, la narrazione è più spiegata che vissuta dai protagonisti. Appare a tratti come un riassunto.

    1/5

    0/5

    1/5

    2/5

    1/5

  10. Ciao Liska,
    ho letto il tuo racconto, che ho trovato ben scritto, ma che non mi ha convinto in pieno.
    Ecco le mie opinioni:

    Incipit
    Non il mio genere di incipit preferito, ma neanche mi dispiace.

    Stile
    Ho trovato il tuo stile buono, con qualche incertezza e qualche passaggio un po’ retrò, che volendo ci sta in un racconto pulp noir.
    Qualche refuso e qualche scelta stilistica qua e là mi hanno fatto storcere un po’ il naso, ma niente di imperdonabile! Alcuni esempi:

    “agendo sull’intera linea correlata per un tempo pressoché, illimitato.”
    secondo me qui non va la virgola dopo pressochè.

    “perché un po’ soldi in più le fanno comodo.”

    manca “di” tra po’ e soldi.

    “Tremolante, la punta verso la giovane che atterrisce.”

    Non so se il verbo atterrire si può usare in questo modo, ma di sicuro l’aver trovato questa parola così originale mi ha distratto dal racconto, tant’è che ho sospeso la lettura e sono andato a cercare il termine online. A mio avviso lo stile di scrittura dovrebbe fare di tutto per non distrarre il lettore.

    “Poche ore prima, quella stessa pistola era stata portata al banco dei pegni da Nicolò,”

    Avrei scritto questa frase come attiva, perchè per come è adesso non ho chiaro se Nicolò è il padrone del banco dei pegni o della pistola!
    Trovo che questa sia una forma un po’ più corretta:

    “Poche ore prima Nicolò aveva portato quella stessa pistola al banco dei pegni.”

    “dove Lorelai, sua amica, intervenire chirurgicamente.”

    In questa frase manca qualcosa!

    “il lato opposto della gareggiata”
    Carreggiata?

    Trama
    Mi dispiace, ma qui arrivano le note dolenti.
    Per quanto possa apprezzare il tentativo di tessere un mosaico di eventi e vite, trovo che la narrazione corale sia già difficile da gestire nei libri, figurarsi in un racconto così breve.
    Troppi personaggi che, a causa del limite di parole non hai potuto approfondire.
    E troppi eventi.
    In pratica, non sono riuscito a capire chi ha fatto cosa a chi e perchè.
    Il racconto richiederebbe multiple letture per poter essere compreso, ma con tutti i racconti che sono stati pubblicati per il concorso, nonchè l’infinità di input che ci circondano, il fatto che il tuo racconto non sia, a mio avviso, chiaro, può essere un malus.

    Finale
    Per quanto apprezzi i finali a sorpresa, soprattutto nei racconti brevi, ho trovato questo finale gratuito, e non inserito nel flusso del racconto. Uno stratagemma che a mio avviso tradisce un po’ la fiducia del lettore. Forse avrebbe avuto più impatto se il tema del racconto avesse girato intorno ai concetti di nascita, paternità e maternità, genitori e figli.
    Per come lo percepisco io in questo momento, lo trovo un trucco un po’ scontato.

    Conclusioni
    Anche a te chiedo scusa per l’analisi un po’ dura, e ribadisco che queste sono le mie opinioni ed i miei gusti. Il regolamento dice di essere onesti nei commenti, e personalmente trovo che, per quanto fastidiose, le critiche, se ben motivate, possono essere un mezzo per crescere.
    Ho apprezzato la tua prosa, e la tua ambizione di scrivere un racconto corale in così poche parole. La gestione dei (troppi) personaggi non mi sembra male, mi domando cosa saresti in grado di fare con più pagine 🙂

    Grazie per aver condiviso il tuo racconto!

    Marco

    2.75/5

    3/5

    4/5

    2/5

    2/5

  11. Forse ci stanno troppi personaggi per un breve racconto e questo impedisce di approfondirli e dunque farceli conoscere, stesso discorso per l’ambientazione. Sembra che, per ragioni di spazio, hai dovuto tagliare qualcosa.

    2.25/5

    2/5

    3/5

    2/5

    2/5

  12. Carino,dal mio punto di vista poteva essere sviluppato magari un pò meglio il finale,magari cercando di ritmare il racconto,un pò statico ma davvero niente male.

    4/5

    5/5

    3/5

    5/5

    3/5

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