Il drago 5/5 (3)

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Il drago
Frrr…..Frrrrr.. Alberto sollevò il capo dal quaderno a quadretti e si guardò intorno. “Deve esserci un’ ape “ pensò “ o un calabrone, devo stare attento”. Guardò meglio ma non vide nulla, tra l’altro la finestra della cucina era chiusa. Alzò le spalle e ritornò a quel diabolico problema geometrico che non riusciva a risolvere. “Base maggiore, più base minore per altezza. Sono sicuro che sia giusto, Questa è l’area del trapezio, ma perché allora non mi dà la soluzione come esatta?” Si grattò in testa perplesso, posò la penna, si alzò per bere un bicchiere d’acqua poi, sconfortato, ritornò ad affrontare il quaderno. Ripassò le moltiplicazioni; erano esatte. Dove sbagliava? Dove? Dove?
Frr…..Frrrrr “ Ehm..forse, scusa se mi permetto, ma ti sei dimenticato di dividere per due” “Ehhhhhh?” Il ragazzino sobbalzò vistosamente, era spaventato a morte, era sicuro di avere sentito una voce bisbigliare direttamente nel suo orecchio: Si alzò di nuovo in piedi, cerando in ogni angolo, guardò anche sotto il tavolo ma non trovò nessuno. “ Chi…chi ..chi c’è qua? “ balbettò guardandosi le spalle. “Scu..scu..scusami se ti ho spaventato, sono io .” “ IO CHI?” Ora Alberto aveva davvero tanta paura, ma era anche curioso. “Sono il piccolo drago invisibile, quello che sogni di cavalcare ogni notte. Mi hai sognato così tanto che ho avuto il permesso di farmi sentire da te. Purtroppo non puoi vedermi, ma sono qua e mi sono posato sulla tua spalla ora. “ Alberto provò a tastare con la mano, ma non sentì nulla. “ Non sento niente sulla mia spalla!” disse un po’ deluso.
“E’ naturale! I sogni non hanno consistenza anche se diventano reali, però io ci sono, eccome. Mi puoi sentire no?” “Ti sento benissimo e sono sbalordito. Come ti chiami?” “Come mi hai sempre chiamato?” “ He he he, io ho sempre pensato a te come come a Dragon. Sai non ho molta fantasia.”
“Dragon è proprio il mio nome! Ma come hai fatto? Fantastico! Dobbiamo fare subito un patto di eterna amicizia, perché sai noi draghi viviamo per sempre.” Abbassò la voce, quasi in un sussurro : “ Non dirlo a nessuno, ma io appartengo al mondo di Faerun, e sono fatto di magia. “
“No, no, no “ fece il ragazzo scuotendo vigorosamente il capo, certo che non lo dirò a nessuno. E chi mi crederebbe?” “ Infatti” rispose Dragon, e in questo consiste la forza della magia. Sono molto pochi quelli che ci credono e questo li protegge. “ Uhm già” Il ragazzino parve riflettere, ma era un pensiero troppo difficile per lui. “ Senti” disse “ per suggellare il nostro patto che ne dici di aprire un pacchetto di patatine? Ce lo dividiamo e dovrebbe esserci della gassosa. Ti piace la gassosa?”
“ Ne vado matto, anche delle patatine” “Quindi sei invisibile ma mangi?” “Certo che mangio, bevo, faccio tutto quello che fai tu, mi piace anche giocare, tantissimo.” “Davvero? Io ho tanti cubetti colorati, una bella collezione di fumetti, le figurine dei calciatori, e anche un piccolo motoscafo che se lo metti in acqua naviga come una vero, solo che poi dopo un po’ si incastra e mi tocca andare a recuperarlo.” Rise ”Ma è sempre divertente. Però…. la mattina devo andare a scuola, tutti i giorni a parte la Domenica e al pomeriggio studiare e parecchio anche, altrimenti la mamma non mi lascia guardare i cartoni alla TV, e studiare mi fa venire mal di testa e mi stanca.” “Dai Alberto che ora ci sono io con te. Siamo amici no? E la parola di un drago è sacra. A cosa servono gli amici? A giocare certamente, divertirsi insieme questo è logico, ma anche ad aiutarsi non credi? “ Alberto parve riflettere. “ E tu potresti aiutarmi? “ Beh, noi draghi, siamo notoriamente la razza più saggia dell’universo, però proprio perché siamo saggi non aspettarti che io faccia i compiti al tuo posto. Questo mai! Perché tu devi imparare, crescere, diventare istruito che nella tua vita reale è davvero molto importante ed utile. Mi limiterò ad incoraggiarti, magari suggerirti qualche idea che pensavi di aver dimenticato, invogliarti un po’, cose così, ma sono sicuro che andremo alla grande noi due insieme.” Il ragazzo stava sorridendo, mentre sgranocchiava le patatine. “ Ma, e io cosa posso fare per te?” “Tu stai già facendo molto per me, amico mio. Conosci il mio nome, sei riuscito a farmi vivere dai tuoi sogni, hai fiducia in me e sai con assoluta certezza che sarò sempre con te. Mi hai regalato la vita, lo capisci questo? Ed è la cosa più bella che potesse capitarmi.”
Finirono le patatine e si rimisero a studiare. Dragon sulla spalla del ragazzo, lo incoraggiava, a volte arrivava un piccolo aiuto insperato che lo aiutava a trovare delle risposte o la soluzione. Di notte volavano felici nei loro sogni fantastici e poi la mattina andavano insieme a scuola. Il draghetto invisibile sulla spalla del suo più grande amico, che col tempo diventò un alunno modello, coscienzioso ed attento. Perchè Dragon credeva in lui,si interessava a tutto quello che faceva, lo ascoltava e giocava con lui, e lui, mai e poi avrebbe voluto deluderlo.
Oggi Alberto è un valente chirurgo, e ogni volta, prima di entrare in sala operatoria, ascolta l’incoraggiamento del drago,che gli sussurra nell’orecchio “ Vai tranquillo, andrà tutto bene, perché tu sei un ottimo medico e io sono con te!”

Votalo!

4 COMMENTI

  1. davvero Bruna sei una scrittrice a 360 gradi
    un mondo fantastico fatto di stelline tutto per te!

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  2. Hai fatto tornare la bambina che è in me. Bella favola Bruna!

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  3. Bellissima l’idea dell’amico immaginario che continua ad ispirare il protagonista per tutta la vita! 🙂

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