In dieci parole 4.8/5 (5)

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Quella settimana “l’angolo di Rosmarina” chiedeva ai suoi lettori di rispondere al grande quesito: cos’è la seduzione? Avevano a loro disposizione un massimo di dieci parole per farlo, altrimenti i messaggi sarebbero stati cestinati. Non era la prima volta che Marina si occupava di compiti simili, quella era la “sua” rubrica, ideata e denominata proprio da lei. Il nome in chiesa di Marina era Rosa, come la nonna, per questo le era piaciuta l’idea di chiamarsi “Rosmarina” nel suo spazio. Come dicevamo, non era la prima volta che Marina scriveva, eppure era un po’ preoccupata. Solitamente sceglieva lei stessa gli argomenti da curare, ma non in quell’occasione! La redazione le aveva chiesto di affrontare una tematica un po’ più accattivante, che potesse incuriosire più fasce di lettori … e poi era il mese di febbraio!
«Di cosa vuoi parlare a febbraio, Marina? Di viaggi? Mica è agosto!» Ecco cosa le aveva detto il caporedattore con un’alzata di spalle. “E seduzione sia”, si era rassegnata Marina. Che poi non è che l’argomento non le interessasse, solo non le sembrava adatto a essere affrontato con le parole. “Come si può spiegare un brivido?” pensava. Ma forse, si correggeva poi, era tutta colpa di nonna Rosa se era cresciuta così pudica su certi argomenti! In ogni caso era giunto il momento di mettersi a lavoro: entro il giorno seguente avrebbe dovuto presentare l’articolo nel quale si sarebbe fatta portavoce del popolo di lettori e avrebbe svelato una volta per tutte il mistero della seduzione!
“La seduzione è un’emozione che ti fa sentire vivo” scriveva Livio, 17 anni. Lui era il lettore più giovane.
“Quando proprio non puoi resistere a qualcuno” aggiungeva Marika, 22 anni.
Poi altre cascate di messaggi, parole su parole: eros, poesia, paura, tentazione, sesso, eccitazione, amore, libidine. Marina scriveva qualcosa, poi la cancellava per riscriverla nuovamente, ma poi no! Non le piaceva neppure questa volta. Alcuni bip segnalarono l’arrivo di altri messaggi.
“La seduzione è la mia giacca poggiata sulle sue spalle”…
“Un bacio al contrario” …
“Una birra lasciata a metà per andarle incontro.”
Marina si destò dal torpore nel quale si era adagiata nell’ultima mezz’ora.
“Hai superato le parole consentite”, rispose subito lei.
“No, non è vero! Sono sempre meno di dieci!” Tentò prontamente Giordano, 29 anni.
“Stai barando, non vale inviare più messaggi!” e dopo aver inviato il messaggio Marina pensò che quel giorno la fantasia le era fuggita via anche nelle risposte, ma in fondo era quel che accadeva sempre quando a scriverle era Giordano.
Nessuna risposta. Almeno avrebbe potuto rimettersi a lavoro, pensò Marina senza crederci neppure un po’…
“Ammosciac….!” Marina non riuscì a trattenere una risata.
“Vorresti cambiare opinione al riguardo?” Oh! Così iniziava ad andare (anche se come la catena arrugginita di una bici messa via da troppo tempo).
“Già funziona! Scendi tu o salgo io?” Lui era sotto casa.
Silenzio nella mente di Marina. Le sarebbe bastato scendere la rampa di scale che la dividevano da lui. Le sarebbe bastato lasciare quell’articolo a metà, mandare febbraio a farsi fottere assieme a tutto quel suo bisogno di seduzione. Le sarebbe bastato andarci lei a farsi fottere, per una buona volta! Perché aveva ragione nonna Rosa: su alcune cose era inutile parlare, meglio lasciar fare alle mani, ai corpi, alle labbra. Forse la nonna non diceva proprio tutto questo, ma proprio perchè non se ne parla! E poi una nipote certe cose le intuisce!
Un tuono la destò dal pensiero della nonna. Giordano era lì fuori, in attesa sotto la pioggia. Senza neppure coprirsi volò giù per le scale e gli corse incontro. Fu un bacio lungo e appassionato, di quelli memorabili, anche se non al contrario! Poi lui si tolse la giacca e fece per poggiarla sulle sue spalle. Marina rise, lo prese per mano e gli fece strada su per le scale. Fecero cadere a terra i vestiti bagnati. Completamente nuda lei si avviò verso la moka e gli chiese se voleva qualcosa di caldo. Per risposta Giordano la spinse contro le pareti. Il resto è censurato da nonna Rosa.
Si svegliò con un leggero mal di testa, ancora stordita da tutto quello che era accaduto nelle ultime due ore. Giordano le aveva lasciato un post-it sulla fronte. Aveva forse temuto che lei non sarebbe riuscita a scorgerlo in nessun altro luogo, tanto era sbadata quel periodo?
“Oggi porto io Sara al nido, ci vediamo a casa quando esci dalla redazione … Un bacio tu sai dove, una carezza, tu sai perché!”
La redazione! L’articolo mai concluso aspettava sul pc ancora acceso, il puntatore del mouse sembrava guardarla con aria di sfida. Aveva poco, pochissimo tempo per portare a termine il suo lavoro. Avrebbe potuto scrivere giusto altre dieci parole.

Votalo!


15 COMMENTI

  1. Scrivi bene e sai sedurre il lettore. Qui mi aspettavo di più dal finale, magari non proprio chissà quale colpo di scena, ma le dieci parole.
    Da correggere: “Aveva forse temuto che lei non FOSSE riuscita a scorgerlo in nessun altro luogo…” con “Aveva forse temuto che lei non SAREBBE riuscita a scorgerlo in nessun altro luogo…”.
    In generale ho trovato la trama più amorevole che seducente.

  2. Grazie Maurizio e Giovanna! Ho corretto l’ORRORE grammaticale! … sul finale invece non so, avevo pensato a qualcosa ma mi sembrava una forzatura, un’aggiunta non necessaria, che banalizzava un pò il messaggio. mi trovi pienamente d’accordo sul fatto che non può definirsi “seducente”… ma appunto, come Rosmarina vi chiederei cosa intendete per seduzione? 🙂

    • Giusto! Ognuno ha una propria visione del mondo figuriamoci di un singolo termine! 😃
      Anche sul finale concordo, se non ti è sgorgato in modo fluido hai fatto benissimo a non forzarlo.

  3. Mi permetto di dissentire:
    Nella frase citata non vedo un errore, “Aveva forse temuto che lei non sarebbe riuscita a scorgerla in nessun altro luogo”, può sottindere, per esempio, un “se avesse potuto” o qualcosa di simile, un congiuntivo sottinteso, quindi non credo sia scorretto, mi suona meglio. Se poi si vuole tagliare la testa al toro, potrebbe andare meglio “Aveva forse temuto di non riuscire a scorgerlo in nessun altro luogo”…
    Scusate l’intrusione. Ciao M 🙂

      • Perdonami Giovanna, pensavo che il testo non fosse ancora corretto e che l’appunto fosse al contrario…che distrattone! 🙂

  4. io le dieci parole le ho trovate 🙂 “Un bacio tu sai dove, una carezza, tu sai perché!” – e se finisse così?

  5. Mi ha colpito molto come hai trasformato un non parlato di altri tempi di una nonna sul sesso ,che poteva essere visto come un qualcosa di sporco, in un insegnamento invece profondo dalla stessa persona saggia, sull argomento. Quindi dall ottusità del non parlare, alla saggezza del silenzio

  6. Grazie a tutti per i commenti! Anche il finale che suggerisce Maso non sarebbe stato male (hai una passione per gli interrogativi a fine storia per caso?! :D), giusto volevo ritornare a ciò che era rimasto in sospeso (e che per me resterà sempre tale), cioè alla domanda posta nella rubrica di Rosmarina.
    Giulia sono contentissima che sei riuscita a leggere la storia!!! 😀 un abbraccio

    • ops! vedo solo adesso che Maso non mi aveva suggerito un finale con interrogativo, era il suo commento che finiva così! mi sono confusa rispondendo! 😀 😀 😀

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