Storie circensi -

0
3

Durante una notte di sesso selvaggio con la donna cannone del circo di Moira Orfei, causa un uso smodato di alcool e droga, il nano Gimmy venne chiuso per scherzo dentro una scatola di latta e lanciato fuori dalla roulotte dalla donna.

Dopo essersi fatta delle grasse risate vedendo la scatola rimbalzare lontano, la donna cannone, che soffriva di depressione, uscì dalla roulotte, entrò nel tendone del circo, si infilò dentro il cannone e, con l’aiuto della scimmia Pasqualina, lo caricò col doppio della povere da sparo necessaria, accese la miccia e si sparò a chilometri di distanza.

Gimmy il nano, che era svenuto prima di essere infilato nella scatola, non si accorse di nulla.

Dormiva sognando di essere un ballerino della Scala. In effetti il nano Gimmy era un ottimo ballerino, ma nel circo nessuno apprezzava questa sua dote, preferivano prenderlo e lanciarlo tra il pubblico durante lo spettacolo pomeridiano delle 16, con replica alle 21.

Nonostante possa sembrare strano, Gimmy amava il suo lavoro, amava essere preso e scaraventato addosso al pubblico. In quell’istante che intercorreva tra il lancio e la caduta, mentre sfrecciava nell’aria, lui si sentiva in pace col mondo e con l’universo.

Se solo gli avessero permesso di danzare prima di essere lanciato, anche solo per pochi minuti.

Purtroppo l’assicurazione era stata inflessibile. Il ballo era troppo rischioso, non avrebbero mai coperto un numero simile.

Mentre Gimmy dormiva alla grossa, sognando di calcaare il palco della Scala, la scatola di latta era scivolata sotto dei rovi di more. Nel frattempo i circensi, svegliati dal botto del cannone, notarono l’assenza della donna cannone e del nano Gimmy e pensando ad una fuga d’amore non si preoccuparono eccessivamente. La mattina presto chiusero il circo e partirono per altre desintazioni.

la scimmia Pasqualina, non disse nulla, anche perchè come tutti sapete, le scimmie non parlano.

Parecchie ore dopo gimmy si svegliò. Si rese conto subito di essere dentro una scatola di latta, uno per via del suo quoziente di inteligenza elevatissimo, e due perchè non era la prima volta che veniva infilato in quella scatola. Il problema era che non riusciva a d uscire. Il coperchio si era incastrato.

Urlò, ma inutilmente.

Passarono due giorni e due notti. Gimmy ora iniziava a temere per la sua vita. A male estremi estremi rimedi, quindi prese il telefonino che aveva nei pantaloni e chiamò il suo miglior amico: Beppe l’uomo pesce, che era stato una grande attrazione del circo di Moira Orfei ma che era stato venduto per una grossa cifra all’acquario di Genova.

Fortunatamente al primo squillo Beppe l’uomo pesce rispose subito. Era in pausa pranzo e si stava mangiando delle alici marinate, sua grande passione.

Parlarono del piu e del meno per una decina di minuti, rammentando aneddoti divertenti del circo e raccontandosi alcune barzellette, quindi il nano Gimmy chiese all’uomo pesce Beppe se potesse aiutarlo ad uscire dalla scatola di latta.

Beppe l’uomo pesce non perse un istante, e chiamò immediatamente al telefono la PROTEZIONE NANI CHIUSI IN SCATOLE DI LATTA, col numero verde valido in tutta Italia.

Infatti molto spesso persone non alte vengono infiilate in scatole di vario materiale, sia di latta, che di ferro, che di cartone. Alcuni nani ci si infilano volontariamente, altri no.

Ed è per questo che esiste questo numero verde, dove poter parlare con esperti nel campo a livello mondiale.

L’uomo pesce Beppe parlò col sergente maggiore Osvaldo, un militare che nella sua carriera aveva salvato parecchie centinaia di nani, e che resosi conto immediatamente della gravità della situazione mise su una equippe di esperti e partì alla salvezza del nano Gimmy. Nonostante il centro PROTEZIONE NANI CHIUSI IN SCATOLE DI LATTA fosse a poche decine di chilometri dal luogo dell’incidente i soccorsi arrivarono dopo 17 ore, causa scipero dei trasporti. Il sergente maggiore Osvaldo e l’equipe di esperti si fecero 27 chilometri a piedi, sotto un sole cocente, ma finalmente giunsero alla latta con dentro il nano Gimmy.

Bussarono.

Gimmy ci sei? Chiese il Segente Osvaldo

se siete testimoni di Geova andate via!” rispose Gimmy

Il Sergente Osvaldo si rese conto che il povero Gimmy aveva i minuti contati, prese l’ aprioscatole elettrico in dotazione e con cautela iniziò ad aprire la latta. I miniti trascorrevano lenti e inesorabili. Sarebbero riusciti a liberarlo in tempo? La tensione era insostenibile, per allentarla il Sergente Osvaldo e la sua equippe decisero di anadare a farsi una birra. Tornarono due ore dopo e si rimisero a lavoro. Finalmente il sergente Osvaldo aprì la scatola di latta e il nano Gimmy rotolò fuori, malconcio ma vivo. Fu portato all’ospedale, dove, dopo accurate analisi si scoprì che il nano Gimmy non era un nano, ma bensì un uomo di un metro e 85 di altezza.

Dato che non poteva piu essere lanciato verso il pubblico, perse il lavoro al Circo, ma fu ingaggiato da una compagnia di ballo, specializzato nella polka. In breve tempo diventò il ballerino di prima fila, riscuotendo grande successo in tutto il mondo, diventando ricco e famoso.

Anni dopo, seduto ai bordi della sua piscina sorseggiando un coktail, l’ex nano Gimmy pensò alla donna cannone, l’unica donna con cui avesse mai intrecciato una relazione sentimentale, e non solo sessuale. Dove era finita?

Una massa enorme precipitò dall’alto nella sua piscina, provocando un’onda alta parecchi metri che lo colpì n pieno, scagliandolo lontano. Ripresosi dallo choc l’ex nano Gimmy guardò nella piscina, oramai senza acqua e la vide: lei, la donna cannone.

La donna cannone, uscita dalla piscina gli narrò la sua triste storia: Dopo essersi fatta sparare lontano dalla scimmia Pasqualina, mentre sfrecciava tra le nuvole aveva sperato di ricominciare una nuova vita, ma le sue aspettative erano andare deluse, dato che il suo volo si era concluso dentro una montagna di letame prodotto dagli elefanti di un’altra compagnia circense, il Circo Togni. Senza più speranza, in piena depressione la donna cannone aveva ripreso a farsi sparare in giro, sino a che, quella mattina, decisa a farla finita, aveva caricato il cannone col triplo della polvere da sparo e si era fatta sparare lontano. Ma invece che finire schiantata su qualche muro era finita li, nella piscina dell’ex nano Gimmy. I due si abbracciarono e si baciarono giurandosi eterno amore e vivendo per sempre felici e contenti.

Votalo!

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO