Il viaggio dentro 5/5 (8)

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Nulla-nulla-nulla-nulla-nulla… non riusciva a trovare nulla, neppure un indizio! Continuava ad aggirarsi in quel luogo assurdo e spaventoso, il cuore in tumulto, le labbra secche, lo stomaco stretto in una morsa, ma non c’era nulla che potesse aiutarla a capire, anzi! Pareva che ogni passo, ogni svolta in quel mondo tenebroso, aumentasse la confusione e l’orrore di non sapere.
Basta! Decise di uscire, tornare indietro da dov’era venuta, fuggire da lì il prima possibile per – oh sì non si arrendeva! – per poi tornarci ma non più sola, ché quella era un’impresa da affrontare con un gruppo di amici fidati.
Mentre guadagnava l’uscita, lo sguardo le cadde su un misero pezzo di carta appallottolato, che giaceva lì sul sentiero tortuoso e inospitale che andava percorrendo con foga da fuga. Rapida si chinò e lo raccolse.
Ecco, ora era fuori, di nuovo nella realtà nota, circondata da coloro che sostenevano di conoscerla. Si diede tregua.
Riassorbita dalla quotidianità, per qualche tempo dimenticò il pezzo di carta raccolto, finché non fu lui a ritrovare lei palesandosi d’improvviso nel corso di un’ispezione prelavaggio.
Lo rigirò tra le mani dapprima stupita, dimentica del posto e del tempo in cui lo aveva trovato, quindi lo dispiegò lentamente, quasi intimorita, poiché tutto ciò che proveniva da quel luogo non luogo la spaventava un po’, e lesse: “L’identità di sé si costruisce nel tempo e si fonda su vari aspetti: la famiglia, le proprie capacità, l’interiorizzazione dei modelli che ci circondano, i giudizi e gli atteggiamenti di chi ci è vicino, i ruoli che ricopriamo e/o che ci vengono affidati, l’autostima, la consapevolezza dei propri limiti e, non ultimo, il nostro corpo…”.

La sua capacità di stringere rapporti le aveva donato un meraviglioso gruppo di persone su cui poter contare e fu a loro che si rivolse per formare una sorta di task force con cui riaffrontare l’ignoto! Quelle poche righe vergate a matita su un pezzo di carta spiegazzato le avevano dato un nuovo input!
Sapeva di poter essere un fiume in piena, di poter travolgere, coinvolgere e attivare negli altri rapporti e desideri. Era giunto il momento di dare inizio alla sua ricerca, ora l’avventura sarebbe cominciata e al suo termine avrebbe ritrovato l’identità perduta!
La vera svolta – il reale momento che diede inizio al nuovo percorso, che le permise di tornare ad esplorare quel mondo poco conosciuto dove sapeva di poter trovare le risposte che cercava – fu il rinvenimento di un oggetto magico e per nulla misterioso: una penna!
Ora era pronta! Ora poteva riaffrontare i meandri tenebrosi della sua stessa mente! Armata di penna e con al fianco i migliori alleati diede inizio all’impresa: entrare nei propri pensieri, dare loro un senso e, al tempo stesso (questa era la sfida più dura, la prova delle prove), vuotare la testa e riappropriarsi della propria fisicità, pena la perdita definitiva dell’interezza, dell’identità di sé!

Negli anni il conflitto era stato duro. Una lotta impari tra parti diverse di sé l’aveva portata a vivere di tutto. Si era a lungo concentrata sui ruoli come se tutto si riducesse all’esser moglie o figlia o madre o amica o una pedina qualunque in un gioco di cui non afferrava le regole. Il giudizio delle persone intorno a lei aveva influenzato ogni suo gesto fino a ridurla, in alcuni casi, all’immobilità. L’autostima oscillante a seconda del riflesso che coglieva nello sguardo altrui. Incapace di comprendere le proprie capacità, ma drammaticamente consapevole dei numerosissimi limiti…

Fu così che cominciò a raccontar la propria storia, a dipanare pensieri ed emozioni, a risvegliare desideri. Grazie alla penna magica non era più costretta ad aggirarsi sola e spaventata nei luoghi oscuri racchiusi nella propria mente. Grazie alla penna magica ora poteva pian piano trarre fuori i pensieri dai buchi neri e portarli alla luce e mostrarli e ricevere opinioni e ordinarli e scartarne alcuni in favore di altri e dare un senso alla propria storia e ritrovare il senso della propria vita, riappropriarsi dell’identità di sé, appartenersi, godere della propria essenza e riscoprire d’essere, anche, una scrittrice! Lo era per se stessa, lo era per i suoi amici… forse un giorno lo sarebbe stata per gli estranei, ma non era poi così importante.

Votalo!

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Faccio fatica a stare in equilibrio a sfumare i colori a tracciare una mediana. Sono un'estremista! O mi esalto o mi abbatto. Non mi arrabbio, mi incazzo di bestia e spacco tutto! Non provo affetto, amo con passione! Non faccio conoscenza, stringo rapporti! Per me le cose o sono bianche o sono nere. Non conosco mezze verità mezze misure mezze tinte. Eppure credo nel compromesso, nei punti d'incontro e in quelli di vista. Cerco di cogliere ciò che non mi appartiene. Adoro la diversità e l'omologazione mi uccide. Sono polemica e accomodante in egual misura, dipende da argomento persone momenti... Soprattutto sono sempre me stessa, ma non sono mai la stessa. Per me non è incoerenza, è vita!

17 COMMENTI

  1. Lo sei di sicuro anche per me….che dire…grazie a quella penna!

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  2. Mi ha affascinato questo viaggio in quel posto impervio dentro sé

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  3. Sei entrata nella consapevolezza, un passo gigantesco, che può solo accrescere il tuo valore. Sei libera e puoi volare…..

    • Oh mia cara! considerando che questo racconto l’ho scritto 14 mesi fa, temo d’essere incorsa in qualche sfiga, tipo la rottura di un’ala! 😀

    • Ciao Eleonora, mi incuriosisci con la tua affermazione e mi vien da chiederti cosa ti aspettassi, ma ormai temo non leggerai la mia risposta al tuo commento…
      Grazie comunque!

  4. Come sempre Giò i tuoi scritti toccano l’anima nella parte più profonda. Che dire di più? Sei una delle mie autrici preferite qui, insieme a Bruna, Anna e altre ‘penne’ stupende che qui ho scoperto. Bravissima!

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  5. Ciò che conta davvero è ciò che decidiamo di essere. Quello che fa di te una scrittrice non è il bestseller in bella mostra in una vetrina, ma la consapevolezza di trasformare in versi il tuo mondo interiore. E tu lo sai fare da vera autrice.

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  6. Cioè l’hai scritto 14 mesi fa?
    Sicuramente hai una penna che, così come allora, ancora oggi funziona a meraviglia : )

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  7. Una semplice penna può salvare, ritrovare, e dare un senso alla vita!
    Tu sai usarla benissimo e il risultato c’è lo godiamo noi. Grazie!
    Complimenti, Giovanna!

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  8. Riappropriarsi della propria identità cercandola in meandri oscuri, scriverla, scrivere, cos’è se non ricchezza? E ti ne hai tanta! Brava!

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  9. Giò finirei preda di una crisi di astinenza senza la tua penna!
    Ed eccomi a commentare…in ritardo…ma non mancherei neanche morta a questo appuntamento!
    #tuttelestelline

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