L’ALBA DI AMARDIA 4.88/5 (4)

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Buy Name Brand Ambien Online Amardia era lontanissima anni luce dalla Terra. Un pianeta strano, davvero strano se dovevo conviverci con quella megera di Calendula, una stregaccia che s’era fatta venire i capelli viola da quando aveva saputo della mia storia con Taruk, il figlio bellissimo del re Sole.
I miei occhi verdi e i capelli azzurri lunghi fino alle caviglie l’avevano conquistato subito. Non ero stata io a propormi, né avevo usato alcun tipo di magia.
Semplicemente ci eravamo incontrati per caso nel bosco delle Pause Splendenti sulle rive del Fiume Scarlatto della Poesia e mentre snocciolavo versi sull’amore ai pesciolini che abboccavano alla mia lenza, avevo sentito un rumore di passi alle mie spalle facendomi sussultare.
Avevo pensato subito a qualche strana creatura alata che dimorava lì e di cui avevo stravolto la quiete quotidiana col mio continuo vociare, invece mi ero imbattuta in un ragazzo perfetto. Come l’avevo sempre sognato! Si era seduto accanto a me e mi aveva baciato la mano, decantando la mia bellezza. Che dire, colpo di fulmine e colpo di felicità, se solo non avessi scoperto che Calendula, di vent’anni più vecchia di me, sdentata e rugosa, si era invaghita da tempo di lui e non consentiva a nessuna di diventare la sua fidanzata.
-Te ne pentirai!- Mi aveva minacciato con uno specchio multiriflettente sul futuro lasciandomi intravedere anni molto difficili in un battibaleno. Da noi il tempo era diverso da quello della Terra: un minuto poteva equivalere ad un anno e viceversa.
-Non ho paura, vecchia strega!- Avevo tenuto testa al suo tono imperioso e allo sguardo di ghiaccio, ricordandomi di non guardarla direttamente negli occhi, altrimenti sarei diventata una statua di ghiaccio a vita.
Taruk mi aveva cercato più volte. Stavo bene in sua compagnia e i suoi baci erano caldi e travolgenti.
All’inizio avevo giurato a me stessa di non farmi coinvolgere.
-Sta’ attenta! Avrai sventure per quello lì!- I consigli dei miei amici mi avevano lasciato perplessa.
Non avevo radici regali, ero una qualunque, possibile che avesse scelto proprio me?
Vantavo nelle mie generazioni precedenti solo una Fata potente, che trasformava i rospi in diamanti e i malvagi in tizzoni ardenti che alimentavano il Camino delle Malefatte.
-A che pensi?- mi aveva chiesto con insistenza Taruk vedendomi distratta mentre accarezzava la mia pelle, ch’era come seta.
-Forse dovremmo lasciar perdere! Forse non è giusto il nostro amore.. Forse devo scivolare via dai tuoi occhi e dal tuo cuore..-
-Ma che dici? Ti senti minacciata da Calendula, vero?-
-In parte.-
-Quella donna crea scompiglio ogni volta che m’innamoro, ma stavolta non ci ostacolerà. Ho già parlato con mio padre. Gli ho raccontato di quanto sei preziosa per me e ci ha garantito la sua protezione.-
-Davvero hai fatto questo per me?-
-Sì! Amardia era un regno di pace prima che approdasse con quel corvaccio nero che si porta sempre appresso e le suggerisce diavolerie per cavarsela in ogni situazione.-
Sentii le mie paure svanire e il mio corpo accendersi di mille desideri. Taruk, mi condusse nel Palazzo dei Sogni e lì ci amammo con dolcezza. Lasciai che mi possedesse più volte e avvertii una felicità diversa.
-Ti aspettavo e sei arrivata!-
-Non voglio che questo momento possa finire! Non voglio perderti mai, amore mio!-
Ecco! Glielo avevo confessato finalmente che era molto importante per me.
-Non accadrà!-
Dietro una delle finestre del Palazzo, Calendula e il corvaccio tramavano alle nostre spalle.
-Mia Padrona, devi trarla in inganno con uno dei tuoi travestimenti. Fingerai di essere Taruk e con un violino magico le dedicherai una musica meravigliosa dichiarandole amore eterno e chiedendola in sposa. Appena dirà di sì, con un balzo la morderai al collo iniettandole il tuo veleno.
-Come farei senza di te, Corvaccio adorato? Ahaha!
-Chi Calendula osa sfidar, nessun desiderio potrà mai realizzar!-
-Ben detto, amico mio, ben detto!
Mi sembrava di camminare su un tappeto di rose nei giorni a venire e non ero più così lucida.
-Kimera, non abbassare la guardia!-
Mia madre era preoccupata. Si vociferava che mi sarebbe accaduto qualcosa di terribile.
-Sono invidiosi, Mamma e vogliono spaventarci. Il Re Sole ci proteggerà. Quale male dovrei temere, dunque?-
-Figlia cara, sono contenta di vederti felice ma non mi sento tranquilla.-
Quella notte feci sogni confusi, mi imbattevo nei rami aggrovigliati di un albero completamente nero. Mi svegliai di soprassalto e nel silenzio udii un’allodola trillare e mi rincuorai.
Spalancai la finestra e vidi un foglio arrotolato sul davanzale. Doveva averlo lasciato l’allodola.
-Ti aspetto all’alba vicino al Fiume Scarlatto. Tuo Taruk-
Mancava poco ormai. Il cielo si stava schiarendo pian piano. Sfilai velocemente la camicia da notte e mi diressi là in gran fretta. Avevo voglia di stare con lui. Forse per non destar sospetti, aveva deciso di vedermi di nascosto.
Il Re Sole si era svegliato in tutto il suo splendore regalandomi bagliori rosati.
Più mi avvicinavo al luogo dell’appuntamento, più una musica lieve mi faceva tremare il cuore di piacere.
-Taruk, che fai? Suoni per me?-
-Ascolta e lasciati trasportare-
Restai a lungo in compagnia di quelle note melodiose. Ad un tratto mi propose di avvicinarmi.
-Voglio che diventi mia sposa oggi.-
-Come? Così presto? Senza nessuno?-
-Solo così Calendula non potrà farci del male.-
-Sì, Amore mio! Tutto quello che vuoi- E chiusi gli occhi in attesa di un suo bacio.
Qualcosa di viscido mi si attorcigliò intorno al collo mordendomi in diversi punti. Mi accasciai al suolo, inerte.
Calendula credeva di aver vinto.
Il Re Sole aveva assistito alla scena e chiamò Taruk.
-Corri al Fiume Scarlatto e da’ un bacio a Kimera, svegliandola e facendole vomitare il veleno iniettato dai morsi di Calendula.-
Il tocco di labbra a me familiari mi svegliò.
-Chiamerò Occhio Grosso. il suo falco non sbaglia mai e annienterà il corvo.- Così fu.
Amardia tornò a splendere e il nostro matrimonio fu celebrato fastosamente alla presenza di tutti gli abitanti.

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

5 COMMENTI

  1. Ed eccola qui l’eclettica poetessa a creare un racconto fantasy! I nomi dei luoghi sono stupendi (vorrei andare a sedermi ai piedi del bosco delle Pause Splendenti e attirare i pesci del Fiume Scarlatto leggendo loro i tuoi versi!), la storia si snoda semplice e ricca di particolari.
    Unico appunto: il finale. Sembra arrivare di corsa, come se ti fossi stufata, come se la pagina stesse terminando e non avessi più fogli… non mi sono mancate ulteriori azioni, mi son mancate le tue avvolgenti parole. Avrei voluto che fossi più dolce mentre mi accompagnavi verso la fine.

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    • Grazie per il tuo consiglio, mia Giovanna sempre attenta e preziosa nei commenti. Apprezzo anche l’aggettivo eclettica, perchè è proprio così che mi sento immersa in toto nella scrittura come in un velo di continua bellezza.

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      • Eu nu stiu ce sa spun, adica eu sper din tot sufletul ca volumul asta sa nu fie ca serialul. Adica mi-ar place sa pastreze tipologia perjenasolor din volumele anterioare. Asa stiu si eu, cred ca si-ar pierde interesul. Oricum abia o astept in librarii (sau poate o castig)

  2. Adoro il fantasy. Il tuo racconto mi e ..con accento…piaciuto moltissimo. Non posso scrivere tanto con la tastiera scema…. 5 stellone…..

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    • Grazie, Serena! Sempre attenta! Battaglia in corso con la tastiera scema? Potrebbe nascerne un racconto, che dici? Ti abbraccio!

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