METAFORA SFACCIATA 5/5 (13)

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Eccoli…li vedo arrivare! I nuvoloni neri, pesanti di pioggia si stanno profilando all’orizzonte e filano veloci sospinti da un vento di tempesta. Stavo remando tranquilla sul mio gozzo, come ogni giorno. Tutto come al solito, un rituale collaudato da anni. Un mese di navigazione e poi dopo una breve sosta a terra, per incontrare gli amici, farsi una bevuta in compagnia, approfittare di una bella doccia e magari guardarmi un bel film, sarei ripartita, con le mie lenze, gli ami, i bolentini, qualche arpetta per la notte. Le esche c’erano, la scorta di viveri e acqua pure, ripartivo ogni volta animata da rinnovata speranza e puntualmente arrivava lei, la tempesta bastarda e maledetta.
Navigo da circa cinquant’anni, a volte mi dico che per una volta, una volta sola, potrebbe lasciarmi tranquilla, farmi godere il mare, il sole e la brezza leggera del mattino. Niente da fare!
E’ tutta la vita che spero di rivendere il pesce e finalmente mettere via qualcosa, non molto, ma almeno dopo tanto faticare avere la soddisfazione di sentirmi tranquilla. Ripartirei con più entusiasmo se sapessi di poter contare sulla possibilità di affrontare gli imprevisti della salute, della vecchiaia, di poter fare un regalino a chi amo senza problemi, ma quella non molla.
Forse è una maledizione. La maledizione dei pescatori, quelli onesti però, perché ho visto benissimo
eleganti pescherecci passare sempre per la rotta più redditizia e tranquilla. Sì quelli hanno le giuste conoscenze, non so come facciano ma riescono a non pagare le tasse di navigazione, intrallazzano con le guardie costiere, probabilmente trafficano merci di contrabbando o peggio.
Sia come sia, più o meno dopo una ventina di giorni, giorni in cui mi sono consumata le braccia a forza di remare, ai calli sulle mani ormai non faccio più caso, magari dopo una notte di bonaccia in cui mi sono abbandonata ai sogni osservando il plancton luminescente seguirmi nella scia della mia barca come la coda di una cometa , con la cesta ricolma, pronta ad un primo rapido sbarco, per vendere e ripartire, lei arriva.
La quieta superficie del mare inizia ad agitarsi, tante piccole creste bianche affiorano intorno a me, poi adagio ingrossano alimentate da un vento che soffia sempre più impetuoso. Il cielo ha il colore del piombo ed è sconvolto da scariche elettriche sfolgoranti. Intorno a me tutto è allucinante, i tuoni sono boati impressionanti, le onde ora furiose, si alzano e si abbassano paurosamente e io mi sento un fuscello trasportato da una forza incontrollabile. Imbarco acqua e sgotto, imbarco acqua e sgotto, imbarco acqua e sgotto…..un’onda più cattiva e potente delle altre schiaffeggia il mio guscio di noce e come una ladro rapace mi porta via tutto quello che ho: ceste, esche, lenze, gabbie, sì anche le gabbie delle aragoste che avevo trascinato nell’acqua e sulle quali speravo tanto. Io sono rimasta, attaccata a uno scalmo, non so perché la tempesta non mi voglia, mi lascia sempre lì esausta, fradicia, infreddolita ad ascoltare la sua risata mugghiare demoniaca mentre si allontana, paga di avermi ridotta ad uno straccio.
Riesco sempre ad arrivare a terra, in un modo o nell’altro.
Alzo le spalle e tiro avanti. Dopotutto sono viva mi dico. E pazienza, vorrà dire che questo mese non andrò a fare bisboccia con gli amici e quel bel film, lo guarderò un’altra volta.
Ormeggio la mia barchetta e mi dirigo come sempre a pagare la tassa di navigazione.

Votalo!

13 COMMENTI

  1. Bellissimo il titolo e tutto il senso di questo racconto, scritto benissimo, il tuo stile sempre inconfondibile. Godibile lettura.

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  2. Titolo azzeccatissimo e stile incalzante, come una tempesta!

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  3. La tempesta può privarti di ogni cosa… tranne che della dignità di essere onesta.
    Brava Bruna.

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  4. quasi si ode l’impeto del mare, ma l’eco dell’onestà che non vuole soccombere è più forte. una gran bella metafora sfacciata, bel racconto Bruna

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  5. Carissima Bruna, meglio ammazzarsi di fatica a remare e sopportare le tempeste che vivere sempre nella bonaccia (che poi una giustizia c’è sempre!). Brava come sempre.

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  6. Forte!
    Mi è molto piaciuta questa idea, Bruna!
    …stavolta sono io che ti dichiaro la regina del racconto metaforico!
    #tuttelestelline

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  7. L’idea è buona, lo stile intrigante, e le stelline che meriti non son metafore : )

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  8. Una metafora forte e bellissima! Complimenti!

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  9. Sembra davvero di essere in barca con la protagonista e di vivere le sue fatiche. Bravissima.

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  10. Nella tempesta il carattere diventa più forte ma può aumentare anche la consapevolezza che prima o poi si riesce ad uscirne sani e salvi.
    Non potevi trovare un titolo migliore! Mi è piaciuta molto questa tempesta di pensieri!
    Sempre molto brava!

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  11. Questa metafora sfacciata mi strapiace, Bruna! Con la tua penne elegante raffiguri bozzetti intensi e veri, tanto che il lettore li fa suoi tanto li sente. Brava, brava!

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  12. Questo racconto è a dir poco meraviglioso: bravissima! La conclusione, poi, è proprio la ciliegina sulla torta!

    Non mi bastano le stelline, vorrei dartene di più!

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