IL SIGNOR RISATA 4.69/5 (9)

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Buy Ambien In Dubai Il Signor Risata era un tipo strambo. Prima di tutto arrivava il suo sorriso appena celato da un paio di baffi arricciati di cui andava molto fiero.
Indossava sempre pantaloni blu e un casaccone di lana pesante da marinai con i bottoncini in legno a forma di ancora.
-Da che paese vieni?- gli chiedevano i bambini che di tanto in tanto passavano a trovarlo sulla panchina di fronte al porto.
-Dal Paese CheNonCiSta.- e regalava caramelle per tenerli buoni.
Gli volevano bene e non faceva mai male a nessuno.
Raccontava di viaggi in isole lontane, di pirati sfidati a duello con sciabole dalla lama d’argento, di indigeni dalle narici larghissime e la pelle nera come pece.
E ci credevano, tanto che arrivavano sempre nuove storie.
-Ma dov’è il tuo Paese?- gli domandò una bambina con le lentiggini e le trecce biondissime.
-Lontano, anzi, lontanissimo o vicino, insomma…dipende!-
-Ho provato a cercarlo ma non ho trovato nulla.-
-Forse non hai cercato abbastanza. Io, sai, me lo porto dentro, mi segue come una casa immaginaria.-
-E la strada, almeno dimmi la strada!-
-Uhm, difficile descrivere le strade del cuore. C’è un grande traffico là.-
Una mattina il mare rumoreggiava spumando e lambendo la panca su cui di solito il Signor Risata trascorreva i suoi giorni. La salsedine aveva corroso il ferro e la ruggine aveva morso la lucentezza d’un tempo. Eppure per lui era come un trono.
I bambini tornarono e non lo trovarono.
-Forse ha da fare, dai, proviamo domani!-
E ogni volta il domani diventava sempre più lontano. Provarono a cercarlo. I pescatori dissero che l’avevano portato al largo e li aveva salvati.
-Come?-
Gli occhi dei bimbi si illuminarono di nuovo.
-Ad un tratto è apparso un pescecane. Noi eravamo terrorizzati. Lui tranquillissimo. Ha creduto di poterlo rabbonire raccontandogli del suo Paese e di come poteva arrivarci. Il pescecane l’ha ascoltato, poi l’ha abbracciato succhiandogli il sangue e se l’è portato con sé in fondo al mare.-
-Allora l’abbiamo perso per sempre.-
-Temo proprio di sì ma ci ha lasciato qualcosa. Una lettera. Diceva che se gli fosse accaduto qualcosa dovevamo consegnarla a dei bambini che lo aspettavano.-
-Per noi?-
-Sì, vi adorava.-
La busta era bianca e sigillata con un adesivo che raffigurava una barca.
Dentro un foglio con gocce di mare lasciate asciugare conteneva un semplice messaggio:
“Ogni volta che vi domanderanno perché ridete, dite che venite pure voi dal Paese CheNonCiSta e, se vorranno sapere di più, spiegategli che bisogna cercarlo dentro, in mezzo agli ingorghi del cuore.
Un bacio,
il Signor Risata”.
Quelle che colavano dagli occhietti fessurati non erano lacrime di tristezza, ma di felicità.
-Era proprio in gamba il Signor Risata. Peccato che in pochi abbiano voluto conoscerlo!-

Votalo!

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

11 COMMENTI

  1. Piacevolissimo, intenso e delizioso! È un racconto allegorico, scritto come una fiaba. Brava!

  2. Bello, scanzonato e leggero. Oggi è il giorno di Gianni Rodari, secondo me gli sarebbe piaciuto.

  3. Mi piace la tua leggerezza nel raccontare le storie. Bravissima!

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