IL MISTERO NUDO 4.43/5 (7)

8
30

Emma e Luca erano intenti ad amoreggiare seminudi quando furono attratti dallo scalpiccio di passi frettolosi.
Si nascosero dietro un cespuglio senza far rumore e terrorizzati. Sapevano che da un po’ di tempo accadevano cose strane in quella zona. Castel del Monte svettava con la sua rigorosa geometria alla luce di una luna pallida ma piena.
L’autunno avanzava lento e inesorabile mutando il paesaggio e rendendolo gramo e avaro di verde.
Un uomo col pugnale nella schiena trascinando a fatica le gambe tentava di correre col volto pallido più di un cencio e gli occhi strabuzzati dalla paura. Dietro di lui un tale incappucciato e vestito di una tunica nera
con una lama altrettanto minacciosa s’arrestò solo quando lo vide stramazzare al suolo.
I due si sentirono impotenti. La coca che avevano in circolo esagitava gli animi infiammandoli ma dovevano zittire senza intervenire. Accorciarono il fiato, con un nodo in gola che impediva loro di deglutire la saliva pastosa e la pelle accapponata per il freddo ch’era giunto improvviso come in pieno inverno.
Ad un tratto altri quattro figuri vestiti allo stesso modo accerchiarono il cadavere e cominciarono un rituale glabro e selvaggio.
Emma si strinse a Luca cercando di coprire le sue nudità. Luca fece altrettanto. Erano solo due ragazzi immersi in uno scenario surreale.
Pronunciavano formule strane e ogni volta tracciavano croci intorno al corpo poggiandovi su fiaccole.
Ognuno aveva in mano un coltello e una coppa. Somigliava a quella del Santo Graal di cui tanto avevano letto. Il primo uomo ne stringeva una più preziosa delle altre, gemmata, che faceva ballonzolare fra le mani inneggiando a Satana.
Ora il cadavere era completamente circondato di fiaccole. Le danze erano cessate. Il cielo si era adombrato e la notte sembrava lunga a passare.
I due paralizzati erano più sottili delle ombre. Qualcosa di macabro stava per compiersi.
Cominciarono a escindere lembi di cute bruciandoli. Qualcuno li portò alle labbra per sentirne il sapore. Poi affondarono tutti il coltello con un gesto sincrono nel petto del pover’uomo sollevandogli il cuore. Lo tagliarono e ne riempirono le coppe elevate al cielo in segno di sacrificio, ripetendo formule su formule con un ebbro sorriso.
Lì dov’erano posizionati, più in altura, lo scenario appariva cruento e nitido. Emma si coprì gli occhi dinanzi a quell’orrore.
-Lilith, Lilith. Lilith!-
Alla terza invocazione una figura femminile completamente nuda andò a posizionarsi al centro di una stella a cinque punte racchiusa in un cerchio precedentemente tracciato.
Alla sua vista si acquietarono e si inchinarono fino a toccare la terra con il loro capo. Era l’iniziazione alla bellezza suprema nel regno delle ombre. La notte dilagava esiliando la ragione, tutto era frenesia di sensi e di odori. Il puzzo di carne bruciacchiata e di sangue spandeva intorno un’acredine disumana.
Un ramo altissimo trafiggeva la luna dividendola a metà e nella sintesi della due parti c’era la procreazione di un nuovo destino.
Il capo si avvicinò alla donna porgendole la mano.
-Fatti contemplare, donna, invitandoci al banchetto della tua seduzione.-
Non riuscivano a scorgerne il volto. Dava loro le spalle eppure c’era qualcosa di familiare che scosse Emma. Non riusciva a capire ma uno strano presentimento la fece rabbrividire. Non disse nulla per non turbare Luca, ma il cuore contava infiniti battiti al minuto. Un surplus di adrenalina e di emozione.
Ogni uomo si collocò alle cinque punte della stella.
-Splendidi i tuoi bianchi seni, mia Signora- disse il primo avanzando.
-E lunghi i tuoi capelli di seta.- annunciò il secondo.
-Nel miele dei tuoi occhi lasciami entrare.- Il terzo già salivava.
-Come bestie feroci senza morire nella notte- supplicò il quarto.
-Fa’ piovere amore dal vento delle tue tentazioni!-
Il quinto l’attirò a sé nel compimento della sua femminilità. Lilith sigillando la sua libertà offrì a tutti il centro della sua bellezza.
-Beviamo da te il cielo che non mastichiamo nella pace d’un desiderio assoluto-
-Nulla sarà mai abbastanza al mio confronto. Tirandomi mille baci e frugando nei miei sogni prendete tutto, fino all’orlo dell’abisso-
Fu mutando posizione che Emma sbiancò.
-Ma quella, que-quella è…-
Senza pensarci cominciò a correre come un cerbiatto in pericolo sulle esili zampe. Luca non si mosse. Più saliva verso la cima del colle, più il castello si profilava enigmatico e inquietante e la notte diveniva pesante nel verso stridulo di un pipistrello. Correva senza una direzione precisa, in cerca di una salvezza dentro che non sarebbe più arrivata.
In preda al delirio della paura, nonostante la luce della luna lassù fosse più intensa, precipitò in una fossa larga e profonda.
Un dolore lancinante alla caviglia le tolse il respiro. Non urlava per non destare sospetti. Cercò di massaggiare lentamente per lenire gli spasmi. Ad un tratto una figura incappucciata la raggiunse.
L’aria greve si assottigliò nello spazio di un solo secondo.
Si addossò alla parete spostandosi lentamente.
Dopo averle legato i polsi con un laccio di corda, la caricò sulle spalle e senza dir nulla la condusse lì dove non voleva.
Quando Luca la notò, sentì il sangue raggelarsi.
-Abbiamo un’intrusa!- esclamò l’uomo con voce roca.
Tutti si voltarono sottratti ad un sesso sfrenato e perverso a beneficio di anime perse.
Un urlo improvviso dilaniò il silenzio. La donna nuda restò immobile a lungo a fissare gli occhi di Emma.
-Tu… Tu… che ci fai qui?-
-Conosci questa fanciulla?- chiesero in coro stupiti-
-E’ mi- mi-a fi- fi-glia!-
Il primo uomo si levò il cappuccio e andò a sorreggerla.
-Pa-pà…??
La voce si spezzò in gola. Mille vermi strisciavano come rasoi tagliando quel filo di voce che rimaneva.
-In nome della fratellanza celebreremo un nuovo sacrificio, secondo le regole del nostro sinedrio.-
-Noooooo!-
-Prenderemo i tuoi occhi che più non vedranno,
prenderemo i tuoi piedi che più non marceranno,
prenderemo le braccia mai più attive
e ruberemo il tuo cuore consegnato
ad una notte che non ci lascia.-
Emma era ferita. Sputando in segno di disprezzo e tentando di mantenere la calma:
-Non ho più né padre né madre né m’inchino a sporcizie lontane dal cospetto di Dio. Che tu sia maledetta, Lilith!-
Luca seguiva tutto pronto a intervenire.
Quell’affronto non poteva essere perdonato. Greta e Paolo, i suoi genitori, erano torturati da un’inquietudine severa e inconciliabile.
-Emma, rinnega quel che hai pronunciato!-
Le loro suppliche caddero nel vuoto.
-Per questo mi lasciavate dalla nonna di notte? Andiamo a lavorare per il bene dell’umanità. E ci salutavamo con un bacio. Ma io vi domando, cos’ha di umano questa bestialità?… Il diavolo non esiste! Non devi aver paura, cara! Bugie su bugie! Nonna mi faceva recitare dieci avemarie perché non riuscivo a prendere sonno e mi calmavo nel dolce trastullo della preghiera. Siate maledetti voi che mi avete generato!-
-Basta con le remore! Che il destino si compia in nome di Lilith e del nostro patto di sangue.-
Legarono due tronchi più sottili a mo’ di croce e li piantarono nel terreno. Emma sarebbe stata bruciata.
-Prendete me, io sono più forte!-
-Luca, no, va’ via!-
Tutta la zona era sorvegliata da otto uomini che riproponevano la pianta ottagonale del Castello misterioso.
Otto colonne del Male contro il Bene nella notte della resurrezione. Era impossibile dileguarsi.
-Vade retro, Satana!- Non berrai di me!-
-Tieni duro, Luca! Ce la faremo, lo sento! E voi tutti, Angeli del Signore, scendete a proteggere chi vi ama!
Padre nostro, che sei nei cieli, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà…-
Una mano le tappò la bocca. Si sentì mancare.
All’improvviso un tuono roboante si abbattè nelle vicinanze. Corvi con le ali tese e occhi di fuoco si avventarono sui membri della fratellanza lacerando le carni , bevendo sangue e seminando morte.
Luca, incredulo a quella visione, riuscì a liberarsi e reggendo Emma dalle braccia si allontanarono camminando senza sosta.
Dopo un po’ la terra tremò inghiottendo nel suo ventre il male e i suoi seguaci.
Il sole splendeva quando si svegliarono l’uno accanto all’altra rabbrividendo.
Erano sulla cima del colle. Alle spalle Castel del Monte rifulgeva in quel mattino curioso come un bambino.
Emma aveva la caviglia tumefatta e soffriva ma dentro l’abisso era davvero prepotente e angosciante.
Tutto il suo mondo doveva ripartire da lì, da quel taglio profondo che le aveva portato via gran parte di sé.

Votalo!

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl pranzo di Natale
Articolo successivonon ricordo.
https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

8 COMMENTI

  1. Wow! Una storia da brivido che lascia col fiato sospeso fino alla fine. Bravissima Angela.

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  2. Un racconto fuori dal tuo stile ma, carico di tensione, duro, a volte violento nella descrizione di particolari… aperto ad ogni attesa, liberatorio nel finale, ti lascia immaginare e costruisce l’identità del male, usando antiche culture e, la sorpresa dell’iinaccettabile in un finale da brividi. Ben hai fatto a cimentarti nell’horror, aiuta a riflettere su, purtroppo, realtà inaccettabili.

  3. inaspettato e sorprendente il genere ,ma con stilemi e linguaggio consono! Atmosfera,immagini e sequenze da brividi e coinvolgenti in attesa di un finale infernale eall’improvviso liberatorio!Si tratta ,dunque non di una storia immaginaria.bensi probabile ,nella sua supposizione, di diffusi e pericolosi riti che inducono ad averne paura aggrappandosi al bene ed alla sua luce finale e trionfante,oltre che liberatoria!!

  4. Racconto palpitante, che ti lascia senza fiato in attesa dei risvolti, che non deludono mai. Brava, in ogni genere in cui ti cimenti.

  5. Devo dire Angela che mi hai sorpresa parecchio con questo racconto! Grande scrittrice, versatile, capace, brava come sempre e completamente diversa! Mi devo riprendere…. nel frattempo tutte le stelle possibili!

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  6. Ottimo horror che segue un buon ritmo incessante dall’inizio alla fine. Fluido e scorrevole si lascia piacevolmente leggere : )

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  7. Ci sono molti stereotipi che sembrano funzionare, ma poi per strada tutto si sgonfia. Il finale è buonista ma non risolve la tensione accumulata. L’uso delle virgolette, in chiusura del discorso diretto, non è corretto.

    2.5/5

    3/5

    3/5

    2/5

    2/5

  8. Ottimo incipit, cala dritti nel racconto. Anche lo stile non è male.
    Man mano che si prosegue però ci si perde un po’ ed il finale da “deus ex machina” ( in tutti i sensi ) lascia leggermente insodisfatti.
    Per essere una giovane, la protagonista parla un po’ troppo aulico.

    3.5/5

    5/5

    4/5

    3/5

    2/5

LASCIA UN COMMENTO