Messaggio 4/5 (14)

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Più lo guardava e meno lo convinceva. Rimise in tasca il cellulare per poi estrarlo nuovamente pochi secondi dopo. Quell’operazione andò avanti per tutto il pomeriggio finché non decise di cancellarlo . Non lo avrebbe inviato. Se ne era convinto definitivamente.
Grande fu la sorpresa quando qualche ora più tardi lo vide riscritto tale e quale nel display in attesa di ricevere un invio. Lo cancello’ nuovamente e quello riapparve. E ancora e ancora e ancora. Non se ne capacitava..

“Ehi! Mi dispiace ma qua il capo sono io e ora tu premerai quel tasto e invierai il messaggio. Non ti sarai forse illuso di poter compiere azioni in maniera autonoma, spero?”

Quelle parole che risultavano provenire da un ipotetico fuori campo parevano destinate proprio a lui. Si guardo’ intorno ma ne a destra ne a sinistra scorse traccia di presenza umana. A quell’ora il secondo piano sotterraneo della stazione era pressoché deserto.

“ Ti ordino di premere invio.”

Ora la voce lo incalzava esortandolo a fare il proprio dovere. Si senti’ improvvisamente stanco, come svuotato da quella giornata particolarmente impegnativa che sembrava avergli annegato il cervello.
Ma non abbastanza stanco da prendere ordini da una sconosciuta e invisibile presenza che aveva tutta l’aria di una visione. Rimise l’apparecchio in tasca. A 36 anni, nel pieno della sua esistenza, all’apice della carriera che lo aveva promosso nemmeno un mese prima direttore generale di una prestigiosa multinazionale che si occupava di distribuzione, nel pieno delle sue facoltà mentali non avrebbe preso certamente ordini da una vocina. Alex era abituato a comandare, non il contrario. Era considerato un capo ragionevole, una persona con la quale si poteva dialogare, con quei suoi modi gentili ed educati , una persona piacevole che andava più o meno d’accordo con tutti ma rimaneva pur sempre uno pagato per prendere decisioni. Decisioni e responsabilità. E aveva deciso che quel messaggio non sarebbe stato inviato. Punto.

“ Caro, qui il problema non è se ti va o non ti va. Sono io a volerlo e questo e’ un motivo più che sufficiente.O lo invii o ti estinguo. E non vorrei farlo perché sei particolarmente azzeccato. Quindi schiaccia quel pulsante e non parliamone mai più.”

. “ Chi… Chi sei? Che vuoi?”
“Voglio semplicemente che esegui l’ordine.”
“ Vaffanculo.”
“Alex, non costringermi. Fai il tuo dovere e non ti farò del male.”
“Vaffanculo. Vaffanculo!Tu non esisti.”

Una ventina di metri distante, la nonna copri’ con la mano gli occhi della nipotina e cambio’ direzione. Quell’uomo che si dimenava e sbraitava contro il nulla aveva suscitato nella piccola un inquietudine del tutto gratuita. C’era qualcosa che non tornava in quella scenetta surreale:l’immagine di Quell’uomo così curato e ben vestito strideva fortemente con il comportamento che stava assumendo da qualche minuto.
Non aveva l’aria del pazzo, anche se i repentini movimenti e la sua sovreccitazione facevano pensare il contrario.

Quella voce che continuava a impartire ordini nel suo cervello lo sconvolse. Sudava copiosamente dalla fronte nonostante fosse fine ottobre e non indossasse altro che una camicia di lino, una giacca a tre bottoni e l’immancabile cravatta. Tutto a un tratto parve mancargli l’aria.
Si affretto’ a raggiungere la scala mobile, vi sali e comincio’ a fare i gradini a 2 a 2. Aveva bisogno di uscire e confondersi col resto del mondo. Uscì. Intravide un bar. Entro’ trafelato.

“Un caffè.”

Ebbe improvvisamente voglia di rincasare, fare una doccia bollente e cenare. Poi si sarebbe disteso sulla sua nuova poltrona in pelle nera e avrebbe letto un buon libro. Da quando l’aveva comprata, spendendo una fortuna per via del fatto che facesse massaggi rigeneranti, oltre a essere reclinabile in almeno 100 posizioni più del kamasutra,si era riscoperto il grande lettore che era stato un tempo.

“Invia quel cazzo di messaggio. Ora.”
“Doppio. Me lo faccia doppio. Grazie.”
“INVIA.”
“Fottiti.”

La barista le lancio’ un occhiata che gli trapasso’ l’anima, poi poso’ sul banco uno stanco caffè pre chiusura.

” Alex, mi dispiace dirtelo così, in malomodo, ma prima o poi sarebbe dovuto succedere. Credi di vivere una vita normale come tutti gli altri ma tu, e tutti loro, siete solamente il frutto di una mia fantasia letteraria. Siete personaggi di un romanzo e si da il caso io abbia previsto che tu invii quel maledetto messaggio. E non vedo altra soluzione. O il messaggio o l’eliminazione fisica. A te la scelta.”
“Senti un po’, pazzo rompicoglioni, non so chi tu sia, da quale pianeta atterri, ma io non mando nessun messaggio perché quello non è ciò che io voglio dire. O perlomeno non adesso. Prendendo per buona la tua strampalata e inattendibile versione dei fatti, non sono io a voler mandare quel messaggio. Sei tu a volerlo. Sei tu che vorresti farlo ma non ne hai il coraggio e pensi di poterti servire di me. E sappi che io non prendo ordini da nessuno.”
“Il tempo sta per scadere. Invia.”

Alex bevve il caffè e si avviò alla cassa per pagare.
“Fottiti”,sbraito’ un secondo dopo aver incrociato lo sguardo inquisitore della barista..

“Signore, si sente bene?” chiese un anziano che sedeva al tavolo vicino l’uscita in compagnia di un prosecco.

Alex stramazzo’ a terra, gli occhi rivoltati all’indietro e la bava alla bocca. Avvelenamento, stabili’ successivamente l’autopsia.
Quel messaggio rimase sospeso..

Il telefono di Alex trillo’; nessuno si era preoccupato di toglierglielo di dosso fino a quel momento. Il commissario Bernardi, 3 figli, una moglie fedele, una casa di proprietà e un rudere sugli Appennini che avrebbe ristrutturato 3 mesi più tardi, a pensione raggiunta, non fece in tempo a rispondere.

Un sms destò la sua attenzione…..

Una voce lacero’ quel gelido silenzio. Da dove provenisse rimase un mistero.

Il commissario Bernardi, 3 figli, una moglie fedele, una casa di proprietà e un rudere sugli Appennini che avrebbe ristrutturato 3 mesi più tardi, a pensione raggiunta, si porto’ entrambe le mani al ventre. Poi piego’ le ginocchia.

La sua esistenza cesso’ alle 10,23 di un freddo giovedì qualunque..

Votalo!

17 COMMENTI

  1. Buona l’idea di un fantomatico scrittore che muove i fili.
    Mi é piaciuto, ciao.

    4/5

    4/5

    3/5

    5/5

    4/5

  2. Il racconto mi è piaciuto molto. Per il tuo voto non preoccuparti, puoi cancellarlo alla voce ‘cancella il tuo voto’. Non penso comunque che lo conteggeranno. Intanto ti do il mio!

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  3. Mi spiace uscir dal coro, ho trovato il tuo racconto estremamente intrigante, ben scritto, con uno stile scorrevole e accattivante, ma…
    1) non mi pare un horror
    2) amo molto i finali aperti, ma questo è talmente spalancato da far entrare di tutto
    3) un minimo di spiegazione in quanto ideatori è nostro dovere darla
    Credo di aver così motivato il mio voto!

    PS: Se vuoi, puoi introdurre modifiche/cambiamenti.

    3.5/5

    5/5

    5/5

    3/5

    1/5

  4. Il racconto è originale ma anche se breve, la trama non è stata sviluppata al massimo delle sue potenzialità. L’idea del narratore/regista del racconto è buono, ma il finale è fiacco. Non sembra chiudersi il cerchio narrativo e se si voleva un finale aperto, allora si è esagerato un po’.

  5. Un incipit accattivante, trama originale e ben scritta, finale noir più che horror.

    3.25/5

    5/5

    3/5

    4/5

    1/5

  6. Il racconto ti prende da subito e fa venir voglia di arrivare alla fine per capire come si chiude, ma poi si perde pian piano. Lo stile mi piace, ma perde efficacia considerando il finale. L’idea di partenza è ottima, ma non tingendosi di horror non mi sento di votarla al massimo. Il finale forse esagera nel ventaglio di ipotesi, poteva essere l’apoteosi

    3.5/5

    5/5

    4/5

    3/5

    2/5

  7. Anche a me il finale non è piaciuto. Per il resto è ok.

    3.75/5

    5/5

    4/5

    4/5

    2/5

  8. Effettivamente di horror ha poco. La verità e’ che non avevo mai partecipato a nessun concorso e mi è venuta una voglia improvvisa di farlo per confrontarmi. Vi ringrazio sia per i complimenti che per le critiche che servono per migliorare. A questo punto però mi sarebbe venuta voglia di cambiarlo, sto finale.
    Posso? Come faccio? Bisogna fare a pezzi qualcuno entro il trenta?
    Se mi dite come faccio un paio di idee ce le avrei pure.
    Buona domenica.

  9. Ho adorato l’idea che sta alla base, il racconto mi ha preso parecchio. Ma l’ho trovato poco horror, purtroppo, e con un finale un po’ frettoloso. Complessivamente però, guardandolo fuori dall’ottica del contest horror, il mio è un responso positivo 🙂

    3.75/5

    5/5

    4/5

    3/5

    3/5

  10. Molto originale e bello con un ottimo incipit ma forse è poco horror ; )

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

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