La luna e il diamante 3.75/5 (1)

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Aveva grandi occhi azzurri con ciglia finissime e bionde.
Le labbra rosa increspate in un sorriso giocoso.
Aveva mani piccole e paffute e piedini deliziosi.
Sara l’aveva notata nella vetrina di un negozio di giocattoli: era seduta composta in una poltroncina fatta di polistirolo, indosso un abito bianco di seta leggera con delicate maniche a sbuffo e qualche inserto di velluto rosa.
La piccola Sara aveva sorriso guardandola e stringendo un po’ la mano della nonna materna che l’accompagnava quel giorno.
Luna sarebbe diventata la sua bambola più cara.
Sono passati tanti anni da quel pomeriggio d’infanzia: gli anni sono scivolati veloci e Sara è diventata una donna indipendente e piena di impegni.
A volte, coricata nel letto mentre cercava di prendere sonno, ripensava alla sua bambola, a quella dolce sensazione di tenerla in braccio: era morbida al tatto e profumava di talco come fosse stata una bambina vera. Le accarezzava i capelli biondi, amorevolmente, e rimaneva in attesa di una sua reazione , come se potesse sorriderle di rimando o sbattere le palpebre in un gesto incantato.
Per Sara rappresentava qualcosa di speciale e non solo per le dimensioni realistiche e le fattezze perfette. Era stata la compagna dei mille giochi che inventava con appassionata fantasia, la confidente silenziosa di quegli anni spensierati.
Cresciuta, aveva riservato un posto speciale alla bambola Luna, un ripiano tutto suo nell’ armadio guardaroba.
Il vestitino non era più candido e anche i suoi occhi sembravano cambiati, come offuscati dal tempo immobile che era comunque passato.
Qualche tempo fa le diede una spolverata: la girò con cura e se la strinse al petto. Passando con le mani sulla schiena sentì un rigonfiamento.
Poteva essere l’imbottitura che si era raggrumata col tempo e nel cercare di sistemarla aprì la cerniera che le faceva da spina dorsale. Immerso nel cotone ingiallito troneggiava un diamante,
brillante e luminoso, grande all’incirca come una pallina da ping pong. Sara non ci poteva credere.
Un sorriso spontaneo le salì alle labbra. Come se d’improvviso le si fosse rivelata una verità che fino a quel momento aveva solo pensato.

Si strinse forte Luna al petto sussurrando un “Grazie”.
Forse stava sognando, aveva pensato Sara. Ora aveva anche le visioni? Avrebbe dovuto dormire di più, lo sapeva bene, staccare da quella vita così ansiogena, imbrigliata in responsabilità che spesso la opprimevano..
Eppure sentiva fra le mani la consistenza della pietra preziosa.
Era reale, vero come la consapevolezza che le si faceva spazio dentro. Aveva capito che quella magia era proprio per lei,per la piccola Sara che era cresciuta fra delusioni e speranze, nonostante i desideri che non si erano mai realizzati. Il suo animo così sensibile era stato spesso una zavorra scomoda da portarsi dietro, ma ora la sua innata capacità di credere ai sogni le dava un nuovo, insperato e incredulo appiglio di fiducia per il futuro.

Del resto – pensa- sono le piccole cose di cui si ha cura che rivelano la loro preziosità in modi che spesso non sappiamo nemmeno immaginare.
Sara lascia il diamante incastonato nella schiena della bambola Luna, non ha bisogno di controllare se rimarrà ancora lì.
Ora sa che tutte le volte che avrà un dubbio sulla sua vita, su quale strada intraprendere, in che modo affrontare una difficoltà o un dolore, ricorderà questa favola e sorridendo capirà cosa fare.

Votalo!

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Mi sono sempre descritta come una persona fragile. Timida, silenziosa, sognatrice. Un'osservatrice attenta della realtà e una appassionata visitatrice di sogni.Scrivo per provare a fermare in un attimo le emozioni, per riviverle, per regalarle a chi avrà la cura di dedicarci uno sguardo. Perchè credo fortemente che il valore delle cose sia svelato nei dettagli e nel tempo che sappiamo concedere. Così mi incaglio spesso nei giorni, troppo veloci e spesso disattenti verso chi preferisce stare in disparte. Amo la natura selvaggia, libera, perchè sento di esserlo anch'io. Gusto le cose semplici, che sorridono, che condivido con poche, pochissime preziose persone. Credo nell'Amore come sentimento Universale, anche se ho ancora qualche difficoltà con il sentimento, quando mi guarda. Amo il raccoglimento, la lettura e la musica, non ho paura della solitudine quando non è imposta, ma è una scelta. Vivo imparando, non dimenticando che la felicità è negli occhi di chi guarda.

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