IL DELFINO -

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Il delfino, capitano del mare e del grande oceano, era ansioso di  avventurarsi nella mente fantasiosa del bambino  che aveva di fronte. Di generazione in generazione avevano tramandato storie sul mondo davvero incredibili che lui aveva voglia di raccontare. Gli piaceva avere un uditore ingenuo e puro. Lo entusiasmava il brivido di poter essere maestro come lo era stato suo nonno con lui. Quegli occhi vellutati come l’ebano  erano concentrati sui suoi, tondi e schietti. Mai raccontata una bugia! Filava il mondo come pepite d’oro da cesellare.

Un salto di qua, di là, vezzeggiato da trine di spuma smerlettarono la tensione e ad un tratto cominciò.

“Sei così piccolo! Un piccolo spillo in questo  mondo che, girando freneticamente  intorno alle parole, ha un profumo di brividi, di chiarori appena accennati, di limiti sempre superati.

E’ un angolo di paradiso il tuo cuore.

Osserva la rena fangosa, il mare le riconsegna i pezzi. Resti di alberi maestri, di pennoni e lembi di vele, di tutto ciò che ha già vissuto  come un frettoloso aleggio.

Guarda pure le onde: indietreggiano, rotolano, urlano, echeggiano. Combattono magistralmente contro un vento selvaggio e crudele. E poi attraversano. Sì , attraversano precipitando nel cuore.”

Il bambino fino a quel momento l’aveva ascoltato in silenzio. Non si meravigliava neppure che un delfino parlasse. Per lui ognuno sapeva comunicare e riusciva a capire, perché sapeva ascoltare, I suoni, i rumori, le musiche.

“E come fanno le onde? Come riescono a precipitare nel cuore?”

Il delfino si fermò. Non ci aveva mai pensato. Stava ripetendo ciò che gli aveva raccontato suo nonno e lui ci aveva creduto. Da bambini si crede a tutto.  Crescendo, poi,  non aveva più cercato risposte.

“Già! Come ci riescono?”, ripeté piroettando nell’aria schiumosa mentre meditava.

Il bambino lo osservava felice. Gli piacevano i giochi d’acqua. Gli piaceva sentire l’acqua, più che bagnarvisi.

Uno spruzzo, due! Gli occhietti strizzati per il bruciore del sale. Sapeva di sale l’acqua e d’amore.

Il punto era: “Perché d’amore? Perché l’acqua era già precipitata in fondo al cuore senza accorgersene? E le onde erano fatte solo d’acqua? Doveva esserci un pizzico di marmellata nella spuma per sapere d’amore.

Arrivò deciso a questa conclusione e spiazzò il delfino, già in difficoltà, con l’ennesima curiosità.

“Scusi, signor Delfino, com’è che le onde son fatte anche di marmellata?”

“Ahaha… Di marmellata?”

“Non rida! Io ne sono sicuro. La marmellata garantisce la dolcezza e guida l’onda a precipitare nel cuore!”

Era così serio che non ebbe il coraggio di contraddirlo.  La sua prima bugia! Stentava a crederci.

Il bambino l’aveva salvato. Le onde, pure!

Che male c’era ad aggiungervi un po’ di marmellata? Fantasia e sogni per volare nel cuore, prima delle onde, prima della dolcezza.

“Non ti stavo prendendo in giro. Ridevo per la tua espressione. Certo che c’è la marmellata ed è anche energetica.”

“Davvero?”

“Sì, più l’onda m’accarezza, più riesco a saltare… a volare, direi!”

“Sì, ma come arriva al cuore?”

“Quando l’acqua arriva alle labbra, prima avverti solo uno strano sapore salato… poi però, man mano che scende giù, la marmellata ricaccia indietro il sale e precipita nel cuore…”

“Cioè, fanno un duello?”

“Quasi! Il cuore scarta a priori ciò che non gli piace. Il sale ha un sapore cattivo ma la marmellata è dolcissima e lo riempie d’amore…”

“Amore? Cos’è?”

“Il cuore e la marmellata si abbracciano… dunque si scelgono e imparano a volersi bene!”

“Ah, allora io ti amo!”

“Ahaha! Vuoi dire che mi vuoi bene?”

“Sì, sì!” E fece per abbracciarlo ma le mani scivolavano.

Il delfino cominciò a volteggiare e a bagnarlo più volte.

“La senti la dolcezza?”

“Mmmm, forse! Si leccò le labbra…!”

“Bleah! Che schifo!”

“Non avere fretta! Ricordi il duello?”

“Aspetta… Riprovo… Una leccata, due… Stavolta le labbra sapevano quasi di torrone, di buono… insomma… doveva essere così l’amore.

Lui era felice e gli bastava.

Salutò il delfino e lo guardò allontanarsi fino a che non scomparve.

Doveva essere grande come una nave l’Oceano!

Sì! E sorrise.

Votalo!

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https://www.facebook.com/Angela-Aniello-1566281076994573/timeline/   L’autrice Angela Aniello è nata a Bitonto (Ba) nel 1973.È laureata in Lettere classiche dal 1998, insegna nella scuola secondaria di primo grado e da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima.Ha già pubblicato il racconto “Un figlio diverso” con Arti Grafiche Savarese nel 1997 e la raccolta di poesie “Piccoli sussurri” con Editrice Internazionale Libro Italiano nell’aprile 2005.Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997; il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) nel 2004, il quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci nel febbraio 2006 ed è stata segnalata in numerosi altri concorsi, inoltre ha pubblicato poesie e racconti in siti internet, diversi e-book, antologie e cd.Ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso La Battaglia in versi a giugno 2015.Collabora al progetto “Una finestra sul mondo” con la psicologa Santina Maggio e da luglio partirà la collaborazione con la rivista Madness nel campo dell’Attualità.

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