Joy Johnson 4.21/5 (7)

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Mi sono spesso collocato nel lato opposto del pensiero conformista, l’unico angolo buio mentale dove stare in pace con me stesso. Era odioso essere circondato dalla gente,non l’ho mai sopportata,per me è sempre stato pesante andare a qualsiasi incontro,qualsiasi festa o qualsivoglia altra convenzione sociale posta a fini ricreativi per ammazzare il tempo,cercare nuove persone,conoscerle,approcciare rapporti; l’ho sempre visto come un dispendio inutile di tempo.

All’origine di quest’odio una orrida infanzia da cui non riesco a trarre lati positivi,sono : stufo,stanco,adirato,mi sento soppresso da tutto questo mondo che mi circonda,ho sempre preferito la solitudine,il silenzio era l’unica cosa che mi cullava dolcemente quando rientravo in stato catatonico a casa,il silenzio si…lo stesso che mi confortava,era come un forte abbraccio di una madre verso un piccolo pargolo scosso e frignante.

Oggi sono qui,circondato da quella magica atmosfera che tanto amo,che stringo il cappio e lo allaccio alla trave sopra il mio sporco tavolino,con l’umore sotto le scarpe già so che non ci sarà posto per me in paradiso. La mia grottesca casa è fredda e scura,ma la ritengo accogliente,ogni volta che mi giro su me stesso e do un panoramico sguardo d’insieme alla casa sembra quasi inghiottirmi,tra me e me penso,con un malinconico ghigno sulla faccia:
-“Gli inferi mi reclamano,ancora qualche minuto e sarò vostro,giusto il tempo di una sigaretta.”

Vedere tua madre concedersi ad altri uomini non è un qualcosa di molto formativo in tenera età,parte dell’odio che serbo è scaturito da questo, in realtà non l’ho mai odiata,neanche quando lei mi sgridava e picchiava,ho iniziato ad odiarla la sera stessa in cui mi disse che mi avrebbe venduto ad un uomo,la sola idea che un uomo potesse sfiorarmi mi inorridiva,presi un coltello,la guardai attentamente,un barlume di follia si impadronì di me cosi in un istante,fra urla e sangue,la mia collera si colmò. Non provai rimorso alcuno.

Restai a casa per qualche ora,arrivò un cliente abituale di mia madre a casa,vedendo quell’osceno spettacolo scappò e con tutta probabilità chiamò la polizia.Poco dopo mi trovarono nella mia stanza addormentato,in un profondo sonno,sul mio letto.

Mi risvegliai in centrale e mi ricordo che stavano facendo degli esami su di me,dolorosi a dir poco e invasivi all’inverosimile,un dottore prese a cuore i miei risultati e volle sottopormi ad altri test per testare le mie abilità,scoprirono di avere tra le mani un piccolo genio con innate ed elevate abilità deduttive e risolutive. Decisero di mandarmi qualche anno in riformatorio,gli anni più tranquilli e lenitivi della mia vita,in quel lasso di tempo mi avrebbero istruito e formato come detective,non avendo prospettive di vita migliori,ne tanto meno sogni,decisi di prendere quella strada.

Promettente è l’aggettivo giusto con cui definirei l’inizio della mia carriera investigativa,lavoravo in concomitanza della polizia,non ero un detective privato,mi chiamavano su commissione ogni qual volta non riuscissero a risolvere un caso.

Mi accorgevo gradualmente,caso per caso,di quanto l’umanità potesse cadere in basso e quanto rovinosa potesse essere la casa su cui cercavamo di erigere i nostri valori,anno dopo anno la mia vita continuava rovinosamente a scivolare su se stessa,bicchiere dopo bicchiere,non riuscivo a convivere con tutto quello che mi circondava e costantemente mi rendevo conto di cosa anch’io avevo fatto. Fino ad allora non avevo mai provato rimorso per quello che avevo fatto a mia madre,tutto a un tratto aprii gli occhi e mai cosi pesantemente un peso mi schiacciava,presi consapevolezza di essere entrato nella categoria delle persone da me tanto odiate.

Ed eccomi qui,il mio nome è Joy Johnson,il silenzio mi culla e calma mentre il cappio si stringe attorno al collo ed esalando l’ultimo respiro un malinconico sorriso pone fine a questa vacua vita.

Votalo!

5 COMMENTI

  1. Un pugno nello stomaco.
    Bel ritmo, storia forse un po’ carica, ma serve per far sentire meglio il pugno.
    Mi è piaciuto molto.

    5/5

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