racconto erotico 4.67/5 (3)

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Quella sera mi teletrasportai sul pianeta Braz, giusto per fare qualche cosa di diverso. Mi avevano detto che li si trovavano le più belle swarz della galassia, che non vedevano l’ora di arrotolare le loro lingue intorno ad uno dei miei sgrap. Ero eccitato come un fragof, infilai una mano dentro i pantaloni e mi sitemai lo sgrap centrale, che duro come un balzuc mi impediva quasi di camminare.
Lei venne verso di me sorridendo, una swarz bellissima, aveva le piu belle dozzine di rabonf che avessi mai visto, e un borgf fantastico.
“ Non ti ho mai visto da queste parti, ma sembra che il tuo sgrap centrale non veda l’ora di conoscermi” disse, puntando il dito verso di lui, che emise un trillo così forte da svegliare gli altri due sgrap.
Feci una grossa risata. Quella swarz era il tipo giusto, e io non vedevo l’ora di varchucchare come uno stulz di Bafalgamore. Glielo dissi. Lei arrossì, dalla punta della testa le uscì uno sbuffo di fumo. Poi mi prese la mano con la sua morbida ventosa e mi condusse a casa sua, in camera da letto. Si spogliò in un’attimo, aveva una pelle a scaglie dai colori cangianti stupenda. La osservai ammirato. La sua sgnec girando vorticosamente mi incantava, mi attirava come fossi una Scifgt e lei un Croft.
“Mi ricordi la sawac di bawac!” Esclamai. lei rise alla mia battuta, poi mi si avvicinò e con lentezza mi spogliò. Posai una mano sul delizioso borf, una sulla morbida birf e l’altra sulle ispide berf.
I miei sgrap erano pronti, ma prima di infilarli nella sgnec, le feci assaporare uno strulz dei migliori, poi la rigirai e svalgolai con una tibarc ripetuta. Lei roteava la sgnec, il suo borgf emanava profumi di kirp del pianeta di frac, io ero in piena proc. lei si scompose in dodici, poi si ricompose in sei ,mentre i miei sgrap si staccavano e la inseguivano intorno al letto, per poi amalgamarsi insieme, una sola ed unica zupaua.
“Si, continua così, sono la tua frucast!” urlava.
Quella swarz, sapeva come muoversi, per tutti i Gok di Balak! Alla fine szugurliò sbuffando come il vulcano dell’ Opam, e subito dopo szugurliai io, con un trillare di sgrap.
Tornai a casa poche ore dopo. Ero euforico e appagato. Quella swarz mi aveva regalato momenti bellissimi, indimenticabili. Mi sentivo proprio come diceva quel vecchio detto: “meglio uno sguarz di barux, che mille spatriw di courmaran!”

Votalo!

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