Lo scambio 4.45/5 (19)

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Ambien Get You High Nessuno in vista.
Dario spalanca la finestra del bagno, che si affaccia sul retro del fabbricato.
Scavalca e si aggrappa al davanzale. Solo un paio di metri da terra, per fortuna.
Mezzanotte e tre minuti, un’unica luce al secondo piano. Dev’essere la camera della baronessa Ricciotti, quella rompiscatole che ogni mattina a colazione si viene a sedere al suo tavolo. Dario sbuffa al pensiero e si dirige verso la cancellata, badando di evitare il debole chiarore che si spande sul selciato. Un piede sul muretto per trovare lo slancio ed eccolo in strada. Inala l’odore delle foglie ancora fradice per la pioggia del giorno precedente e respira a pieni polmoni. Il grande parco urbano che inizia proprio in fondo alla strada e arriva fino al fiume era appena stato aperto quando se ne andò da Forlì. Si cala il berretto sugli occhi e si avvia a passi rapidi verso il centro.

L’uomo nella berlina chiara si abbassa di scatto e si rannicchia in posizione fetale, soffocando a stento una bestemmia. Concede qualche metro di vantaggio alla sua preda, mentre fruga nella tasca in cerca del cellulare. Quando si azzarda ad aprire lo sportello il tipo col berretto è già quasi a Porta Ravaldino. L’uomo della berlina si sgranchisce le lunghe leve e si mette all’inseguimento, mentre digita un numero al cellulare.
– È uscito e sta andando verso la piazza, sbrigati – intima alla voce assonnata che gli risponde.

http://brookeandbryn.com/livermore-engagement-session/ Mezzanotte e tredici. “Ancora diciassette minuti, c’è tutto il tempo”, pensa Dario, che già vede la sagoma della torre civica svettare sopra i tetti delle case.
Corso Diaz è quasi deserto e quando passa davanti all’abitazione del senatore Ruffilli non può trattenersi dal leggere la targa che ne commemora il brutale omicidio.
“Maledetti brigatisti”, mormora affrettando il passo.
Ha quasi raggiunto la piazza quando avverte il rumore di passi alle spalle. Si gira di scatto e intravede “il lungo” rifugiarsi dietro a una delle colonne del loggiato. “Dilettante, bisogna indossare scarpe di gomma quando si pedina qualcuno!”, gli verrebbe voglia di urlargli.
Lo seguono fin dal suo arrivo, sempre gli stessi due. L’altro è molto più basso, quasi tarchiato, e porta un impermeabile color crema. Dario lo chiama “il tozzo”.
Mezzanotte e ventisette, tre minuti al contatto. Se vuole effettuare lo scambio deve prendere un vantaggio rassicurante sul “lungo”. Si slancia nella corsa. La statua di Aurelio Saffi domina il centro della piazza, è lì che dovrebbe trovarsi la donna.
E invece non c’è.
“Maledizione, tanta fatica per nulla!”, impreca Dario fra sé. Si guarda intorno e comprende perché lei non si è fatta vedere. Sotto il loggiato del Palazzo delle Poste spicca una macchia color crema: doveva aspettarselo che ci fosse anche l’altro.
Sente i passi del “lungo” sempre più vicini e si getta di corsa verso il volto del Palazzo Comunale. Dario ha sempre tenuto il corpo allenato e quando imbocca lo stretto passaggio di via degli Orgogliosi lo ha già seminato.

http://aroundtheworldinktdays.com/category/north-america/ Sotto lo sguardo arcigno di Saffi l’uomo alto si lascia cadere sulla panchina, con il capo chino verso i sampietrini. Tossisce e sputa, cercando disperatamente di riprendere fiato. Quello tarchiato lo raggiunge senza fretta; lui non ci ha nemmeno provato a inseguire il fuggitivo.
– Ma quanto cazzo corre? – domanda quello alto, fra un accesso e l’altro di tosse.
– È in forma, il tipo.
– E conosce i posti: c’è nato da queste parti. Che si fa adesso?
– Non preoccuparti, ho lo scooter all’angolo della piazza. Lo ritroviamo.
– Sbrighiamoci, allora. Lui paga bene, ma non vuole errori.

Buy Phentermine Spain Dario rientra con la stessa circospezione con cui era uscito. La luce in camera della baronessa si è spenta. “Davvero un posto defilato per un albergo, non potevo scegliere di meglio.”, pensa mentre si aggrappa al davanzale e si issa. Ora deve preparare il prossimo incontro, ma dovrà prima mettere fuori causa i due, se vuole che lo scambio dei microfilm vada in porto. Ripassa mentalmente le istruzioni: “se il primo contatto salta, il secondo è alle undici del giorno successivo nel chiostro di S. Mercuriale, angolo sud”.

http://exodynamicsmedical.com/spunge-lyrical/ Dalla strada i due seguono le manovre di Dario per rientrare nella clinica.
– Ma davvero crede di essere un agente segreto? – domanda il “tozzo”.
– Dovevi vederlo a Berlino, la settimana scorsa. Hans lo ha fermato appena in tempo prima che “neutralizzasse” una spia del KGB. Una povera impiegata delle poste, in realtà.
– Cosa gli è capitato?
– Era sotto le torri gemelle, l’undici settembre. Viaggio premio pagato dal padre, che già allora aveva soldi da buttare. È rimasto illeso, ma il cervello se n’è andato. È entrato dentro a uno dei tanti libri di spionaggio che divorava da ragazzo e crede di lavorare per la CIA.
– E tu lo segui da allora?
– In giro per l’Europa, sì. Il padre lo lascia fare e a me tocca prevenire i casini, con l’aiuto di qualcuno del posto come te.
– Con il poco che un investigatore privato guadagna al giorno d’oggi c’è solo da augurarsi che i soldi di papà non finiscano mai!

Votalo!

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Libraio per quasi trent'anni, poi scrittore e editor freelance: una vita fra i libri.  Due polizieschi ambientati in Olanda già pubblicati e un terzo in corso d'opera.  In preparazione anche una raccolta di racconti, alcuni dei quali già pubblicati in varie antologie.  Tanto nella scrittura quanto nella lettura prediligo il giallo psicologico, ma spazio anche in altri generi. Sono un viaggiatore appassionato e uno scacchista dilettante.

32 COMMENTI

  1. Davvero un ottimo noir! Aderisce perfettamente ai termini del contest.
    Scorre piacevolissimamente. Il finale è una vera chicca, stupendo! La descrizione della città precisa e interessante. Tutte le stelle a disposizione!

    5/5

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    5/5

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  2. Grazie a tutti per i commenti lusinghieri, troppo buoni!
    @Fenice: grazie per l’apprezzamento sulle descrizioni della città. Mi pareva che la formulazione della traccia richiedesse qualche riferimento specifico alla città e non vi ho voluto rinunciare, nonostante i pochi caratteri disponibili. E ovviamente ho giocato in casa: Forlì è la città in cui vivo…
    Grazie ancora a tutti.

    5/5

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    5/5

    5/5

    5/5

  3. Splendido racconto che ti lascia con il fiato sospeso fino al finale, spiazzante. Personaggi ben tratteggiati, così come i luoghi, con pochi dettagli che ci mostrano senza strafare, ora un muretto, poi una statua, una piazza. Dettagli preziosi che servono a “vedere” la città e a sentire il suo odore (l’odore delle foglie fradice di pioggia). Le ipotesi che si accavallano nella mente del lettore sono tante, ma nessuna si rivela quella giusta perché Dario nella sua follia è un personaggio credibile. Confezionato ad arte, questo è uno dei migliori racconti. Pochissimi appunti e molti complimenti.

    Badando di evitare (avrei preferito un semplice “stando bene attento”).

    Dario ha sempre tenuto il corpo allenato (avrei preferito qualcosa di indiretto che ci mostra, senza spiegare, la notevole fisicità del soggetto. Esempio: “scatta come una pantera”)

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    • Carissima Angela, grazie anche a te per l’attenta lettura e per i consigli, oltre che per l’apprezzamento. Ma scopro adesso che per rispondere agli altri utenti mi sono auto-votato… Come è possibile? E, soprattutto, c’è modo di correggere o cancellare il voto?

  4. Bellissimo racconto che ti porta dentro la città con una descrizione tale che ti sembra di conoscerla anche se non ci sei mai stato. Finale imprevedibile che mi ha entusiasmato.

    5/5

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    5/5

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  5. Bellissimo finale con sorpresa del tutto inaspettata, a dimostrazione che la prima parte è stata ben studiata e costruita. Cosa significa che l’uomo si sgranchisce le lunghe leve? Complessivamente un buon lavoro e un’idea grandiosa. 🙂

    4.25/5

    4/5

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    • Grazie anche a te, sembra che il finale sia stato davvero indovinato dunque.
      Le “lunghe leve” che l’umo si sgranchisce sono le gambe. E’ molto alto ed è stato costretto ad abbassarsi per non essere notato, per cui si sente un po’ rattrappito.
      Grazie infinite.

  6. Complimenti, racconto favoloso scritto bene con una trama molto originale e un finale inaspettato, uno dei migliori che ho letto

    5/5

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  7. Ahahahahah! Bellissimo! Bravo e mi associo ai complimenti precedenti.

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  8. Ti dico subito che mi è scappato un sorriso per l’inaspettato finale che ho trovato molto bello,come del resto tutto il racconto,stile impeccabile.Complimenti.

    5/5

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  9. Bellissimo racconto, soprattutto nella parte finale veramente inaspettato 🙂

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  10. Niente male, davvero. Voti alti.
    Apprezzo la tua professione(passata?) – il libraio –
    tanto coraggio e passione. Scrittura e viaggi, i nostri punti in comune.
    Scrivi bene, pensi altrettanto bene, la creatività fa parte di te.
    E, soprattutto, sai interpretare i brani degli altri con puntualità e
    attenzione. Doppiamente bravo!
    🙂

    • Ti ringrazio per l’apprezzamento, Maurizio. Troppo buono davvero!
      Passata, purtroppo: potendo avrei proseguito ancora, ma non mi è stato possibile.
      Ti ringrazio di cuore.

  11. Ben scritto, lineare, scorrevole, concreto. Buono il finale.

    3/5

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    3/5

    3/5

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  12. Ben scritto, scorrevole, dal finale inaspettato. Una piacevole lettura, anche divertente nonostante il tema. Bravo!

    4.5/5

    4/5

    5/5

    4/5

    5/5

  13. Voto 4 stelle a tutto. Motivo: tutto bello. Simpaticissimo. Ma più che noir mi è sembrata una storia comica.

    4/5

    4/5

    4/5

    4/5

    4/5

  14. Racconto simpatico e scorrevole, il finale sdrammatizza un po il tutto, ma in realtà ha il suo bell’amaro. Bello.

    5/5

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    5/5

    5/5

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