Il Cigno e la Principessa -

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Tanto tempo fa, il mondo era governato da re e regine. In uno di questi regni, viveva una curiosa e gentile principessa di nome Serena. Fin da bambina, le piaceva molto passare il tempo in giardino ad aiutare i piccoli animaletti che lo popolavano. Crescendo, la sua indole non cambiò, provava molta curiosità per il mondo al di fuori delle mura del castello, curiosità che cresceva sempre più, quando ascoltava i racconti di Gloria, la giovane apprendista del Mago, amico del Re e della Regina.

Tutto ciò la spinse a voler uscire; anche se i genitori glielo impedivano, lei lo faceva di nascosto. A nulla valsero le sgridate e le punizioni; il Re e la Regina chiesero consiglio al Mago, che li rassicurò offrendosi di accompagnarla tutte le volte, ed istruirla. I regnanti acconsentirono, pensando che in fondo la figlia non sarebbe rimasta con loro ancora molto tempo, dato che già molti pretendenti ambivano alla sua mano, ed era inutile sprecare quegli anni rimasti a renderla infelice litigando.

http://aikidoexpress.com/?nova_doyu=basic-aiki-pants In una di queste uscite Serena trovò il bosco del quale l’apprendista le aveva tanto parlato e scoprì al suo interno un bellissimo lago, rifugio di molti animali che andavano ad abbeverarsi, ed era popolato dai più belli uccelli che avesse mai visto: i maestosi cigni reali. Tutte le volte che usciva dal castello si recava al lago, gli animali abituati alla sua presenza non scappavano più, divenendo suoi amici, a cui lei aveva dato anche dei nomi e li curava quando ne avevano bisogno.

Buy Xanax 0.25 Mg Online Presto il freddo giunse nel regno e la principessa fu costretta a salutare alcuni dei suoi amici del bosco, che migravano in paesi più caldi. Anche i cigni partirono, tutti, meno uno, Arti che esitava a partire; Serena preoccupata, si recava spesso al lago portandogli del cibo visto che l’inverno e la neve erano alle porte. Quando giunse la prima nevicata la giovane principessa uscì precipitosamente senza avvisare il Mago, preoccupata per le sorti del suo amico cigno. Si rese conto dell’errore quando dei lupi, spesso tranquilli e schivi, spinti dalla fame la inseguirono e l’accerchiarono. A rispondere alle sue grida di aiuto, fu Arti, che con coraggio si lanciò contro il branco per difenderla, anche se gli avevano spezzato un’ala, continuava a combattere, la principessa prese un ramo e lo brandì cercando di aiutarlo, i lupi spiazzati dalla loro tenacia se ne andarono. Arti ferito e stanco giacque a terra stremato, Serena lo avvolse nel suo mantello, lo ringraziò per il suo coraggio e gli promise che si sarebbe presa cura di lui. Al Re e alla Regina non piaceva molto l’idea di ospitare un cigno selvatico nel castello, ma accettarono, sperando che questa situazione l’avrebbe fatta rimanere a casa. Ma fu inutile, anzi, Serena volle aiutare anche i suoi amici lupi, portando loro gli avanzi della cucina ogni volta che poteva, divenendo loro amica.
L’inverno passò, arrivò la primavera e tornarono gli animali migrati, Arti, pur essendo guarito non si separò più dalla principessa. E quando giunse nuovamente l’inverno, pur di stare con lei non partì. Rendendo più salda e unica la loro amicizia.

Buy Xanax Saudi Arabia Un giorno, al castello arrivò un principe a chiedere la mano della principessa. I regnanti ne furono molto lieti dato che costui proveniva da una famiglia stimata. Serena appresa la notizia, scappò via piangendo in camera sua; Arti scacciò il principe a suon di beccate e zampate, impedendogli di raggiungerla. La Regina riuscì a calmare la figlia rassicurandola che avrebbe, per ora, solo conosciuto il principe e se proprio non le fosse piaciuto, avrebbero lasciato stare, cosa che lei dubitava, visto che era di buona famiglia ed era un tipo in gamba.

Serena uscì dalla sua stanza e calmò il cigno, si scusò con il principe e gli offrì di rimanere nel castello con loro per qualche giorno, il giovane accettò con piacere. Arti però non sembrava d’accordo dell’idea e inveì contro il principe. La principessa fu costretta a portarlo al lago e gli fece capire che doveva rimanere lì, con le lacrime agli occhi, gli spiegò che anche lui doveva trovare una compagna con cui vivere per sempre.

Passarono alcuni giorni, Arti e la principessa non si videro. Nonostante il principe fosse un tipo molto simpatico e gentile, non riuscì a rendere felice la ragazza, né a farle distogliere i pensieri dal suo amico cigno, ciò lo rese geloso. Il Re e la Regina erano molto preoccupati per la figlia e chiesero di nuovo consiglio al Mago, che predisse loro il futuro della figlia “Il suo è illeggibile, perché la magia segnerà il suo futuro! L’unica cosa che vedo, è un cavaliere nobile di cuore, seguito dall’esercito della natura in groppa ad un cervo. Sarà di lui, che la principessa si innamorerà perdutamente!”. Preoccupati dalla rivelazione e angosciati di avevano forzato i tempi, lasciarono che il tempo trascorresse, aspettando un segno.

Buy Valium Roche 10Mg Il cigno Arti si sentiva solo e triste, nonostante fosse circondato dai suoi simili, soprattutto dalla femmine che cercavano di entrare nelle sue grazie, ma lui niente. I suoi pensieri erano rivolti alla sua amata principessa, ma furono interrotti dalle grida della giovane apprendista che stava annegando nel lago, Arti l’aiutò. La giovane maghetta, che non solo non sapeva nuotare, ma aveva così tanta paura dell’acqua da bloccarsi e non riusciva ad usare i suoi poteri. Ringraziò il cigno infinitamente, gli spiegò che secondo l’equilibrio della giustizia del mondo, come le aveva insegnato il Mago, doveva dargli qualcosa in cambio, anche usando la magia. Arti sapeva bene cosa chiedere, l’apprendista essendo una maghetta comprendeva bene il linguaggio degli animali e rimase dubbiosa e sbalordita dalla richiesta, soprattutto non sapeva se il suo maestro avrebbe approvato. Il cigno vedendo il suo indugiare stava per andarsene triste e sconsolato, ma lei pur di vederlo felice e di tener fede alle sue parole, acconsentì e lo trasformò in un uomo.

La metamorfosi fu molto dolorosa per Arti che non poté fare a meno di svenire. Gloria si assicurò che tutto andasse a buon fine, con le candide piume cadute fece con un incantesimo per fargli delle candide vesti da indossare. Poi andò al castello, c’era il Mago ad aspettarla, con aria seria e poco rassicurante. Per la prima volta le mostrò la bilancia dell’armonia di quel regno, una bilancia fatta da tante altre bilance più piccole che riguardavano la giustizia, le creature che lo popolavano, il genere e tante altre, che tutte insieme formarono un unica e grande bilancia. Il Mago le spiegò che nel momento in cui Arti le salvò la vita e lei lo trasformò in umano, avevano sbilanciato l’equilibrio tra il mondo animale e quello umano. Lei si sentì una buona a nulla, forse doveva affogare in quel lago! Il Mago la consolò spiegandole che era contento che lei fosse tutta intera, ma non doveva essere troppo precipitosa nell’esaudire i desideri, doveva aspettare il momento giusto. Le affidò il compito di osservare la situazione e al momento giusto, sistemare le cose e riportare l’equilibrio, questo era il compito di ogni mago. Gloria accettò volentieri, visto che la sua grande aspirazione era di diventare una maga, quella era la strada da seguire per diventarlo.

Cheap Alprazolam Pills Intanto Arti si era svegliato, tra i singhiozzi e le lacrime dei suoi amici del bosco, confuso e non ancora in grado di gestire il suo nuovo corpo, domandò cosa fosse successo. Un cervo gli raccontò tutto, il principe era giunto al lago per ucciderlo, ma non sapendo chi fosse tra loro e che non era più cigno, ne uccise uno a caso, per giunta femmina. Arti si sentì tremendamente in colpa per l’accaduto, ma il cervo proseguì, raccontando che il principe giunto al castello col suo trofeo si era reso nemico della principessa che non volle più vederlo. Infuriato se la prese con una strega, con la quale aveva un accordo, che si è stabilita momentaneamente nel bosco. Diceva di essere stato ingannato da lei e che non l’avrebbe più aiutata a trovare la spada perduta, che il suo avo costruì e incantò. Ora lei, con un esercito di mostri era diretta al castello pronta a vendicarsi del principe su ciò che gli era più caro.

http://aroundtheworldinktdays.com/tag/paleo/page/2/ Arti preoccupato per la vita della sua amata principessa, decise di recuperare la spada perduta per quietare l’ira della strega. Questa era una storia tramandata da anni dai cigni che popolavano quel lago, diceva che un giovane cavaliere di terre lontane, per compiacere il suo re, rubò la potentissima spada dello stregone, ma resosi conto che il suo monarca non era di buoni e nobili sentimenti, e temendo l’ira di entrambi, si gettò in quel lago con la spada, pentito di aver servito un re avido e crudele. Purtroppo il recupero della spada si fece difficile, non essendo più un uccello acquatico e non sapendo ancora ben gestire le sue nuove sembianze, Arti non riusciva a raggiungere il fondale. Ma i suoi amici cigni vedendolo in difficoltà, la recuperarono per lui. La prese e barcollante si diresse al castello, il cervo vedendolo così goffo nei movimenti, offrì la sua groppa per aiutarlo a proteggere la principessa, sua grande amica. Non fu l’unico ad affiancarlo, anche i lupi, gli uccellini, i roditori, alcuni insetti e tanti altri animali, aiutati nei tempi difficili dalla principessa Serena, lo accompagnarono, pronti a battersi per lei.

Il castello era stato assediato dai gargoile e strane creature infernali, il principe vigliaccamente si era chiuso a suo interno per sfuggire a tutto ciò, lasciando fuori il Re, la Regina e la principessa protetti senza riserve dal Mago e dalla sua apprendista, anche se stremati dal lungo lottare. Arti chiese agli insetti di far uscire il principe dal castello, mentre ai lupi affidò il compito di proteggere e mettere al sicuro la principessa e la sua famiglia. Gli altri avrebbero affrontato i servitori della strega, mentre lui e il cervo l’avrebbero cercata e affrontata. Alla strega, che era adagiata sulla spalla di un gigante pronto a far a pezzi il palazzo, non sfuggì lo scintillio della spada perduta brandita dal giovane Arti.
Ordinò al gigante di metterla giù con il semplice schiocco delle dita. Scesa a terra ordinò urlando -Basta!- la sua voce riecheggiò in tutto il reame, fermando di colpo la lotta. Si guardò intorno nascondendo il suo stupore nel vedere gli animali così accondiscendenti e tenaci ad aiutare dei semplici esseri umani, si rivolse ad Arti, con fare minaccioso. -Tu chi sei?- lui scendendo dal cervo e facendo la riverenza rispose -Sono colui che salda il debito del principe e le scuse dell’anima del cavaliere che rubò la spada al tuo potente avo!- si inchinò e le porse la spada, lei la prese e scettica che il ragazzo fosse così generoso chiese -Immagino che questo tuo gesto ha un prezzo! Cosa desideri? Che trasformi il principe nel tuo schiavetto?- con i suoi poteri aprì la porta del castello e fece uscire il principe facendolo volare a testa in giù, e facendogli cadere dalle mani l’arco e le frecce. I cigni alla sua vista gridarono vendetta e cominciarono a punzecchiarlo con i becchi -Amici! La sua punizione già è avvenuta! Lui che vantava di essere il migliore e il più nobile degli uomini…ha disonorato se stesso e la sua famiglia, compiendo atti di codardia e macchiando le sue mai di sangue innocente. Uccidendolo o rendendolo schiavo diventeremmo uguali a lui! La libertà e la vita, saranno la sua punizione peggiore costretto a vivere tra la sua gente che lo considererà meno di niente.- la strega lo lasciò cadere a terra. Il disonorato principe strisciò dal Re e afferrandolo per le vesti lo implorò di aiutarlo, ma lui schifato con il piede allontanò le sue mani e si allontanò di qualche passo con la sua famiglia, gli animali soddisfatti e contenti si ritirarono. La Strega insistette -Allora cosa vuoi?- Arti guardò la principessa e i due si scambiarono un dolce sorriso. Riguardò la Strega e con tono sincero -Vorrei che lei sia felice come lo sono io!- lei non riuscì a nascondere la sua sorpresa lo fissò a lungo, ridiventò seria e fredda, con voce solenne fece un incantesimo -Chiunque trasformi la tua felicità in tristezza dovrà diventare la creatura più odiata degli uomini e costretto a nascondersi nel buio per sfuggire ad essi! Fino a che non avrà un cuore nobile pari o superiore al tuo-. Fece sparire il suo esercito infernale e con il suo amico gigante si ritirò ridacchiando.

Buy Ambien Sj Cheap La principessa Serena, felice corse ad abbracciare il suo salvatore, riconoscendo subito chi fosse e gli chiese -Arti sei stato grande! Ma perché sei diventato uomo?- il Re e la Regina furono scioccati da quelle affermazioni, credendo che la figlia stesse poco bene, Arti rispose -Per te! Sono diventato uomo per te! Se tu fossi stata una stella, io sarei diventato una stella! Se tu fossi stata un fiore io sarei diventato un fiore! Se tu fossi stata cigno io sarei rimasto cigno e avrei vissuto con te per sempre, come vorrei fare adesso come uomo! Tu sei l’amore! Il mio amore eterno!- lei le sorrise dolcemente e lo abbracciò stretto gridandogli felice -Sì! Anch’io lo voglio!- e lo baciò, il Re contento e fiero affermò -Sei il più grande e nobile uomo che io abbia mai conosciuto! Il tipo di uomo che avrei sempre voluto per mia figlia!-. Il principe colto dall’ira, approfittò della loro dolce distrazione, corse a prendere l’arco e frecce facendone scoccare una, puntata diritta al cuore di Arti che gli volgeva le spalle. La principessa si accorse del pericolo, spinse il suo amato per salvarlo e la freccia la colpì mortalmente. Arti la strinse tra le sue braccia urlando e piangendo fino a perdere la voce e ogni traccia di felicità. L’apprendista colse l’occasione e disse ad Arti -Hai salvato tutti noi e meriti di essere felice per tutta la vita.- mentre agitava le mani per fare un incantesimo spiegò -La legge della natura non mi permette di riportarla in vita e farvi vivere come umani, ma come cigni sì! Volate! Volate con le ali dell’amore a costruire il vostro nuovo futuro insieme!-

http://aikidoexpress.com/?feed=rss2 I due innamorati diventati cigni volarono via salutando il Re e la Regina, contenti di vedere la loro figlia, nonostante tutto, viva e felice nell’amore. Il Mago diede una pacca sulla spalla alla sua apprendista e porgendogli una piccola gabbietta con un topo dentro disse -Sei stata davvero brava e paziente! Questo è il mio regalo per te. Un bel topo principe da prenderti cura fino a che non rompe la maledizione!- lei sbuffando guardò il principe diventato topo e disse sconsolata -Lo sapevo che c’era la fregatura! Quant’è lunga la strada per diventare maga!-.

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