Oscar di ferro 5/5 (5)

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L’albero ferro sorgeva proprio al centro del cortile, circondato da un basso muretto di pietra grezza che delimitava l’area dell’erba soffice. Per il resto il piccolo cortile era solo una gettata di cemento circondata da alte mura di mattoni.
Oscar superò le porte automatiche e avanzò con la sua solita andatura, quella di chi vuole darsi un tono senza averlo. A sette anni che tono avrebbe mai potuto darsi? Se lo chiedeva spesso, eppure non smetteva di provarci. Una mano nella tasca del giubbetto, cappuccio della felpa da fuori e jeans scoloriti, il pallido sole del mattino che si rifletteva sui suoi capelli castani.
-Ciao albero ferro!- esclamò con entusiasmo -Sei diventato più alto o sbaglio? Ma guarda quei tuoi rami, sono più lunghi di ieri!- quindi rivolse la sua attenzione all’erba, in particolare ai punti in cui si stava sollevando, segno che le radici spingevano per trovare spazio. Gli alberi ferro, lo sapevano tutti, avevano radici grosse e lunghe che andavano in profondità nel terreno. Avevano bisogno di terra soffice e di molto spazio, ma lì in quel cortile il suo albero ferro non ne aveva abbastanza, come lui d’altronde, che ne aveva percorso il perimetro centinaia di volte, facendo sempre lo stesso percorso. Lì era tutto cemento e le radici stavano creando crepe anche in quello… Com’era forte il suo albero ferro!
Oscar si sedette, come suo solito, sul bordo del muretto di pietra e tirò fuori il suo piccolo palmare personale, lucente nella sua custodia azzurra. Lo attivò, appoggiandoci il pollice.
-Buongiorno Oscar, come stai stamattina?- disse la vocina del sistema operativo
-Ciao Os, abbastanza bene grazie e anche il mio albero ferro sta benissimo. Che rami grandi verso il cielo, che belle foglie e che radici forti! Sta addirittura spezzando il cemento sai? Tra non molto riuscirò a vederle quelle radici!- fece una pausa -Domani forse mi fanno uscire… Sto meglio ora.-
-Hanno capito qual era il problema?
-Si… sembra che io abbia due papà. Me lo ha detto la mamma, vuole che io capisca… C’è un uomo che ha messo un semino e poi c’è il mio papà David. Un ovino e un semino… questo sono io o almeno questo è quello che dice la mamma, ma io… Non so se crederci, Os. Ecco… sono davvero solo questo? Forse dovrei chiederlo a Dio.-
-Pensi che lui possa darti una risposta?-
-Certamente, perché lui ha fatto il mio albero ferro e quindi ha fatto anche me.-
-Cosa gli chiederai esattamente?-
-Di ritrovare il mio primo papà, la mamma dice che è importante… forse perché sono malato. Ci servono le radici per avere rami, Os!-
-Ma tu hai le radici Oscar, hai i tuoi genitori.-
Oscar esitò, fissando lo schermo ondeggiante del suo palmare. Meno male che c’era Os con cui parlare. In quell’ospedale erano tutti molto gentili, ma non poteva uscire, andare dove voleva, giocare con altri bambini. Aveva solo quel piccolo cortile e il suo albero ferro, che non era molto loquace. Si sentiva solo…
-Io non ho radici, Os. Non so da dove vengo… Quel mio primo papà, ecco, io non so chi è e… E se avesse messo il semino anche per altri bambini? Io vorrei conoscerli. Sapere quanti sono, chi sono, come si chiamano. Dammi il sintetizzatore vocale, Os. Voglio dettarti una lettera.-
-Destinatario?-
-Il mio primo papà. La mandiamo in rete, magari lui la vede e risponde. – si alzò, guardò il suo albero ferro e sorrise – Da grande voglio essere forte come lui, Os e avere grandi radici, ma se non trovo il mio primo papà io quelle radici non le avrò mai e non metterò mai i rami e le foglie. Non sarò mai… Oscar di ferro!-
Quindi tacque, fece un bel respiro e poi disse: -Papà, questa è tua!-

Votalo!

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Già autrice della raccolta di racconti di fantascienza cristiana “You God” (Edizioni il Papavero 2013) Annarita Petrino nata il 18/08/1977 a Giulianova (TE), laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara e insegnante di scuola dell’infanzia, si cimenta con una nuova prova, quella dei “Racconti nascosti nei sogni” nove questa volta. Attualmente membro di EWWA European Writing Women Association e dell’Associazione World SF Italia, scrive fantascienza da quando aveva 13 anni, cioè da quando ha incontrato Isaac Asimov e i suoi libri, meglio dire i suoi robot! Da allora ha pubblicato diversi racconti su riviste di fantascienza, webzine e siti. Nel 2004 esce il suo primo romanzo di fantascienza “Ragnatela Dimensionale” nella collana “I Delfini” della Delos Books di Milano. Ha ottenuto alcune distinzioni di merito in concorsi di letteratura fantascientifica. Per 4 anni ha pubblicato online una rivista cristiana gratuita “Voci dell’Anima” e ha gestito per diverso tempo il blog E-vangelizzazione. Ha scritto numerosi articoli sia sull’impatto della rete e della tecnologia sulla vita dell’uomo, sia sulla fantascienza cristiana. Ha passata diverso tempo a cercare di coniugare la sua passione per la fantascienza con la propria fede, giungendo infine a una sintesi: una fantascienza in grado di rispondere alle provocazioni lanciate dalla fantascienza tradizionale, dove troviamo spesso scenari in cui Dio risulta assente o viene incarnato da nuove forme di religione, di solito collegate a nuove culture, a nuove razze (aliene) o a nuovi assetti sociali e governativi. Si tratta di un accostamento alquanto ardito, ma è in questo modo che nascono le sue due raccolte, che si distinguono per lo stile inedito con cui affrontano temi attuali e scottanti come quelli dell’eugenetica. La raccolta “You God” (Imperfezioni, Judy Bow, Hic et Nunc e You God) ha ottenuto il secondo posto al Premio Contemporanea d’Autore 2014 di Alexandria Scriptori Festival insieme a una menzione speciale e il Premio del Presidente al Premio Tra le Parole e l’Infinito 2014. Tra i racconti presenti in questa raccolta (disponibile anche in formato ebook sul Kobo Store) vanno segnalati: “Cristoforo”, finalista al Match d’Autore di Montesilvano Scrive 2014, “Non quando esso vive” finalista al concorso Amore e Morte 2014 indetto da Il Mondo dello Scrittore Network in collaborazione con Edizioni Esordienti Ebook, e “La stessa medaglia” finalista al Concorso Omero 2014 indetto dalla Casa Editrice Il Papavero e finalista a N.A.S.F. 10.Blog personale http://yougodneisogni.altervista.org

13 COMMENTI

  1. Complimenti! Mi è piaciuto moltissimo tutto. Complimenti anche per il messaggio, in controcorrente con l’attuale comune sentire. Ci vuole coraggio. Brava

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  2. Bravissima! Molto bello e profondo il messaggio, alto pure lo stile. Tutte le stelle meritate pienamente! Complimenti!

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