IL VALZER DELLE MASCHERE 4.75/5 (2)

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Buy Phentermine Hcl 15Mg Un due tre un due tre…
E veder girare tutto intorno.
Balla, balla, Caterina! Scivola leggera fra le braccia del tuo cavaliere. Lascia che il mondo danzi con te, origliando il battito del cuore.
Tum tum tum tum! Strana la sua folle corsa? Dì, ti ricordi quelle ore liete? Prima di noi si incrociarono i sorrisi e le bocche sporche di cioccolata.
-Caterinaaaa, Caterinaaaa…-
-Ti chiamano, rispondi!-
Scuotesti le trecce ribelli e puntasti gli occhi sul mio viso lentigginoso e i calzoni strappati.
-Che hai fatto? Sei caduto?-
-Caterinaaaa..-
-Mi sono sbucciato le ginocchia inciampando in un ramo secco. Ciao, io sono Flavio. Va’ via prima che passi i guai…
Mi stringesti la mano.
-Ci rivedremo, Flavio! A presto!-
Balla, Caterina, balla! Zum… ta…ta… Lasciati trasportare e non scuotere la testa se tutto ancora mi sembra una favola. L’ho capito dopo, sai, che le maschere non servono a nulla.
Ricordo che quel giorno tua madre ti trascinò a fatica via da me. E’ difficile spiegare che ci eravamo agganciati subito. Ti voltasti a guardarmi e a sorridermi e restai lì impalato sperando che una sua distrazione ti riportasse a me. Eh! E’ proprio vero! Gli occhi dei bambini non invecchiano mai!
Balla, balla! Racconta com’è che anche gli occhi hanno imparato a ridere! Forse, da quando abbiamo smesso di dare i nomi alle cose che ci capitavano.
Mantenesti la parola e il giorno seguente, mentre giocavo in piazza, ti rividi. Stavolta eri sola.
-Sono scappata!- mi sussurrasti.- Non ho molto tempo, però te l’avevo promesso!-
Gli occhi verde pistacchio, le guance rubizze e accaldate per la corsa e il sole d’agosto. Com’eri carina! Scamiciato giallo a quadretti, nastrini gialli in tinta fra i capelli raccolti in trecce varie.
-Dì, ma perché l’hai fatto?- domandai a bruciapelo.- Dico? Scappare per vedermi, senza neppure conoscermi bene.-
-Imbranato!- pensasti a giudicare dal tono successivo.
-Io sono così. Faccio quello che sento!- e ti cingesti i fianchi con le mani a sottolineare la serietà di quelle parole.
Un po’ eri buffa, devo ammetterlo! Ma quella sincerità è rimasta dentro, scavandomi come fa l’acqua del mare sulla roccia.
-Balla, balla, Caterina! Balla per me, per te! Balla per chi ancora non ti conosce! Balla perché non ci siamo più persi da allora.
Tu sei stata rifugio e molla. Il crepitare di un fuoco che si è alimentato splendendo e facendoci splendere. Senza tagli d’ombra, senza segreti da sviscerare, in un atto d’affetto profondo.
Sono trascorsi trent’anni da allora. Mi piace dondolarmi fra i ricordi.
Un due tre… un due tre… Giro…
In fondo non siamo cambiati.
C’è sempre devozione nei nostri incontri. Sulla stessa panchina agli stessi giardini.
Dall’esterno pensano che viviamo di rimpianti. Ma la devozione che ci lega è più forte di qualsiasi amore che possa smarrirsi o incresparsi.
Nessuno dei due si è sposato. Abbiamo lasciato che la vita ci guidasse. Eppure con le tue mani fra le mie ho ancora il batticuore.
Pagine su pagine di emozioni.
-Flavio, ti voglio bene!- e mi si aprì il cuore faticando a tener ferme le braccia, perché t’avrei stretto forte senza farti andare.
Non te lo confessai subito.
I giorni nei giorni erano labirinti e attesa.
-E se fosse di più?- dissi d’un fiato mentre gustavo un gelato al cioccolato.
-Cosa?-
-Più del bene?-
Intese. Silenzio!
-Io non voglio perderti, Flavio! Non stiamo bene così?-
-Certo!- Le sfiorai una guancia con un bacio e mi ritrassi.
Non mi sono pentito di aver taciuto.
In fondo ci siamo l’uno per l’altra.
Chissà se è stato giusto fermare il cuore! Chissà! Ne abbiamo inventati di sorrisi insieme! Avrei dovuto scuotere la testa quel giorno e avere più coraggio insistendo.
Ma, credo, che saresti fuggita.
Balla, balla, Caterina! Balla perché non mi stanco mai di vederti bambina. Balla perché non ti rubi il vento. Balla senza barriere, premendo l’interruttore di una duratura felicità. Balla perché non siano contro natura le parole che non ci siamo mai detti. Perfette da abbracciare a sera nel lettone grande e vuoto.
Balla e convincimi che non avremo mai freddo, che nulla è confuso fra noi e che in questo valzer lento le maschere non hanno mai funzionato.
Balla che t’accompagno, adesso.
Balla che forse ci provo a farti capire quanto ti amo.
Balla, balla, balla, Caterina mia!

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

4 COMMENTI

  1. Sarà la stanchezza ma la lettura non mi ha preso come al solito.
    Niente da dire riguardo alla disinvoltura con la quale modelli le parole in sculture di dolcezza e intensità di sentimenti. 😉

    4.5/5

    5/5

    4/5

    4/5

    5/5

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