Io non leggo 1.83/5 (3)

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Andrea ha chiesto di vedermi: “sai, io non leggo, ma tu hai scritto un libro sul dolore da lutto e a me è morta mia madre…”
Andrea è un ragazzo alto, i bei lineamenti del volto lo incorniciano tutto; sono felice di essere uscita con lui!
Aspetta al bancone del bar i nostri due caffè, ogni tanto si gira e mi lancia sguardi tenebrosi che mi portano uno sconvolgimento interiore.
“Grazie” gli dico mentre appoggia il mio caffè.
“Ho sofferto tanto nella vita….”
“…Per tua madre” ribatto tranquilla.
“No, la mia ragazza mi ha lasciato due settimane fa.”
“Come mai?” domando curiosa come una donna gatto.
“Beh, è un po’ imbarazzante da dire…”
“…Ma ti consolo io” penso diabolica già dentro di me.
“Sai sulla punta del pene io ho un filino…”; lo guardo a bocca aperta “cioè, il mio pene è corto e quando si allunga per l’atto sessuale ne escono alcune gocce di sangue.”
Sto per vomitare, chissà se si vede sulla mia faccia!
Andrea riprende imperterrito: “la prima volta che mi è successo è stato proprio con la mia ex; lei lì per lì ha detto che questo è normale tra amanti… ma poi è sparita.”
“Ti ha lasciato?” domando mentre penso h i vuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.
“Non il giorno stesso… il giorno successivo. Non me ne sono ancora fatto una ragione…” prosegue triste Andrea.
“Senti, il libro lo vuoi?” rispondo improvvisamente indifferente alle sue sorti di povero ragazzo.
“Si che lo voglio” ribatte lui, mentre io penso al ritmo illusorio di questa vita che ora mi sta davanti.
“Beh, io ora avrei la messa…” rispondo, ed un po’ è vero.
“E’ stato un piacere incontrarti” Andrea si alza in piedi e mi tende la mano mentre io penso: “niente bacio, ti prego!”
Per una volta vengo graziata dalla vita.
E poi saluto lui, spero per sempre: il ragazzo del filino.

Votalo!


28 COMMENTI

  1. invece io ho letto 😀
    innanzitutto ti segnalo l’opportunità di scrivere beh senza l’acca ma con l’apostrofo…
    be’, detto ciò, trovo molto interessante il personaggio del ragazzo del filino: in un racconto di vampire avrebbe spopolato, peccato che la protagonista non lo sia, e che anzi passi da un diabolico ti consolo io al quasi vomito per qualche goccia di sangue… esiste il preservativo, anche in presenza di HIV (meglio scriverlo con le maiuscole, desta meno confusione che h i vuuuuuuuuuuuuuuuuuuu 🙂 ) ma forse è condizionata dei precetti cattolici, visto che dal racconto si dice che va a messa, e perciò si nega l’uso del preservativo e di una sana scopata per colpa di un frenulo corto? 🙂 o e il fatto che Andrea le ha confessato di averlo corto a trattenerla? secondo me è colpa della seconda, perché se inserisco nel mio ragionamento anche il fatto che lei non voglia un bacio da lui, mi viene da pensare che la protagonista è talmente fuori dal tempo (a meno che non sia ambientato nel 1986) che pensa che anche con un bacio possa prendere la sindrome da immunodeficienza acquisita… se è così deve star tranquilla che la sindrome c’è l’ha già ma non nel sistema immunitario 😀 battute a parte, davvero non capisco, perché una donna cattolica arrivi al disgusto per una persona ( dove io ravviso il prossimo meno fortunato, come Andrea) del quale fino a poco prima diceva “i bei lineamenti del volto lo incorniciano tutto; sono felice di essere uscita con lui!”… davvero l’unica chiave di lettura ragionevole mi pare la paura per l’AIDS, che putroppo fa ancora parte del ritmo di vita di tante persone… ma forse non è così e ci hai voluto narrare la storia di una donna, fuori dal mondo, ed esigente dal punto di vista delle misure 🙂
    ciao

  2. riletto ancora una volta (4-5 volte in tutto)… forse questo scritto è geniale, davvero… sarà per questo che non lo capisco fino in fondo e mi turba la figura di lei.
    ciao

    • a me invece turba lui
      e uno che la prima volta che lo vedi ti parla del suo (piccolo piccolo) pisello

  3. Carino l’incipit e simpatica la figura del ragazzo, ma poi la trama è precipitata. Tutto si è bloccato per una sciocchezza (certo tale solo a mio giudizio) e persino lo stile ha subito una svolta in negativo. Peccato.

    • eh già peccato. è stato un trauma anche per me questo incontro
      perché di storia vera si tratta (della mia vita assurda)

  4. Allora… penso di non aver capito bene: su quali basi la protagonista intuisce che Andrea è affetto da HIV? Dalla storia non si evince oppure io non l’ho capito 🙂

  5. L’HIV si può trasmettere tramite sangue (per esempio trasfusioni) e tramite rapporti sessuali non protetti (senza preservativo, se prendi la pillola o altro te lo puoi beccare lo stesso! :D), per cui se Andrea era affetto da HIV e aveva un pene che gocciava sangue poteva contagiare la protagonista così come se non avesse perso sangue ma decidevano lo stesso di farlo senza preservativo. forse lei si preoccupava di non poterci fare tutti i preliminari possibili senza preservativo per via del sangue? Ma anche in quel caso ti dico che l’HIV è trasmissibile anche attraverso rapporti orali senza le suddette protezioni (e ripeto, questo sangue o non sangue). So queste informazioni perché le dicono comunemente a scuola già alle scuole medie, ma ho avuto modo di approfondire all’università durante un incontro interamente dedicato al tema in questione. Ci parlarono anche delle ultime cure che consentono ai contagiati di vivere davvero a lungo, sebbene ancora non è possibile la guarigione. Tuttavia io non ti ho chiesto perché l’idea del contagio ti facesse orrore, non sto neppure sindacando la scelta di non voler iniziare una relazione con un uomo affetto da HIV. Quello che ti chiedo è: come fai a sapere che aveva l’HIV? Mi spiego meglio… Noi donne abbiamo il ciclo una volta al mese, se facciamo sesso in quel periodo non ci prendiamo automaticamente l’HIV perché la nostra vagina goccia sangue! Per prenderlo dobbiamo farlo con qualcuno affetto e senza preservativo (e, ripeto, in quel caso ce lo possiamo prendere sia se abbiamo il ciclo sia se non ce l’abbiamo!). Per cui per me sarebbe stato più chiaro se nel racconto introducevi qualche altra informazione, tipo che eri venuta a conoscenza del fatto che la sua ex ne fosse affetta o se citavi almeno un comportamento a rischio del suddetto Andrea (tipo che era un eroinomane e si era scambiato la siringa con un altro drogato, ma già se nella conversazione lui diceva che faceva sesso non protetto mi sarei accontentata per fare un minimo di collegamento). Così per me è solo un tizio che ha avuto la cattiva idea di confidare alla protagonista che ce l’ha piccolo!!! 😀 Ha le stesse probabilità di chiunque altro di essere affetto da HIV. Per questo non comprendo su quali basi la protagonista ormai lo da quasi per morto: “..mentre io penso al ritmo illusorio di questa vita che ora mi sta davanti”. Insomma, mi pare davvero una conclusione a dir poco affrettata! Questa è la mia obiezione primaria, quella che non mi consente proprio di capire il testo. Se invece era chiaro che lui avesse davvero molte probabilità di esser stato contagiato, allora mi chiedo perché la protagonista non gli abbia almeno consigliato di farsi le analisi. Insomma, per essere una donna di fede e sicuramente anche una persona molto sensibile (visto che ha scritto un libro che lo poteva aiutare ad affrontare un grave lutto), diciamo che mi aspettavo un risvolto un pò più maturo …

    • p.s. Perdona le ripetizioni e gli errori del commento, ho scritto in maniera frettolosa ma spero che il senso sia chiaro…

      • se vuoi un risvolto un pò più maturo, puoi leggerti il mio libro di poesie scritte dopo un lutto a 17 anni:
        “Le conseguenze della morte” Francesca Facoetti
        ciao

        p.s.: io amo le ripetizioni

    • grazie sofhy per la precisazione, mi è parsa le lezioni che sentivo di igiene a scuola.
      si, è vero quanto dici, io non volevo fare un trattato di h i vuuuuuu, solo spiegare con un pò di leggerezza la vita

      • Forse hai un tipo d’ironia che per molti resta di difficile comprensione. Ciò non toglie che le tue poesie possano essere molto belle e profonde, per cui non prenderla come un’offesa a te se il racconto non è stato apprezzato. Però ti do un consiglio: anche se un evento della tua vita (che tu definisci assurda) ti sembra perfetto da scrivere così tale e quale come lo hai vissuto, prova comunque a stravolgerlo un po’. Puoi scrivere dal punto di vista di lui, del barista, dei due caffè rimasti a freddarsi sul bancone… oppure puoi cambiare finale, introdurre elementi nuovi. Questo fallo anche per te, per vedere gli eventi da punti di vista diversi dai tuoi, in fondo il tuo punto di vista lo conosci già a memoria, che ci perdi a scrutarne un altro? a metterti in altri panni? A mio parere la poesia è molto più difficile da scrivere rispetto al genere del racconto, tuttavia un pilota può non saper preparare il sugo se non ha capito come miscelare gli ingredienti. Alla prossima!

        • grazie Sofy, l’avevo già atravolto, avendo omesso molte cose volgari dette dal ragazzo in questione), cmq apprzzo il tuo commento sincero e di cuore!

  6. dopo aver riletto ancora il testo, e i commenti (utilissimo l’ultimo di sofy) ecco la mia chiave di lettura: la protagonista è un personaggio che rappresenta e incarna la Paura, e la paura non ha necessariamente bisogno di motivazioni, in questo caso la paura del diverso, rappresentato da Andrea che forse non ha nemmeno l’AIDS, e il solo richiamo al sangue è sufficiente a farla scattare nella protagonista e a farle prendere la decisione di allontanare il più presto possibile l’Andrea da “i bei lineamenti”. Letto in questo modo, il testo non fa una piega 😉 è anzi di un’attualità disarmante 🙂

    • Maso, posso dirti che sei un grande? anche nonostante quello che leggo… sei uno spunto letterario costante : )

  7. Sofy ha detto tutto.
    Personalmente credo che o l’autrice di questo scritto (definire racconto questa bozza di appunti mi sembra errato) ha tralasciato particolari importanti ai fini della comprensione del testo, o ha voluto creare una protagonista connotata da un’ignoranza abissale… ma leggo nei commenti che si tratta di un episodio di vita vissuta e mi eclisso 😏

  8. Al di là della superficialità con la quale viene trattato un tema così importante, mi trovo d’accordo con Giovanna nel definirlo più un insieme di appunti che un racconto vero e proprio. Purtroppo non c’è una trama e un lettore che non è al corrente di ciò che ti è successo fa fatica a capire ciò che volevi raccontare. Da un punto di vista “formale” mi hanno infastidito tutti quei puntini di sospensione e non capisco il senso di scrivere HIV in quel modo (persino nei commenti)

    • mi è stato chiesto di commentare e ho commentato
      ho spiegato l’ironia del mio racconto
      forse tu non l’hai percepita
      meglio che io smetta di commentare un racconto che non è piaciuto
      mi ferisce il tuo commento, magia!!

      • Mi dispiace, non era mia intenzione ferirti. Forse mi sono espressa male e mi scuso. Ho cercato di farti notare che, a volte, abbiamo ben chiara un’idea nella nostra testa ma non è scontato che lo sia anche per chi legge. In un sito come questo si ha l’opportunità di spiegare, come hai precisato tu, ciò che si voleva raccontare, ma uno scritto dovrebbe essere già chiaro senza ulteriore spiegazioni da parte dell’autore. E’ un errore che faccio spesso anch’io forse per questo mi è saltato subito agli occhi.

  9. Un altro racconto inverosimile e disarmante, misto d’ignoranza e bigottismo. E non manca la consueta autocelebrazione della protagonista… che non perde occasione per autoproclamarsi grande autrice di poesie, profonda (e unica!) conoscitrice del dolore umano… Ma ciò che emerge è solo l’immagine di una scrittrice mediocre (e morbosamente autocentrata) e di una pessima cattolica, dedita alla severa stigmatizzazione di ogni diversità e debolezza che non siano le sue. Chi ti definisce geniale ha uno spiccato senso dell’ ironia, ma tu sembri non coglierlo…

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