La favola 2/5 (1)

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La donna e il bambino si dedicarono a quello che era divenuto il loro rito.
La favola della buonanotte.
Per lungo tempo i due erano andati avanti con le favole di “Biancaneve” e de “Il gatto con gli stivali”, ma da quando al bambino erano stati regalati quei pupazzi, il suo divertimento più grande era diventato quello di inventare nuove storie, che coinvolgessero i nuovi giochi, insieme alla mamma.
I tre pupazzi erano quelli del Cavaliere Azzurro, della Principessa Luce e del terribile Drago Nero. Ogni sera, prima del sonno , i tre pupazzi diventavano i protagonisti di nuove storie. O meglio, di tutte le varianti possibili della stessa storia: il Cavaliere Azzurro lottava contro il Drago Nero per liberare la Principessa Luce, e conquistarne l’amore. E ogni sera il cavaliere era il vincitore.
Così anche quella sera.
La madre mise a letto il bambino e si chinò per scoccargli un bacio sulla fronte. Mentre si preparava a risollevarsi, le mani del bambino le afferrarono le guance e gli occhi chiari del figlio gli si inchiodarono nei suoi.

“ Mamma, tu sei la mia principessa. E papà è il Drago!”
Gli occhi della donna continuarono a fissare quelli del piccolo. Poi la mano della donna gli carezzò la guancia e le labbra si aprirono in un sorriso sottile.
Quando la donna raggiunse il salotto si abbandonò sulla poltrona e chiuse gli occhi. Quando gli riaprì gli volse verso la finestra. Fuori nevicava. La signora Freud guardava la neve cadere.

Votalo!

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