il bruto della panchina 3.25/5 (1)

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Order Valium Uk Perché l’appuntamento il primo dicembre ?
Poi su una panchina al parco c’èra la neve alta?
Il mio caro amico Marco, insistette tanto: poi lei ci aspetta al bar
Allora vediamo ci lì, al caldo,davanti a un buon caffè.
No, tassativamente li su quella panchina innevata.
Pur non capendone il motivo accettai.
Scansai la neve e mi sedetti , stranamente ero agitato, ansioso. Il tono delle voce di Marco era allusivo inquisitore. Ero li , nell’attesa pensavo a” lei” bella solare due occhi di celo
L’amo da sempre.. i percorsi del cuore sono tortuosi dolorosi. Lei non mi vuole, non mi ama è stata chiara, solo amici. Povera amica mia, povero amore mio, che tragedia orribile ha vissuto, il sole si è spento nei suoi occhi, lacerata devastata.
L’avevo rivista dopo il fattaccio, volevo dirle … consolarla, Non ho trovato le parole, l’ho abbracciata piangendo con lei. Marco arrivò, era lì davanti a me con l’aria di volermi interrogare. Dopo almeno un minuto di silenzio spettrale, disse piano “Infine l’hai fatto, non avrei mai pensato che potessi essere così vile! Confessa, sei stato tu.”
“Stai esagerando” risposi “ Credi che io… mi credi forse capace di un’azione talmente mostruosa?”
“Si!” continuò “Purtroppo si, credo che la tua mente deviata e malata abbia potuto arrivare a tanto e in modo così schifoso!”
“Mi stai offendendo sai, io non potrei mai far nulla di simile e tanto meno a lei!”
“A lei certo, non sei stato proprio tu a dirmi che la desideravi?”
“Si, ma cosa vuol dire…”
“Non sei stato forse tu a dire qualche giorno fa che per lei avresti fatto pazzie?”
“Su, non credi che…”
“Cosa devo credere? Io credo solo a ciò che ho visto!”
“Ma non sono stato io!”
“Solo 10-12 giorni fa, quando lei cadde in piscina e il suo corpo emerse in tutta la sua prorompente bellezza avvolto in quell’abito bianco panna, ti ricordo che mi hai detto: mi fa scasare, le salterei addosso qui davanti a tutti!”
“L’ho detto è vero, ma non per questo puoi accusare me di… collegando cose dette lì per caso, tanto per dire”
“Io ti accuso eccome e lo farò andando alla polizia e poi come se non bastasse hai il coraggio di tornare su questa panchina!”
“Perché, cos’è successo su questa panchina? È una comunissima panchina di un parco pubblico!”
“Ma è anche la panchina dove lei è stata violentata in quel modo brutale; e come nei gialli l’assassino ritorna sistematicamente nel luogo dell’evento! E infatti tu sei qui!”
“È stato su questa panchina? Ma io non lo sapevo neanche!”
“Lo sapevi invece, anche se lei non riesce a descrivere il colpevole perché era buio, io lo so che sei stato tu e lo dirò!”
“Cosa dirai? Stai prendendo un grosso abbaglio. Io la amo capisci. Ho anche pianto quando ho saputo cosa era successo, io non oserei neanche sfiorarla e tu mi accusi perfino di tale bassezza, tu che pensavo fossi il mio migliore amico!”
“Io non sono tuo amico, io sono nauseato dalla tua presenza, non devi mai più venire davanti ai miei occhi e non solo farò in modo che tu marcisca in galera, perché è là che merita di stare uno schifo come te!”
“Basta! Come ti permetti di parlarmi in questo modo? Stupido presuntuoso, lo vuoi capire che non sono stato io, te lo vuoi ficcare una volta per tutti in quella testa che ti ritrovi?”
“Io sono sicuro della tua colpevolezza, non riuscirai a convincermi del contrario, sono sempre fermamente deciso a denunciarti!”
“Allora considerati morto perché ti strangolerò con le mie stesse mani su questa stessa panchina dove ho preso lei!”
“Perché no rispondi più stronzetto, ancora non sto stringendo così forte da impedirti di parlare… Ma invece si legge il tremore nei tuoi occhi, stai per morire!”
“No! Ti prego, non farlo, ti scopriranno!”
“Nessuno riuscirà a scoprirmi, io sono il brutto della panchina, domani mi chiameranno già tutti così, e dopo lo stupro e l’omicidio ne seguiranno altri… È vero, mi hai smascherato, ma non è servito a niente perché per te ormai è arrivata la fine!”
Fermo urlo ho una pistola nel cappotto …fermati disse quasi piangendo, lo sapevo …
La sentii nelle mie costole
Mi vuoi uccidere , assassino e violentatore, sono terrorizzato e straziato ti credevo un fratello.
“Scusami… coglione, ma te lo sei proprio meritato, ti ci voleva una lezione perché mi avevi già condannato senza possibilità di appello, tu, il mio migliore amico, giudice e giuria. Ti ho messo paura vero?”
“Ma… io non capisco!” stavo per spararti …
“Non c’è niente da capire, io ho un alibi di ferro per quella sera; infatti tutta la notte e anche l’indomani sono stato al fresco per aver tamponato una macchina della finanza con la mia moto! Oltraggio a pubblico ufficiale.
Io volevo farti confessare, poi portarti da lei da colpevole.
Sono innocente scemo ero al fresco !
Ma io veramente non lo sapevo… non avrei creduto…”
“Rimani pure lì, è inutile continuare a parlare con te, con la presunzione in persona, rimani lì e non sei più mio amico, non voltarti mai più verso di me!”
Stavo per spararti …
Che scemo …
Stavo per diventare un assassino …

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