Poker di voglia 3.04/5 (6)

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Era seduto li da ore. Al tavolo erano rimasti in due. Il silenzio assordante nella stanza era quasi insopportabile.
Marco era uscito quella sera per bere una birra con degli amici, un po’ stanco della solita routine con la moglie, perennemente chiusa in casa.
Diverse ore dopo si ritrovava seduto intorno ad un tavolo con il famoso tappeto verde,un po’ brillo, a giocarsi la sua virilità e il suo matrimonio.
“Tutta colpa di Diletta” si disse “Ah Diletta ti ho conosciuto solo poche ore fa e ti ho già trombata con la mente almeno tre volte. Si sa noi uomini con i pensieri siamo dei veri stalloni”.
Diletta era la proprietaria di un bar che aveva recentemente aperto in città e dove Marco e gli amici avevano deciso di andare per verificare personalmente che aria tirasse. Beh l’aria era decisamente pregna di sesso…o almeno cosi sembrò a Marco appena vide Diletta.
Birra dopo birra,chiacchiere dopo chiacchiere era scattata l’ora del poker.
Diletta era seduta di fronte a lui. Era astuta,seguiva bene tutte le mosse e guardava dritto negli occhi alla ricerca del bluff,come ogni donna cerca di fare con qualsiasi uomo.
“Ah quegli occhi” penso Marco con la bocca ormai asciutta  “mi stendono ad ogni sguardo, anche se il colpo di grazia me lo da ogni volta che si morde quel dannatissimo labbro inferiore con i denti. Spero passi inosservata l’erezione perenne che ormai mi sta impedendo l’afflusso di sangue al cervello. La voglio. Punto”.
Per uno strano caso del destino,in gioco erano rimasti solo loro due e l’aria improvvisamente si fece più tesa…lui le fissava costantemente la scollatura che faceva intravedere la riga del seno prosperoso. Lei l’aveva già fottutto totalmente,finalmente era vivo. Quel continuo gioco di sguardi,quei sorrisi irriverenti,quel corpo intrigante,il continuo stuzzicarsi…erano mesi che non era cosi duro.
Lei sapeva di piacergli e questo la eccitava più del dovuto. Si ritrovò a pensarsi sopra di lui, mentre gli tirava dolcemente i capelli e lui le succhiava con prepotenza i capezzoli turgidi,penetrandola ripetutamente.
“Vedo” disse Marco fissandola carico di desiderio represso, forse troppo schiavo delle abitudini.  Diletta ritornò alla realtà. Era la partita decisiva e sperava di giocarsi al meglio le sue carte. Lo voleva. Punto. Si morse il labbro.
“Full” disse Diletta mostrando quello che aveva con una certa sicurezza. Marco non girò neanche le sue carte ormai prossimo all’esplosione… si alzò e andò verso di lei sperando di iniziare e vincere tutt’altra partita…

Votalo!


8 COMMENTI

    • Ciao Alessandra! Grazie mille! Nooo quello è il correttore automatico che si rifiuta di inserire la parola capezzoli (anche ora provava a propinarmi capezzale!) Ho visto subito l’errore ma non mi da l’opzione modifica…al prossimo racconto!

      • L’opzione modifica c’è. Basta che clicchi su “le mie pubblicazioni”, scegli lo scritto sul quale intervenire e accanto al titolo vedrai “modifica”.
        Già che ci sei correggi anche uno dei più macroscopici: chiacchiere 😉

  1. La storia non è male e anche lo stile non mi è spiaciuto, ma sembra che non avessi tanta voglia di scriverla (o forse te n’è mancato il tempo). Troppi refusi e un generico aspetto trascurato mi hanno disturbato nella breve lettura.

    • Devo essere onesta…questa tematica degli amanti mi sta mettendo a dura prova…non mi piace particolarmente ma è anche questa una sfida! Spero andando avanti con le settimane di essere più ispirata e quindi di far meno fatica!

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