Non avevo considerato la corrente d’aria 4.92/5 (6)

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Affacciandosi alla finestra li vide accatastati uno sull’altro in un groviglio di braccia, gambe, corpi.
Si mise a fissarli tenendo le mani serrate sulla fredda pietra del davanzale.
“Penso siano caduti da lì”
Sobbalzò e si girò verso la voce sconosciuta.
Al centro della stanza vuota si era materializzata una poltrona con un uomo sedutovi sopra, gambe accavallate e libro tra le mani.
“Io invece ci sono entrato da una delle tue finestre”
“forse dovrei chiuderle ogni tanto”
“se vuoi me ne vado, ma ci sto comodo qui, preferirei restare seduto a leggere”
“stai stai, non mi disturbi”.
Lei gli si avvicinò e allungò lo sguardo verso il libro
“cosa leggi?”
“un tuo libro”
“io non ho mai scritto un libro, non ho mai scritto nulla a dire il vero”
“leggine un pezzo”
Lei lesse qualche riga
“è vero, è mio, lo riconosco, ma non l’ho mai scritto”
“allora è un libro che potresti scrivere”
“di cosa tratta?”
“di me”.
Bussarono alla porta. “Scusa, aspetto delle amiche”.
Entrarono due donne, una con una sciarpa azzurra e l’altra con una gialla.
Dopo essersi salutate calorosamente si diressero subito alla finestra.
“cosa vi avevo detto? Eccoli lì, me ne sono accorta ieri. Non erano spariti nel nulla”
“ma come ci sono finiti? Cioè, son tutti caduti fuori dalla finestra?” domandò sciarpina azzurra;
“comunque sono uno spettacolo interessante, così, tutti nudi. Guarda quello in fondo a destra, è messo veramente bene. Chi è?” chiese sciarpa gialla.
“Ragazze, di certo non li ho spinti io. Uscivano di scena in modo naturale, per auto-eliminazione, per fuga, per incapacità. Quello che stai guardando tu, ad esempio, era uno che voleva solo scopare, lo faceva molto bene, ma dopo un po’ il solo sesso mi annoia e se non nasce altro passo oltre. Il biondo vicino all’albero mi aveva coinvolta, era riuscito a farmi abbassare le difese, ma poi si era rivelato incostante e inconsistente. Quel moro al centro che si sta alzando adesso invece si era innamorato, a letto avevamo una buona compatibilità, ma non c’era affinità mentale, non sapevo di cosa parlare con lui…”
L’amica con la sciarpa gialla la interruppe bruscamente “Non te ne va bene uno! Potevi approfondire con l’ultimo no?”
“Il problema è che, un rapporto sentimentale, se non c’è convergenza d’intenti, d’intelletti e d’interiorità brucia e si spegne in un solo istante” rispose lei
“e convergenza di letti” aggiunse l’altra facendo scoppiare le tre in una sonora risata.
“Ho sete, hai una birra?”
Lei si guardò intorno, un frigorifero era apparso sulla parete di sinistra “guarda in frigo”.
L’amica tornò con tre bottiglie gelate già stappate “lo sai che c’è un tizio che legge un libro nella tua cucina-salotto?”
“Ah sì sì, è entrato dalla finestra e se ne sta seduto a leggere un libro che potrei scrivere su di lui”.
Le tre amiche brindarono e sorseggiarono.
“Dunque, torniamo alla dinamica dell’accaduto. Come sono entrati in casa quegli uomini e come sono arrivati in giardino?” la donna dalla sciarpa azzurra riportò l’attenzione al mistero da risolvere.
“Io li ho invitati, hanno bussato, ho aperto la porta e sono entrati. Non so poi come siano usciti.”
“La corrente d’aria”.
Tutte si girarono con aria interrogativa verso la poltrona.
“Qui c’è una forte corrente d’aria, è una delle prime cose che ho notato e che mi è piaciuta. Tieni aperte porte e finestre, ma, invece che sbattere e chiudersi, fanno circolare un gran flusso che spazza via ciò che non è ancorato. Così son finiti fuori quegli uomini” disse l’uomo distogliendo per un attimo lo sguardo dalla lettura che riprese subito dopo.
Le tre donne convennero che lo sconosciuto avesse ragione.
“Adesso che farai? Ti rimetterai a caccia?”
“Adesso mi siederò su questa sedia”. Una sedia si concretizzò di fronte alla poltrona.
“Ma non sai nemmeno chi sia questo qui!” obiettò un’amica.
“Appunto, mi siederò davanti all’inaspettato che è un buon punto di partenza in cui esiste solo curiosità e al posto di attendere ci si tende” disse sedendosi.
“Vorrà dire che vi renderemo la tensione più intrigante” ridacchiarono le due complici, legando con le proprie sciarpe le mani dei due ai braccioli delle rispettive sedute, prima di uscire.
I nodi non erano stretti, avrebbero potuto scioglierli velocemente, ma si guardarono a lungo, senza fretta in un silenzio ricco di parole, appoggiando gli occhi sui dettagli dell’altro e lasciandoli scivolare in rivoli di desiderio che s’ingrossavano di pioggia primaverile. Quando il bisogno di toccarsi superò quello di desiderarsi lei liberò i piedi dai sandali e li fece risalire, uno alla volta, lungo le gambe di lui sentendo fremere al loro passaggio caviglie, polpacci, ginocchia, cosce, anche.
Con agili movimenti insinuò le estremità sotto la sua maglia tastando ed accarezzando la pancia ed il petto per poi riscendere a prestare attenzioni all’evidente rigonfiamento dei pantaloni che s’indurì ulteriormente al contatto.
Una folata d’aria, dialogo tra porta e finestra, sollevò il vestito di lei scoprendola fino alla vita, lui sciolse i nodi e si alzò.

Votalo!


11 COMMENTI

  1. Dunque, per prima cosa devo dire che sono arrivata a fine lettura in un attimo e son corsa a darti tutte le stelline! Tu hai un modo di usar la fantasia per narrare la realtà che mi piace da matti. Riesci proprio a rendere l’idea: io li vedo questi uomini che volan fuori dalla finestra senza peso, senza consistenza, mentre quello seduto resta ancorato al libro scritto da te su di lui, ma ancora da vergare perché tutto è circolare (le correnti d’aria come la vita!).
    Le due amiche però mi lasciano perplessa… ho come l’impressione che servano solo per dare alla protagonista qualcuno cui rivolgersi, non hanno alcuno spessore, troppo vacue per essere amiche… allora le trasformerei in vicine di casa incuriosite, semplice conoscenti cosicché la superficialità del rapporto sia meno stridente.
    Sui dialoghi sei sempre poco precisa nell’uso delle maiuscole e della punteggiatura finale, ma son sciocchezze di poco conto.
    Brava!

    • Grazie per l’attento commento. Hai colto perfettamente tutto ciò che volevo comunicare, compreso l’effetto stridente delle due amiche che volevo si percepisse. Per quanto riguarda i dialoghi hai perfettamente ragione 😐 dovrei ripassare qualche regola😉

  2. Onirico… affascinante e coinvolgente come un sogno 🙂 signorina, hai fantasia da vendere 😉 e un talento sudamericano per la scrittura 🙂

    • p.s. dei tuoi racconti precedenti… ci tengo a precisarlo perchè secondo me il confronto rende bene quando è fatto con noi stessi ancor più che con gli altri…

  3. Grazie, contenta vi sia piaciuto. Erano mesi che mi ronzava in testa questo racconto senza riuscire a prender forma. Il contest, fornendo una parola chiave su cui focalizzar l’attenzione, è riuscirò a contestualizzarmelo 😉

  4. “mi siederò davanti all’inaspettato che è un buon punto di partenza in cui esiste solo curiosità e al posto di attendere ci si tende”: una frase frizzante e forte, come le correnti d’aria! Mi piaci tu e mi piacciono i tuoi racconti, Signorina Fantasia!

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