Le tre brave vicine 3.13/5 (8)

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Order Diazepam Online Canada Il prosperoso decolté della sua vicina di casa tossica gli stava annunciando che sarebbe stata la più memorabile fra le scopate di tarda estate del ‘95, una scopata quasi perfetta.
Mentre i raggi della luna lambivano la pelle scura di Gloria, impietosamente illuminavano anche i buchi che si era fatta in quelle braccia torbide e inquiete: le uniche note stonate in un corpo perfetto. Ma se non fosse stato per quelle note stonate non si sarebbe mai potuto godere quella bella figa di colore che era venuta a pagarlo in natura per una dose di ero. A proposito di note stonate, che cazzo era tutto quel chiasso che veniva dalla tv del piano di sotto? Vabbè, fanculo! Se avesse fatto urlare Gloria dal piacere, tanto meglio: la bella Gertrude non l’avrebbe sentita e niente scenata di gelosia delle sue. Ma di certo, quella brucacespugli della Trumbo avrebbe avuto da ridire e gli avrebbe dato la colpa a lui, come sempre. Vecchia troia leccafica che aveva cominciato a fargli la guerra da quando si era trasferito lì, solo perché era uscito di prigione di fresco. Li conosco i tipi come te, aveva detto, portano più merda di quella che cagano! Ma perché pensare a quella vecchiaccia mezzo camionista con il rischio di farselo ammosciare?
Ma molto prima che nelle mutande di Byron esplodesse un temporale di ormoni, che non aspettava altro che bagnare le pianure scure e la vallata pelosa della ragazzina del Tennessee, troppo debole per la dura vita di San Diego, accaddero tre avvenimenti del tutto privi di collegamento che però avrebbero fatto intrecciare tragicamente fra loro la vita delle tre donne presenti in quell’appartamento.

Order Diazepam From China 15 minuti prima dello sparo – La signora Haskin tiene la tv alta
«Ehi, il volume della tv è troppo alto!» gridò il piccolo Jimmy. Agitò un braccio freneticamente per attirare l’attenzione di sua madre che era nella camera da letto. La signora Gertrude Haskin non si fidava a lasciare i suoi due figli da soli, ma non aveva altra scelta. Era appena entrata in salotto e con voce severa aveva spiegato a Jimmy di lasciare il volume così, che lei stava andando a farsi una doccia, che voleva sentire la televisione dal bagno e che se li avesse sentiti litigare, le avrebbero buscate dal padre. Jimmy, a quella minaccia, si accucciò sul divano, con il sederino sopra un cuscino.
«E quante volte ti ho detto di non mettere quel culetto spargicacca sui miei cuscini imbottiti», e glielo portò via da sotto il suo corpo, ma stando ben attenta a non rimetterlo sul divano, ma anzi stringendolo in mano. Poi guardò le teste dei suoi bambini inchiodate al cartone di “Street Fighters”, completamente rapiti dagli strani personaggi e, invece, di entrare in bagno, che comunque chiuse a chiave, uscì dall’appartamento, lasciando l’ingresso socchiuso e portandosi dietro il cuscino.

1 giorno prima dello sparo – La professoressa Trumbo compra una Beretta
Udendo il proprio nome avrebbe risposto immediatamente, ma non riconoscendolo un fischio come un richiamo rimase dove era, in quel fottuto parcheggio di motel, al sicuro dentro la sua auto.
Alla fine, fu un sibilo ad attirare la sua attenzione e, allora, mise in moto la sua Ford e si accostò alla Lincoln sgangherata del ragazzo, che la guardava avvicinarsi dal finestrino. Non lo vedeva da quando si era diplomato al liceo, diciotto anni fa. Non era mai stato una cima e non si meravigliava che ora smerciasse qualsiasi cosa in quella fogna di quartiere. Aveva il suo solito aspetto… come diavolo si chiamava? John. John Howard Bishop. L’immagine della stupidità americana. Eppure, per una volta, le fu utile. Lui le chiese se li avesse tutti e in contanti. Lei annuì. Le ordinò di farglieli vedere e lei, che non aveva mai preso ordini da uno che non aveva un voto più alto della D in scienze naturali, gli disse che prima voleva vedere la pistola e lo disse con un tono che non ammetteva repliche. Anche se era in pensione, era ancora una che non si faceva mangiare fagioli in testa. Bishop la tirò fuori da un sacchetto. Una Beretta. Lei annuì e gli mostrò la mazzetta di 300 dollari. Era fatta. Allungarono le braccia e si scambiarono due buste di carta. Lei chiese se i proiettili ci fossero e lui rispose che erano in fondo, poi fu Bishop a chiederle per cosa le serviva una pistola e lei, prima di sgommare via, rispose: «Non si sa mai, c’è tanta merda in giro.»

29 minuti prima dello sparo – Gloria lascia la porta aperta
Quando le aveva aperto la porta, Gloria non l’aveva neanche fatto parlare, gli aveva detto semplicemente che accettava la sua proposta. McGehee aveva sorriso e si era toccato il cazzo, poi le aveva detto «Vieni dentro, bellezza, e chiudi la porta». Ma Gloria, come fosse una dimenticanza, l’aveva soltanto lasciata appoggiata e poi lo aveva seguito nel salotto.

Lo sparo – Byron McGehee è cibo per i vermi come lui
Gloria si era levata dalla traiettoria, spostandosi in un punto dove nemmeno il sangue che sarebbe schizzato l’avrebbe colpita. La signora Haskin era sgattaiolata dentro per prima e aveva sollevato il cuscino, lungo lo schienale della poltrona, all’altezza della nuca di Byron McGehee. Per ultima, era entrata la Trumbo, che aveva fatto affondare la canna della Beretta contro il cuscino.
Quando McGehee si accorse che qualcosa di duro gli spingeva contro il cervelletto, era troppo tardi. Il peggior spacciatore, amante e vicino di San Diego, era bello che andato al Creatore.

10 COMMENTI

  1. Ciao
    purtroppo non c’è né notte né città, e quindi non credo sia valutabile ai fini del concorso.
    Detto questo, racconto interessante, a tratti anche coinvolgente. Secondo me, Il cambio di punto di vista qualche non è tanto chiaro, e il ‘tono’ del narratore – uguale a quello del primo personaggio – forse crea qualche problema. Qualche volta il testo fa un po’ effetto muro’ rendendo la lettura faticosa.
    L’idea però è molto buona, e anche la realizzazione non è per niente male.

    • Ciao Valter,
      credo che l’unico errore che sia giusto imputarmi è nella parola decolté che non si scrive così ma décolleté (il che è un errore abbastanza grave, almeno per il mio punto di vista). Per il resto, la storia è ambientata in una abbastanza schifosa città di San Diego con i suoi schifosi parcheggi di motel e i palazzi abbastanza “sgarrupati” e tutta l’azione si svolge di notte. Che non lo ripeta ogni tre righe per non generare insistenza e dare più spazio alla trama è opinabile, ma non inficia la mia partecipazione al concorso. Il tono del narratore è vicino a quello del personaggio, perchè evidentemente si tratta di un narratore onniscente e non ho la minima idea di cosa sia un “effetto muro”, ma se intendi una narrazione ruvida, beh è voluto, trattandosi di un noir. Grazie per tutti gli altri complimenti. Salut!

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

      • Non mi piace polemizzare o puntualizzare, però il tema del contest è ‘una città italiana, una notte’, e le due cose devono essere appunto il tema, cioè essenziali alla narrazione e non accessorie.
        ‘Effetto muro’ è un termine tecnico gergale che si utilizza quando per lunghe sezioni non ci sono ‘a capo’.
        Per il resto non ti ho imputato alcun errore di grammatica o di ortografia, che peraltro possono anche scappare e sono peccati veniali, per cui non capisco l’inizio della tua risposta.
        Buona scrittura e in bocca al lupo!

  2. Fuori tema, ma ben scritto. Stile personalissimo ed avvincente.
    Non mi ha convinto la trama, che non ho ben compreso e di conseguenza il finale.

    2.5/5

    3/5

    4/5

    2/5

    1/5

  3. Si capisce che è notte quando scrivi “i raggi della luna lambivano” e la città è San Diego, quindi hai rispettato i termini del concorso. Mi piace la trama, anche se non spieghi perché le tre vicine lo volessero uccidere, ma non mi piace il tuo stile.

    3.75/5

    2/5

    5/5

    5/5

    3/5

  4. Ciao Fabio,
    ho letto il tuo racconto, che ho trovato molto ben scritto, ma che non mi ha convinto in pieno.
    Ecco le mie opinioni!

    Incipit
    MI piace, parte subito con un immagine, e con una dichiarazione forte.
    Ma leggendo oltre, l’ho trovato un po’ dispersivo, e solo dopo mi sono reso conto che il racconto aveva un gancio fortissimo, ma era nascosto: credo avrei preferito che il racconto iniziasse con:

    “15 minuti prima dello sparo – La signora Haskin tiene la tv alta”

    Trovo questo punto del racconto molto più efficace, in medias res, ricco di tensione, domande, e introduce l’intrigante stratagemma di osservare l’evento in diversi momenti.

    Stile
    A mio avviso hai un bello stile, frasi pulite e ben scritte, paragrafi non troppo lunghi e contorti, e un forte senso delle immagini. Trovo la tua prosa in grado di evocare immagini chiare.

    Trama
    La trama non mi ha fatto impazzire: ho trovato il tutto un po’ confuso e dispersivo, quasi come se sulla pagina ci fossero due racconti differenti.
    In partenza seguiamo il punto di vista di un personaggio che, a mio avviso, non è chiaro chi sia (Byron) se non verso la fine del lungo paragrafo introduttivo.
    Da lì in poi perdiamo di vista il presunto protagonista, ed io mi sono perso in una moltitudine di personaggi.
    Si torna a Byron solamente sul finale, ma la sua dipartita, così come la vendetta della Trumbo, non mi hanno suscitato alcuna emozione.
    A mio avviso, introdurre troppi personaggi in un racconto breve limita l’intensità emotiva. Preferisco racconti con un protagonista chiaro, un obiettivo chiaro. Mi sembra che in questo racconto fosse necessaria una scelta di protagonista: o Byron, o la Trumbo.

    Finale
    Per quanto scritto bene, non mi ha colpito.
    MI sono trovato a domandarmi chi fosse McGehee.
    Non ho capito se dovevo gioire per la vendetta della Trumbo (ma perchè si è vendicata?) o provare compassione per Byron.
    Non mi ha dato alcuno emozione, nè mi ha sorpreso.

    Conclusioni
    Ho trovato il tuo stile molto godibile, e l’incipit buono, nonostante a mio avviso tu non abbia iniziato il racconto dal punto che che mi soddisfa di più.
    Quello che non mi ha convinto è stata la presenza di troppi personaggi e punti di vista, e l’assenza di un protagonista e di un obiettivo: mentre ho trovato interessante la scelta di non rispettare le unità di tempo e luogo, trovo che il non aver rispettato l’unità di azione abbia reso il racconto poco chiaro e non molto emozionante.

    Ti chiedo scusa per l’analisi un po’ dura, e ribadisco che queste sono le mie opinioni ed i miei gusti: i racconti brevi hanno molte forme e stili, la tua scelta non risuona al 100% con i miei gusti, ma questo non significa che il tuo racconto non sia buono.
    Grazie per averlo condiviso!

    Marco

  5. L’atmosfera è la cosa che mi ha convinto di più. Per il resto, condivido quanto detto sopra sul l’effetto muro che ogni tanto si avverte. La trama è originale e il clima complessivo del racconto è davvero coinvolgente.

  6. Lo stile di raccontare alcune cose a ritroso rendono interessante il racconto con una trama che però non mi ha convinto appieno, stessa cosa per Incipit e finale.
    Se vuoi modificare qualcosa prima della scadenza puoi farlo con il tasto modifica (tipo inserire la città italiana…perché il tema è “una città italiana, una notte” e San Diego non mi pare italiana).

    2.75/5

    2/5

    4/5

    3/5

    2/5

  7. Mi piace la sintassi narrativa e il lessico attinente al genere.

    4/5

    4/5

    4/5

    4/5

    4/5

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