In fondo, è solo una parola 5/5 (4)

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Lo so che prima o poi arriverai e con una sola parola taglierai la sottile corda che mi tiene in equilibrio.
Ogni giorno l’aspetto, cerco di preparami alla caduta, percepisco il terreno sotto la mia testa e rivolto gli occhi per vedere cosa mi attende.
Ogni giorno però passa e quella parola non giunge mai.
Vorrei avere la forza per pronunciarla al posto tuo e sentire il tonfo delle mie guance che sbattono violentemente a terra tramortendomi per un attimo, ma non ci riesco, perdonami.
Eppure è una semplice parola, breve, solo due sillabe. Puoi urlarla, o sussurrarla, che arriva dritta al cuore. A volte non c’è nemmeno bisogno di pronunciarla, basta uno sguardo fisso negli occhi che ti appare nitidamente nella mente, come se il pittore racchiuso nel cervello si fosse alzato e preso dall’ispirazione l’avesse scritta a caratteri cubitali occupando tutto lo spazio a sua disposizione, tanto da non lasciare posto per nient’altro.
Non è difficile da dire. Forse è solo la prima lettera che richiede un po’ di sforzo, perché è un po’ come vomitare, devi raccogliere un po’ di energie per poi rilasciare il tutto.
B… B… B…
L’avrai detta milioni di volte nel corso della tua vita e l’avrai fatto per altrettanti motivi diversi. Sarai stato arrabbiato, triste, deluso, sconsolato, rassegnato, amareggiato, ammalato, stanco, sazio o divertito! Chissà quante volte l’avrai scandita per sgridare i tuoi figli e quante altre per implorarli di smettere di farti il solletico. L’avrai sussurrata per farli smettere di piangere e per tranquillizzarli quando litigavano. L’avrai borbottata a tua moglie ogni sera che ti sdraiavi stanco al suo fianco e magari ogni volta che ti stuzzicava mentre lavoravi a computer. L’avranno sentita anche i tuoi cani quando insistevano ad abbaiare perché qualcuno suonava al campanello o quando non ti lasciavano in pace perché volevano giocare.
Non ti sto incolpando della tua mancanza di coraggio. Consapevole della presenza di questo potente e pericoloso susseguirsi di lettere io ho comunque scelto te.
Ho scelto di vivere in questo equilibrio precario, di essere tua ogni volta che tu lo avessi voluto e di sbirciare la tua vita quando mi abbandonavi. Ho scelto di essere felice e di soffrire allo stesso tempo. Ho scelto di aspettare quell’accodarsi tremendo di suoni.
B-A-S-T-A.

Votalo!

4 COMMENTI

  1. Bello questo racconto che dice tanto in poche parole….!

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  2. Una bellissima ma anche triste richiesta d’amore e di amor proprio. Stile ottimo. Non sempre dire basta rappresenta la scelta sbagliata, anzi… a volte può rappresentare una salvezza. Brava, bel messaggio.

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  3. Essere l’altra è una scelta struggente, ma il “basta” rappresenta un bastone a cui il cuore non vuole aggrapparsi… piuttosto preferisce infrangersi in mille pezzi.
    Brava.

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