Nella stanza 4.63/5 (6)

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“Il mio corpo sussulta se pronuncio il tuo nome…”

– Rieccola! Preparati figlio, e rassegnati…
– Cos’è una battuta. Che simpatica, ah ah ah… però la dura verità è che non c’è niente da ridere: non ce la faccio più a sostenere ‘sti ritmi, ma’…
– Suvvia, hai passato momenti peggiori…
– Lo dici solo perché non ci finisci tu lì dentro! Se prendesse te, una volta tanto, sapresti cosa provo. Non potresti fare qualcosa?
– C’ho provato figlio mio. Credi che non c’abbia provato?
– Uhm, sì sì…
– Cosa fai, metti in dubbio la parola di tua madre? Non te lo permetto. So io la fatica che ho fatto. La sua mi sembrava davvero una situazione disperata, ragion per cui per prima cosa ho provato con un professionista del martirio. Chi meglio di Andrea*, ho pensato. E lui, che è sempre molto disponibile, si è detto pronto al sacrificio. Ma non è servito. Troppo piccola la sua dotazione.
– Madre, cosa sentono le mie orecchie!
– Non scandalizzarti per così poco, figlio mio… anche se sono quel che sono è pur vero che sono una donna in sintonia con tutte le donne del mondo e nonostante quel che si dice, credi a me, le dimensioni contano. Così, per facilitare la cosa ho provato a convincere quel superdotato di Giovanni**! Con mille difficoltà sono riuscita a convincerlo, e sembrava fatta, da come lei aveva notato quel gran pacco che le avevo inviato! Ma niente da fare, alla fine, buca anche quella volta. Al poveretto gli è mancata la forza per andare fino in fondo.
-Madre, mi meraviglio di te! Eppure sai benissimo che tutti quegli anni passati in solitudine hanno fatto di Giovanni un asociale restio a ogni tipo di relazione.

“…saziami della tua parola che diventa carne… ”

– Madre, salvami da questa donna famelica!
– Potessi, figlio mio, lo sai che farei questo e altro, per te che dici bene: è una donna famelica, lo so. Per questo ho chiesto aiuto anche a Felice***, lui che è stato capace di saziare con uno sguardo la fame dei leoni! Mi sono detta, è l’uomo giusto. C’avrei scommesso un braccio. E l’avrei perso.
– Felice ha avuto più coraggio ad affrontare i leoni che non lei. Anch’io avevo tanto sperato che lui riuscisse laddove gli altri hanno fallito, perché non c’è la faccio più, sono logoro, e mi sento sporco e appiccicaticcio.
– Non posso darti torto: quella donna ha dei ritmi da satanassa. Instancabile come gli Acemeti nel cantare i salmi. E proprio per questo che ho pregato Marcello**** di tirarti fuori da questo guaio.
– Non ho mai riposto speranze in lui. E ho avuto ragione.
– Questo parlare non è da te!
– Eppure è così, madre mia. Questa donna mi sta facendo perdere la speranza!

“…sii tu la mia speranza, regalandomi la tua presenza nel mio cuore, la tua gioia nelle mie giornate, il tuo amore nei miei sorrisi…”

– Ma la senti? Io non ce la faccio più! Il suo amore mi disgusta, mi sta facendo venire l’esaurimento nervoso! Finirà che dovrò andare in analisi! Falla smettere!
– Le ho provato tutte, figlio mio, e tu lo sai.
– Il vero problema è che ormai lo sanno tutti! E tu non troverai più nessuno disposto a sacrificarsi per me e a fermare questo orrore! Affronterei più serenamente mille volte il luogo del Cranio che non lei.
– Su, non disperare, abbiamo sempre la carta Tommaso, lo sai che lui è un tipo che verifica personalmente e ci mette il naso…
– Qui il naso non basta, ci vuole altro, e non mi pare che abbia uno stomaco così forte né tantomeno una volontà di ferro.
– Lasciami provare.
– Sono nelle tue mani, madre, perché tu possa togliermi finalmente dalle sue.

“…grazie per il Tuo indefettibile Amore. Grazie, perché non vieni mai meno…”

La lampada che illumina la stanza viene spenta.

– È giunta la tua ora, figlio…

Quella stessa mano che ha premuto l’interruttore ora si posa sul crocifisso luminescente appeso al muro.

– No, lasciami stare, risparmiami almeno per una notte!

Il crocifisso viene staccato dalla parete e portato alle labbra, che vi si posano amorevolmente in un lungo bacio.

– Puah! Giuda baciava meglio di te!

Poi il crocifisso scompare sotto le coperte.

– Madre, ti prego, salvami almeno questa volta. Come puoi rimanere lì a guardare senza fare nulla! Fa qualcosa cazzo!

Lì, ogni notte si concretizza l’amore. Gabriella, lentamente, lo fa scivolare lungo il suo seno e poi giù tra le sue cosce che si aprono.

– Tu che puoi tutto fa qualcosa, madre mia.
– Povero Figlio… e va be’, a mali estremi, estremi rimedi…

Gabriella sente la sua volontà mancare. Il crocifisso, che stava entrando tra le sue cosce aperte, riemerge da sotto le coperte e ritorna al suo posto. Senza accendere la luce, trova a memoria la statuetta della Madonna posta sul comodino. La prende e la porta con sé a letto; dapprima si mette prona, poi si inarca e, scostando la camicia da notte, mette le chiappe a nudo.

– Grazie madre, questo sì che si definisce sacrificio! – urla il figlio vedendo la testa della statuetta della Madonna farsi largo nell’ano di Gabriella.

Con l’aumentare del ritmo aumenta il piacere.
Ma è un piacere di cui tacere.

– Note –
* Sant’Andrea Apostolo
**San Giovanni da Tufara
***San Felice di Nola
****San Marcello l’Acemeta

Votalo!


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Ho lavorato per vivere e far vivere i miei, tanto che io e i miei non abbiamo troppo sofferto, sono rimasto quello che voi chiamate onesto. Poi il lavoro è mancato e con la disoccupazione venne anche la fame! È allora che questa grande legge della natura, questa voce imperiosa che non ammette repliche, l’istinto della conservazione, mi spinse a commettere i crimini e i delitti di cui mi riconosco l’autore.

14 COMMENTI

  1. Sacrilegio! In altri tempi saresti già mezzo rosolato 😉
    Originale come sempre, per qualcuno sarà solo volgare, ma a me è piaciuto.

  2. Ti segnalo un refuso: “c’è” in terza riga che deve tramutarsi in “ce”.
    Alla prima lettura ci si trova incuriositi e spiazzati cercando di sistemare ogni tassello che via via ci fornisce il dialogo tra i due protagonisti fino all’esilarante epilogo. Alla seconda lettura si gusta meglio l’ironia e l’attenta ricerca di santi e relative caratteristiche e dotazioni 😉
    Del resto la fede è amore e l’amore passa anche dal corpo 😉
    Ammirevole il sacrificio materno.
    Mi hai divertita, ti farò compagnia sul rogo 😉

  3. Grazie per le letture e i commenti 🙂 corretto il refuso, grazie per l’attenzione Signoria F.

  4. http://www.giornalettismo.com/archives/202323/il-medico-che-vuole-curarti-con-una-madonna-nella-vagina/
    🙂
    è un caso che il medico in questione si chiami Gabriella come la nostra cara devota? Già conoscevo questa notizia (non sapevo il nome di lei però!) e tutto sommato tra un frammento del film “l’esorcista” (in cui la bimba mima il gesto dell’infilzarsi con la croce non è ben chiaro dove) e le vedute di questa dottoressa, preferisco collegare il racconto alla seconda!!! 😀 tutto sommato, se un Dio esiste (esiste?) non si offenderà per un po’ d’ironia sul come siamo fatti. Credo sia molto più grave mettere al rogo qualcuno, che sia per le sue idee trasgressive così come per degli atteggiamenti davvero bigotti, che bigotti sono davvero, ma che differenza fa? Se cambiano i perseguitati ma permane il perseguitare, si può affermare di star cambiando la storia? Per me così si esegue lo stesso gioco, ma son mie riflessioni mentre pigio tasti sul pc 😉
    Tornando al racconto… mi son piaciute tutte quelle note a piè di pagina e hai affrontato in maniera tutto sommato simpatica un tema “blasfemo”! Che almeno siano con te tutte le mie stelle! 😀

    • 😀 😀 😀 non sapevo di questa notizia… ecco che la realtà torna a superare la fantasia 🙂 così come non c’è stata ispirazione da L’esorcista (a esser sincero non mi ricordavo nemmeno il dettaglio che citi)… tante coincidenze 🙂 e Coincidenza Divina ha voluto che il medico in questione si chiami come il personaggio del racconto 🙂
      Se dio c’è, non si offenderà per l’ironia dei peccatori, lo penso anche io…chi si offende sono sempre gli uomini/donne di fragile fede – chi l’ha forte passa e va oltre 🙂 non ho ben compreso cosa lega il mio racconto al discorso rogo-perseguitati/perseguitare ma paso e vado oltre 🙂 grazie ancora per la lettura e il commento 🙂
      note a piè di pagina necessarie come l’acqua nell’acquasantiera 😉

  5. Sono di corsa, commenterò meglio poi, intanto non posso esimermi dal segnalare questa atrocità: “non ce la faccio più ha sostenere ‘sti ritmi, ma’…” ELIMINA QUELL’ACCA SE VUOI EVITARE I MIEI STRALI!
    😏

  6. Il bello della scrittura credo sia che ognuno possa lasciare spazio alle sue fantasie come vuole, e se non crede, poter anche ironizzare su oggetti ritenuti sacri ai più, nel nostro bel paese ben pensante e cattolico.
    Detto questo, il racconto è scritto come sempre egregiamente, il ritmo io lo ritrovo incessante nel fluire di esso, nei dialoghi e nelle blasfeme azioni. Irriverente, la resa delle immagini è “forte” come credo volessi tu farla arrivare ma alleggerita da un’allegoria dissacrante tra le righe. Però…perdonami…davvero perdonami, mi sfugge il tema di questa settimana ritmo/sintonia. Non lo percepisco. Eppure l’ho letto e riletto. E’ negli atti blasfemi di lei? tra i due la sintonia non c’è, il problema forse sono io ma non mi arriva. Il ruolo della madre nemmeno mi porta a sentirlo nella trama. Questa mia percezione mi porta ad abbassare il voto nella trama e questa si è forse blasfemia, (perché è scritto così bene che non merita una cosa simile), ma voglio essere coerente con il mio pensiero. Detto questo, ottimo, come sempre.

    • ciao, giustissimo quel che dici a proposito della scrittura 🙂 riguardo al tema amanti-ritmo/sintonia, e il regolamento del concorso parla di suggestioni che ci comunica, non che la trama deve incardinarsi su queste parole, è tutto nei ritmi di lei, che il crocifisso non riesce più a sostenere, così come nel ritmo che aumenta il piacere al suo aumentare 😉
      grazie per la lettura e il commento 🙂

  7. Eccomi qui… dunque… non ti ho dato tutte le stelline 😱
    Il racconto mi è piaciuto e molto (tutte le stelline alla trama!), ma l’ho apprezzato devvero solo alla seconda lettura e questo – PER ME – è un limite
    Non sono brava come te a commentare e lo sai bene, quindi ahimè non ho consigli risolutivi da darti… complici un’enorme stanchezza e un mal di schiena devastante, i miei pensieri si rifiutano di meglio funzionare. Sorry 😢

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