IL GABBIANO SFRATTATO 5/5 (2)

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Se ne stava appollaiato sul lampione che si ergeva davanti alla pescheria, il gabbiano non era affatto impaziente di attendere il generoso pescivendolo. In quella zona i palazzi erano bassi e quindi poteva godersi lo splendido capolavoro dell’alba. Nonostante la città non fosse la sua vera casa, vedendo il sole dipingere meticolosamente ogni cosa in ogni dove, dopo l’oscurità della notte, chetava la forte nostalgia del suo immenso Blu.
Il frastuono della serranda alzata, infranse il dolce silenzio, che solo il garrire delle amiche rondini era capace di non disturbare. L’uomo gli fece un cenno ed il gabbiano si diede una scrollata alle ali, con un volteggio aggraziato scese al suolo. Su di un foglio di giornale poggiava una buona razione di pesce fresco, mentre il pescivendolo stava per tornarsene al proprio lavoro, quando udì una voce…
– aspetta!
fu il gabbiano che gli parlò e l’uomo si fermò subito come se avesse sempre atteso tale occasione
-ti ascolto, parla pure
-volevo ringraziarti per la tua generosità incondizionata che mostri da anni
disse il gabbiano con non poca commozione
-vedi mio caro amico…è il minimo che possa fare per ripagare i danni fatti da noi uomini al tuo amato mare
soggiunse il pescivendolo lasciandosi sfuggire una lacrima zigzagante sul viso
-il vostro egoismo vi ha fatto sporcare le belle pagine scritte dalla natura, ma la vostra intelligenza vi permette ogni giorno di voltare pagina!
Il gabbiano dunque cominciò a consumare la sua colazione ed il pescivendolo rientrò in negozio felice di quel nuovo giorno.

Votalo!

2 COMMENTI

  1. Per fortuna esistono uomini che capiscono il linguaggio dei gabbiani!

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  2. Uno spaccato del quartiere periferico in cui abito. Da incallito fantasticatore, passando più volte per questa strada in cui i gabbiani al mattino svolazzano facendo versacci da affamati, mi son fatto trasportare.
    Per non parlare del gattone che puntualmente aspetta il suo spuntino che gli arriva giù dal balcone…ops, ma questa è un’altra storia…

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