Non so dirti come e quando 5/5 (5)

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Vedrai vedrai …

Non so cosa doveva vedere.
F. aveva 28 anni.
Tanta voglia di vivere mista a paura di vivere.
Ventotto.

Tra due anni sono 30.
No, non ci voglio arrivare così.
Sono il ragazzo prodigio, l’artista giovane, il regista promettente.
Se compio trenta (30) anni non sarà più così.
Sarò un adulto fallito, sarà finito il tempo delle promesse.

Vedrai che cambierà.

Non so dire come e quando.

Non so dire se cambierà veramente, ma io ho paura.
Sono solo adesso.
Sono pericoloso.
Devo difenderla, devo difendermi.
Ora la richiamo.
No, è occupato.
Non c’è linea, non c’è comunicazione.
Mi hanno lasciato da solo.
Ora nessuno soffrirà, così smetterò di soffrire …

Non so dire come e quando …

Svegliarsi con la sensazione che sia successo.
Sentire le vertigini in metropolitana.
Aspettare una chiamata che non arriva.
Poi scoprire la verità.
Nel modo peggiore, nel modo più inaspettato, nel modo più doloroso.
Salutarlo tra la folla mesta.
Il parroco che ci parla della sua fatica di vivere.
Gli amici di sempre.

Vorrei sapere cosa hai pensato mentre preparavi la tua uscita di scena.
Hai pensato alle conseguenze?
Mi hai pensato con rabbia o con amore?
Quale è stato il tuo ultimo pensiero?
Quando è uscito il tuo ultimo respiro?
Perché non hai scritto nulla?
Potevi scrivere e farci capire.
Bastava scrivere: scusate. Punto.
Avremmo capito che non eri arrabbiato.
Invece hai preferito tacere.
E per noi ora è difficile perdonare.

Non so dire come e quando
Ma un bel giorno cambierà.

In ricordo di Fabio
03/02/1965 – 30/3/1993

Votalo!

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Passione per la scrittura.Tendenzialmente grafomane.Curiosa della vita.Persa nei labirinti della sua mente.Laurea in Psicologia, co-founder di un Istituto di indagini psico-sociali. Un marito, due figli. 50 anni appena compiuti, ma un buon attaccamento alla fase adolescenziale che permane nonostante il tempo che passa.

18 COMMENTI

  1. Scelta coraggiosa per scrivere queste belle righe che hanno tanto da insegnarci

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    • Grazie Giuseppe. In effetti ci ho pensato un po’, ma l’associazione con Tenco e iodio gesto estremo (proprio oggi nel l’anniversario della sua morte) mi ha fatto riemergere dolorosi ricordi. Che per essere meno doloroso devono essere esternati

      • Perdona la mia banalità ma la sofferenza riesce a tramutare in gioia ed io modestamente credo che questo tuo esternare è capace di dipingere paradossalmente un inno alla vita. Grazie per questo contributo

  2. Caspita Daniela è l’interpretazione più emozionante che ho letto fino adesso, perché è vita vera. Come quella di Luigi Tenco.
    Bravissima e coraggiosa!
    #tuttelestelline

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    • grazie AnnaRita. dopo averlo postato mi sono chiesta se fosse troppo crudo o forte ma poi ho pensato che poteva avere un senso. Grazie ancora

  3. Ammetto che sto piangendo. Incredibilmente penetrante…emozione pura.

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  4. Forte, vero, intenso, intimamente vissuto, sofferto, trascritto questo tuo cuore che soffre ancora e ha rabbia. Grazie, Daniela, per avercelo regalato!

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    • Grazie a te Angela. Mi fa piacere sentire questa profonda comprensione e vicinanza tua e degli altri che hanno lasciato un commento. Grazie

  5. Una dolorosa e reale sofferenza che hai condiviso con noi nelle tue parole. Brava e coraggiosa!

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