Sayonara Gaijin 4.13/5 (4)

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Un amico surfista di ritorno dalla Nuova Zelanda mi raccontò una leggenda maori. Le divinità del cielo e della terra: Raki e Papa, erano amanti. Il loro amoreggiare però impediva alle piante di crescere. Intervennero gli altri dei e li divisero per sempre. Iniziò così a passare la luce e si diffuse la vegetazione. La separazione non fu tuttavia senza conseguenze, la nebbia sarebbe il lagnarsi della bella Papa e la rugiada il pianto di Raki per la perdita. Papa ha preso la residenza nella pianura padana.
Anch’io dovrei lamentarmi.
Sono sul pavimento.. un po’ ovunque. Il mio nome, Aldo Bianco, è fresco di stampa sui necrologi. Molino Dorino ultima fermata per me. La metro mi è sfrecciata sopra. Non è stato un suicidio, né goffa sbadataggine, qualcuno mi ha spinto. Ho l’animo incazzato e triste perché non credo avrò mai giustizia. Ad indagare sulla mia morte ci sono: un certo Romeo Dionigi, ispettore appena arrivato in città, in commissariato non se lo caga nessuno, per questo lo hanno indirizzato da Frango Costello. Chi è Costello? Un detective fallito che a fatica sa trovare la macchina quando esce dal bar.

Mi sento toccare sul collo. Scatto in piedi ed estraggo la pistola.
-Si calmi, sono l’ispettore Dionigi.- Mi mostra il distintivo o almeno credo; quando bevo molto divento strabico. Mai sentito, dev’essere un novellino. – Non si usa più bussare.-
-L’ho fatto, ma non rispondeva nessuno, la porta era aperta, la sua faccia cianotica riversa sulla scrivania, ho temuto il peggio. Deformazione professionale, sono della omicidi.-
-Scusi, ma è stato un brusco risveglio, oltretutto mi fa male un testicolo, si è gonfiato e sarà grande quanto una noce di cocco, rovina l’umore sa.-
-Ok, abbassi il ferro per favore, prima che qualcuno si faccia male. Sono venuto per chiederle una consulenza. Si vocifera che lei abbia un debole per le puttane asiatiche.-
-È una calunnia. Le sembro uno che deve pagare?-
-Onestamente sì.-
-Non disdegno le orientali, ma posso solo immaginare per documentazione via web quali tipi di piacere possano elargire.-
-Non si offenda allora se non le stringo la mano. Vedo che il computer è acceso. La stessa fonte sostiene che lei stia indagando sul caso Bianco. Chi l’ha inggaggiata?-
-La sorella della vittima.-
-Da quello che so è morta.-
-Allora ho visto il fantasma di una micetta niente male. Mi dica cosa sa, ed io ricambierò.-
Dionigi sfila dal soprabito un fascicolo.
-Qui c’è tutto, quello che abbiamo.-
Sfoglio rapidamente. -Non avete niente. Le telecamere?-
-Per l’appunto volevo arrivare anch’io a quello. Il sistema di videosorveglianza era funzionante, ma è inutile.-
-Posso vedere?-
-È negli incartamenti.-
Trovo un fotogramma di una figura umana priva di tratti somatici. Pensavo fosse una storiella quella dei noppera-bo, i killer della yakuza, spietati e infallibili. Babette ha pagato poco per il casino in cui mi sta mettendo, dovrà integrare con un extra in natura se vorrà ancora aiuto.
-Indossa una maschera o c’è un interferenza.-
-L’ho pensato anch’io. Ha parlato con l’unica testimone, che le ha detto?-
-Ho tentato, ma quella è una povera pazza. Piange, urla, ride, litiga con se stessa e tutto simultaneamente. Vive per strada, ha un velo da vedova a coprire il viso truccato da blackface, non si cambia mai: le calze strappate, gli stivali in latex, tutto è sintomo di una infermità.-
-Mi risulta che la mafia nipponica qui a Milano si sia appoggiata alla triade data la scarsità di manovalanza.-
-Sembra convinto che l’assassino vada cercato in quegli ambienti.-
-Pare che la vittima frequentasse una ragazza di quella comunità.-
-Sa come si chiama?-
-Ancora no.-
-Fanno affari coi cinesi, ma non si fidano di loro. Vuole i boss? È facile riconoscerli, ma non credo si presenterà con le manette al loro cospetto. Dia retta a me, se li incontra faccia un bell’inchino. Nella loro zona si vive nell’omertà e nella miseria. Solo gli strafatti sorridono, mentre teppistelli si azzuffano come gatti in calore per le strade. Qualcosa saprà anche lei spero.-
-Hanno smazzato della Krokodil agli eroinomani del quartiere, costa meno e lì consuma più in fretta. Ai vertici questo non sarà piaciuto.-
-È fortunato, ho un informatore tra i pusher. Stazionava in un bar qui vicino, però il soffitto è crollato e da quando lo hanno chiuso, gioca in una sala slot all’angolo. Se vuole la porto?-
-Ok.-

Io e questo cazzone freelance usciamo dal suo stabile in via Piana Cupa . Lui scaraccia vicino a un preservativo usato, con strane macchie ocra.
– Decoro Costello.-
-Annusa l’aria Dionigi, la senti..? Questa è urina, io ho solo disinfettato con sto sputo.-
Il vento soffia sulle fessure dei tombini, echi di esalazioni maleodoranti. Pioviggina, gocce di inchiostro sull’asfalto.
Un coupé metallizzato si immette in strada sgommando. Costello incomincia a correre, senza capire lo imito, ma inciampo e do una slappa col muso sul marciapiede. Sono a terra, mi volto ancora rincoglionito e vedo shuriken conficcati nel muro. Ancora una volta, bacio il mio rosario.

Votalo!

3 COMMENTI

  1. Bello,introduzione davvero molte interessante,scorrevole la lettura e la fine è carina.

    4.25/5

    5/5

    5/5

    4/5

    3/5

  2. Dal titolo mi aspettavo un viaggio lisergico alla “Sayonara, Gangsters” e invece mi sono ritrovato in una sorta di “Una Pallotola Spuntata” dal taglio veramente divertente. Due appunti, il cambio di POV dei protagonisti è un po’ ostico a una prima lettura, e i dialoghi meriterebbero qualche azione di più a “vestirli” così da rendere più scorrevole lo scambio di battute, per capire chi dice cosa a chi.

    Per il resto, complimenti, un racconto molto interessante.

    4/5

    5/5

    4/5

    3/5

    4/5

  3. Ottimo l’inizio, anche lo stile originale e scattante. Purtroppo ho faticato a seguire i dialoghi e forse per questo il finale mi ha delusa!

    3.25/5

    5/5

    5/5

    2/5

    1/5

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