Soffoco! 3.7/5 (5)

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Penso e ripenso, mi fa male la testa. E’ un pensiero continuo, martellante. Dovrei mollare un lavoro fisso e redditizio, ma alienante, per uno fresco, ristoratore, che mi appaga in tutti i sensi, che disseta e sfama la mia mente e la mia anima? Una percentuale altissima esclamerebbe che sarei matta se lo lasciassi. Infatti non sarebbe giusto pensando a quanti si arrabattano quotidianamente, e a quelli che hanno perso la dignità di uomo, senza lavoro. Mia madre non vuole che osi parlare davanti a lei di questa “tremenda” possibilità, sarei “ingrata” nei confronti di mio padre che ha lavorato sodo una vita per garantirmi un tetto e un lavoro.
Nel frattempo continuo nervosamente, come una pallina da ping pong, a palleggiare tra il pannello di controllo del mio blog, in cui racconto storie inventate dalla sottoscritta,(noto con rammarico che il numero delle visite sta diventando deludente), e la pagina di word sulla quale sto scrivendo adesso del mio “stato esistenziale”. Non mi piace deludere le mie aspettative. Vorrei fosse tutto più semplice. Così mi era sembrato inizialmente.
Pochi giorni prima del mio ingresso nel blog, diversi sono stati i segni del destino,da me così interpretati, che mi suggerivano la scrittura di un libro. Ero appena tornata da lavoro ed ero passata a salutare i miei. Mio padre stava guardando, come fa di solito, un famoso gioco televisivo e la protagonista stava raccontando al presentatore di avere il desiderio di scrivere un libro. Colpita!Medito a lungo su questo, anche mentre sono a cena con la mia famiglia, è un pensiero che non mi dà tregua. L’altro giorno poi, parlavo con la mia cara amica Annalisa, che mi raccontava che una nostra amica avendo partorito, aveva chiamato suo figlio Pietro. Bingo! Anche il protagonista del mio racconto sul blog si chiama Pietro. Puri e semplici casi? Sono sicura ci sia un prezioso nesso tra questi elementi e la mia coscienza, che arde, brucia se non le do ascolto.
Maledizione! Che ore sono? Devo correre a prepararmi, tra venti minuti devo essere al lavoro e non ho ancora rassettato la casa, tra un po’ si sveglierà mio figlio e avrà bisogno delle coccole della sua mamma e io non potrò fargliele, ci sarà la nonna a “sostituirmi”. Altro motivo, SUPER IMPORTANTE, per cui potrei abbandonare il mio lavoro. Se rimanessi a casa sarebbe tutto più semplice. Avrei più tempo per la mia famiglia,la casa, per la mia Anima.
Ecco è arrivata la sera, anzi la notte. Vorrei andare a letto, caldo giaciglio per le mie membra e il mio corpo,raggiungendo così mio marito e mio figlio. Dormono già, ma il pensiero di scrivere si è impossessato di me. Mi piace essere nelle sue mani. “Fa di me quello che vuoi”.
Rimugino sulla giornata al lavoro, in fondo non è stata molto pesante, solo un cliente inviperito che pretende delle batterie nuove, sostenendo che gliele avessimo vendute esauste. Io ribattevo che poteva essere a causa del malfunzionamento del suo telecomando. L’uomo inveisce contro di me, la mia pazienza in quel momento è simile all’acqua che bolle da troppo tempo in una pentola, sta per traboccare. Mio fratello accorre, smorza tutto dandogli delle nuove batterie. Io non lo avrei mai fatto.
Mi piacerebbe staccare la spina, spesso mentre lavoro accarezzo l’idea di fare una piccola gita fuori porta. Fra tre settimane circa sarà Pasqua, due giorni pieni, troppo pochi, sì, ma efficaci. Potrebbero sedare le mie continue lotte interiori. Vedere posti nuovi,conoscere gente di un altro paese, immergersi e impregnarsi della loro cultura, questo mi calma e nutre l’anima, questo mi allontana dal tempo, dagli orrori. Una meta potrebbe essere l’Umbria, meravigliosa terra, intrisa di mistero e bellezza pura. ”ECCIU’!” Sono allergica a non so quanta roba, prendo il fazzolettino che avevo lasciato in una scatolina sul banco alla mia sinistra. Dentro c’è anche uno specchietto, mi affretto a prenderlo, è appena entrato un cliente e devo servirlo. ”La gatta frettolosa fai figli ciechi”, ecco che ne ho subito la testimonianza: cade lo specchietto. Penso: magari non si è rotto, lo giro e ”Nooooo”, esclamo inorridita, cosa mi succederà adesso! Non sono mai stata scaramantica ma penso di esserlo diventata da quando mio cognato, partenopeo, è entrato in casa. Anzi, a dire il vero, prima di lui c’è sempre stata mia madre, poi è arrivato lui a dare man forte, non si può che restarne inevitabilmente colpiti. Decido di non lasciarmi impressionare dall’accaduto, raccolgo lo specchietto e lo getto,facendo in modo che nessuno mi veda. Così mi risparmio le critiche di mio fratello. Il cliente per cui mi sono affrettata a prendere il fazzolettino è davanti a me, o meglio, prima di lui è arrivato il suo alito, pungente, invasivo, tutte le volte devo necessariamente trattenere il fiato. Vado così in apnea e prego che non mi faccia domande per non costringermi ad aprir bocca e rispondere. “Mi dici gli orari dell’autobus per bari di domani mattina?” Sorrido inorridita, non posso certo parlare a gesti. Mi volto di spalle cercando il foglio informativo, respiro, paonazza, i polmoni mi stanno per scoppiare. Devo necessariamente parlare, non è una tragedia, penso per farmi coraggio. “Eccoli qua”. L’afferra, mi ringrazia e va via . Stasera ho mangiato anch’io aglio, non morirò!

Votalo!

8 COMMENTI

  1. Devo ammete che quando lo letto ho pensato “Hai spiato nella mia vita?”. Testi del genere non solo risollevano lo spirito dell’autore ma anche coloro che lo leggono. Se quando scrivi ti senti realizzata e bene, allora fallo. Anche solo per svago e mettici tutta te stessa.

  2. Molto bello. Le sensazioni della protagonista sono espresse benissimo, sono riuscita a farmi una foto di lei anche senza descrizione :). Complimenti.

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    supplements that it needs. Midnight is often a time when there is really a
    decrease of activity and if you right now and hit the sack the high sugar with
    your bloodstream isn’t burned off and are stored as fat.
    You will quickly realize that there are numerous things which
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