RESURRECCION 4.38/5 (2)

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Quella era l’ultima astronave in partenza dalla Terra. Non c’erano più le condizioni fisiche e le risorse tecnologiche e strutturali per costruirne altre e lanciarle nello spazio. Il nucleo centrale del pianeta si era quasi del tutto raffreddato, oceani di ghiaccio stringevano in una morsa letale gli ultimi pinnacoli di roccia che ancora sfidavano le gelide bufere di vento che spazzavano da oltre venti anni la crosta terrestre . La grande fuga dell’umanità era iniziata da molto tempo prima, da quando era stata scoperta la “seconda Terra” in un lontano sistema di pianeti che girava attorno ad una stella calda e brillante molto simile al nostro sole. Tutto era precipitato nel giro di pochi anni. Prima la scoperta, poi le esplorazioni con sonde meccaniche e infine i tentativi di sbarchi di uomini e di animali . Sembrava una storia già vissuta , non per niente le astronavi portavano i nomi delle caravelle di Cristoforo Colombo. Nel corso degli anni che seguirono furono lanciate a ripetizione circa 30.000 “Nine”, altrettante “Pinte” e oltre 60.000 “Sante Marie”. Questo forse perché era l’ultimo vascello di salvataggio che partiva da una base ancora funzionante incastonata tra le montagne dei Pirinei aveva un nome diverso, un nome che voleva significare speranza e fiducia nell’ignoto , “Resurreccion”. Neanche la metà di un decimo della intera popolazione che abitava sulla terra era riuscita a partire. Si erano applicati criteri molto selettivi. Ogni equipaggio delle navi era costituito in massima parte da giovani capaci di riprodursi e da adolescenti che lo potevano essere pienamente alla fine del viaggio. E poi una decina di anziani alla volta, per portare con loro la saggezza, la civiltà, la cultura, i ricordi. Una sorta di migrazione biblica, una fuga disperata dell’ umanità, da un mondo che si rifiutava ormai di ospitarla, di sentire il suo rumore, il suo odore, il suo respiro. Eppure nelle viscere del pianeta qualcuno ancora resisteva. Nei tortuosi cunicoli naturali scavati nel corso dei millenni da fiumi impetuosi, cercavano e trovavano riparo gli esclusi, i diseredati, quelli che non rientravano in nessun piano di trasferimento, che non erano in nessuna lista di partenza, quelli che erano stati abbandonati miseramente da sempre al loro crudele destino.Alcune tribù dell’Africa Centrale, intere famiglie di indios delle foreste amazzoniche, gli ultimi aborigeni dell’Australia, gli inuit esquimesi della Groenlandia. Pezzi di umanità derelitta che cercavano in quel poco di calore che ancora sprigionava dal cuore malato della propria madre Terra l’unica possibilità di salvezza per non fare morire la propria discendenza. Il pianeta Azzurro sembrava come gradire questo estremo tentativo di sopravvivenza e trovò ancora la forza per offrire riparo a quelli che forse più di tutti gli altri l’avevano davvero amato , temuto e rispettato.La Terra fu per molto tempo ancora un’impenetrabile scrigno di ghiaccio che manteneva al suo interno , una flebile scintilla di vita pronta ad esplodere con prepotenza e fulgore ai primi raggi del nuovo Sole. Le caravelle si dispersero nell’immensità dell’Universo, come strani sarcofaghi vaganti in cerca di una degna sepoltura. Nessuno di loro arrivò mai a destinazione. Qui sul vecchio pianeta ci sarebbe stata di sicuro una nuova alba, una ripartenza, l’unica e vera “Resurreccion”.

Votalo!

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Sono nato a Modica. Ex bancario, ex viaggiatore, ex fumatore, ex giocatore di carte, ex sommelier, ex appassionato di cravatte, ex allevatore di pesci tropicali, ex di tante altre cose oramai quasi del tutto dimenticate. Oggi sono solo un pensionato che ama leggere libri e scrivere piccoli racconti, ricordi ed emozioni della propria vita. Riesco in questo modo a tenere viva la mente, a viaggiare nel tempo e nello spazio, senza limiti, senza frontiere e senza prendere alcun mezzo di trasporto. Ho solo con me il mio vecchio computer di prima generazione che mi tiene compagnia e che è diventato il severo custode delle mie storie e delle mie fantasie. Siamo diventati amici inseparabili e forse anche qualcosa... di più!

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