Odore di sesso 4.42/5 (6)

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Era un tipo spregiudicato. Girava nudo per i parchi della città, con il coso in bellavista. Rappresentava un pericolo, soprattutto per i bambini, e le Autorità non volevano tirare per le lunghe questa storia.
Più volte avevano tentato di prenderlo in flagranza ma era sempre riuscito a farla franca. Anche quella volta che si erano messi in cinque, non c’era stato modo di catturarlo e sbatterlo dentro. Spregiudicato, accorto, e fulmineo come lo schizzo di una sveltina.
Il sesso era il suo chiodo fisso.
Con l’esperienza aveva capito che la femmina ha una sensibilità diversa dal maschio, e che quello che fa scattare la libido nel sesso opposto, più di tutto, è l’odore. Puntava tutte le sue chance su questa cosa, con la certezza di vittoria che ha il giocatore d’azzardo rimasto con l’ultima fiche in mano.
Qualcuno affermava di averlo visto fermo sottovento, per diversi minuti, quando il Föhn soffiava tra gli alberi del parco.
La voce di questa sua nuova abitudine arrivò ben presto alle orecchie di chi più volte aveva tentato, invano, d’assicurarlo alla giustizia e ripristinare così la sicurezza dei parchi cittadini. Costantino, che aveva coordinato i precedenti tentativi, non volle perdere tempo e, precettati tutti i suoi uomini, organizzò per il giorno seguente un dettagliato piano d’azione.
Al calar della sera, quando la luce del crepuscolo lotta con quella dei lampioni per contendersi il dominio delle ombre, diversi uomini erano piazzati e ben nascosti, radiotrasmittente in mano, nei punti chiave del parco dove ultimamente era stata denunciata la sua presenza.
Il buio scese sul parco e del pericoloso soggetto non vi era ancora traccia.
Gli agenti che gli davano la caccia erano tutti maschi. Forse (e dico forse perché non posso provare che le cose sarebbero potute andare diversamente) se tra loro vi fosse stata anche una femmina, avrebbe sentito quell’odore che viaggiava nel parco come un feromone teso a trasmettere esplicite voglie sessuali, desiderio carnale e… prosaicamente, una gran voglia di fottere. Le ragazze si avvinghiarono ai loro ragazzi, consumando sfrenatamente le lingue, frizionando pubi come se dovessero generare scintille per infiammare i jeans; l’adolescenza è l’età in cui ti senti come un naufrago che nel fuoco pone la sua possibilità di sopravvivenza.
– Finora niente… Sembra che stasera non si presenterà – disse a Costantino uno dei suoi che aveva una gran voglia di tornare a casa, tra le cosce della giovane moglie rumena.
Con il trascorrere dei minuti aumentava in Costantino la convinzione d’aver atteso abbastanza, e inutilmente. Passò una buona mezz’ora, indeciso, come il perdente giocatore se abbandonare il tavolo o tentare l’ultima mano. Quella del riscatto.
– Aiuto! Qualcuno mi aiuti! – fu il grido che si stagliò deciso sulla quiete serale del parco.
Prontamente, balzando fuori dai propri nascondigli, Costantino e i suoi uomini corsero veloci nella direzione di quella voce di donna che non smetteva di lanciare il suo S.O.S.
– Bastardo! Finalmente ti ho preso – digrignò tra i denti Costantino mentre prendeva dai fianchi, nel tentativo di tirarlo via, il cane che stava montando forsennatamente la cagnetta da salotto portata nel parco a cagare. Non fu cosa facile però, e qualche canino affondò nel polso dell’agente accalappiatore, con grande delusione della cagnetta che voleva quei morsi tutti per sé. E mentre il bastardo veniva portato via, la cagnetta fiutò con trasporto e rimpianto l’odore del suo focoso amante, quell’odore al quale non aveva saputo resistere sfuggendo con uno strattone dalle cure della sua padrona.
– Vieni qua, tesoruccio – disse la padrona chinandosi verso la cagnetta. Ti sei spaventata, non è vero? Tremi tutta!
– Non è che le ha fatto male quella belva? – chiese all’accalappiacani più vicino, quello che mezz’ora prima pensava alle cosce della mogliettina rumena.
– Non credo signora – disse lui accarezzando la cagnetta che ancora tremava di desiderio, e ghignando aggiunse – Non lo sa che Pinocchio è cresciuto di più stando con Lucignolo che con la Fata Turchina?

Votalo!


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Ho lavorato per vivere e far vivere i miei, tanto che io e i miei non abbiamo troppo sofferto, sono rimasto quello che voi chiamate onesto. Poi il lavoro è mancato e con la disoccupazione venne anche la fame! È allora che questa grande legge della natura, questa voce imperiosa che non ammette repliche, l’istinto della conservazione, mi spinse a commettere i crimini e i delitti di cui mi riconosco l’autore.

14 COMMENTI

  1. Cosa posso dire? Bravissimo! Mi sono lasciata ingannare fino a dove volevi ingannare, non mi è mai sorto il dubbio. Scritto bene (in un paio di punti ho riletto convinta che un cambio di tempo verbale mi disturbasse, ma non li ho più ritrovati…) come sempre.
    Quindi ho davvero faticato per trovare i due “errori” che ti segnalo 😜
    – “Finalmente ti ho abbiamo preso” decidi un po’ se Costantino si prende o no tutto il merito.
    – Settima riga dal basso, dopo cagnetta e prima del punto c’è uno spazio da eliminare.

    • ciao Giovanna, grazie per le segnalazioni… le ho corrette: ho deciso di dare il merito a Costantino, e non perché spicca per una personalità che si prende il merito ma perché gli altri uomini sono un po’ come le truppe cammellate, condotte lì ma non per questo sufficientemente convinte della loro missione 😀
      ti dirò, la stessa impressione disturbante di un cambio verbale l’ho avuta anch’io… poi l’ho persa, o me ne sono convinto…se la ritrovi fammi un fischio 😉
      l’inganno era uno dei tre obiettivi del racconto; l’altra motivazione che mi ha spinto a scriverlo l’ha individuata Signorina Fantasia, ovvero quanto sia importante il coinvolgimento, e lo stravolgimento, di tutti i sensi (in questo caso l’olfatto) nella sessualità femminile 🙂

  2. Divertente e ben riuscito colpo di scena! Ironicamente tocchi l’interessante questione di quanto ci sia di chimico ed istintuale nella sessualità. Credo che tutte le donne che hanno letto il tuo racconto si siano ritrovate a pensare quanto sia vero che l’odore nel sesso ha una grande, fondamentale importanza…salvo poi trovarsi spiazzate di fronte alla canina figura 😂😂😂

    • grazie per la lettura e il gradito, e come detto nella risposta al commento di Giovanna, azzeccatissimo commento che coglie il centro del bersaglio… mi resta però l’amaro dubbio che non tutte le donne siano femmine 😀 😀 😀 e questo non vuole essere un’appunto maschilista 😉 anzi 🙂 🙂 🙂

  3. Personalmente non sono stata “piacevolmente” colpita da questa storia,anzi,la trama mi ha lasciato una strana sensazione “addosso”( forse complice il fatto che la Sua sia stata la prima lettura del mattino,non so). Al contrario,lo stile mi è piaciuto,come sempre.

    • Ciao Anna (ti do del tu, sono abituato così, e mi scuso in anticipo nel caso fosse per te cosa inopportuna o sgradita)
      innanzi tutto grazie per la lettura ma soprattutto per il commento: quel che mi rimandi è per me una gradita conferma visto che il terzo obiettivo del racconto era proprio quello di creare un racconto, a modo mio, spiacevole, che potesse risultare per certi versi “molesto”…pensa che allo scopo, inizialmente, avevo pensato di scrivere un racconto fatto solo di versi animaleschi e imprecazioni 🙂 ma mi sembrava troppo… troppo lavoro e poco tempo a disposizione per trascivere quello che avevo in testa 😀 l’idea però non l’ho accantonata 🙂

  4. Non so perché ma nel corso della lettura, prima di leggere il finale, avevo immaginato si parlasse di amore animalesco.
    Mi sono piaciuti l’idea e lo stile, come il concetto di fondo sull”importanza degli odori nel sesso e nella seduzione. Tuttavia mi pare di ricordare che non sia possibile separare due cani durante un rapporto, perché il pene potrebbe rompersi, causano al maschio una gran sofferenza.

    • grazie per la lettura e il commento: quel che dici sulla monta dei cani è vero, resta però fisicamente possibile e sai quanto interessa a Costantino procurare un danno a un randagio, che per giunta gli ha dato parecchio da fare 🙂

  5. Maso trovo questo racconto complesso nel senso che va letto solo e unicamente come metafora. Olfatto/odore del sesso seduzione animalesca e primitiva. I cani sono loro la vera metafora. Se non lo si legge così si rischia di chiedersi : a parte l’ odore del sesso come arma di seduzione, dove sono gli amanti? Il sedotto o il seduttore? Per cui penso che non sia un racconto per tutti, bisogna fin da subito leggerlo in chiave metaforica, correggimi se sbaglio a interpretare. Per questo lo trovo oltre che particolare, sensato. Lo stile sempre impeccabile, che te lo dico a fare . La trama non mi ha entusiasmato ma è un mio gusto, non è una critica. Come Francesca nell’ immaginare quel povero cane interrotto nell’ atto ho pensato al dolore, questo pensiero mi ha intristito. Comunque tu stesso hai scritto sopra che volevi generare disagio.Sempre originale e fluido il tuo stile, distinguibile.

    • Ciao Alessandra, grazie per la lettura e il commento.
      la tua è un’interpretazione sensata 🙂 il cane, l’animale, sostituisce la persona, e il sesso animalesco diventa essenza, primigenia, del sesso stesso 😉 gli amanti, per essere tali, hanno solo bisogno di rispondere a quell’essenza 🙂 l’uomo occidentale, dove arriva, snatura.
      Non so, invece, se sia un racconto “non per tutti”… mi piace pensare che una volta letto, qualcosa comunque filtri e passi, che siano solo anche i 5 minuti impiegati per leggerlo 😀 o anche la tristezza che ha generato in te 🙂 sono fermamente convinto che ogni qualvolta posto un mio scritto, l’unica certezza che ho è che potrei essere frainteso, e questa parte del gioco mi affascina 🙂

  6. …io l’ho trovato simpatico. forse, e dico forse, sarà che ultimamente ho letto un tuo vecchio racconto che mi ha lasciato la voglia di piangere (perchè purtroppo non ci sono riuscita!), per cui ero preparata al peggio? 😀 (Non svelo il titolo per non rovinare la sorpresa a nessuno)… comunque tornando a questo racconto, mi è piaciuta la sorpresa e anche il titolo che per una volta non è un nome proprio 🙂
    Una domanda che non c’entra nulla con il racconto: possiamo modificare i nostri racconti per inserire le correzioni suggerite dai lettori o veniamo penalizzati? si può fare anche con i racconti delle settimane passate?

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