FRANCAmente VERO 4.85/5 (5)

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Vera e Franco si sono conosciuti nel mondo dove regnano le ombre: il teatro! Sono due attori emergenti in una piccola compagnia teatrale. Franco sembra non ricordare quasi nulla della sua storia prima del teatro, tanto che la definisce “la vita precedente”. Vera invece ne parla continuamente e ogni volta aggiunge dettagli nuovi alle strambe avventure che racconta. Dire troppo e non dire niente sono un po’ la stessa cosa, certo è che per loro il sipario non cala mai.
“Ti ricordo che se non te la senti puoi rinunciare”, le dice Franco, ma non fa sul serio perché mentre parla le ha indicato un tavolino libero fuori alla caffetteria.
“Ripensamenti? Guarda che lo stiamo già facendo, è fin troppo tardi per tornare indietro!”, risponde Vera entusiasta. Lei lo è sempre. È una di quelle persone felici di svegliarsi la mattina e un po’ meno di addormentarsi la notte, come se proprio non volesse perdersi neppure un minuto dello spettacolo che è la vita.
Un uomo seduto al tavolino di fianco al loro ordina un cappuccino per sé, un caffè con panna per la moglie e un gelato alla fragola per la figlia, una bimbetta con i codini intenta a vestire Barbie ballerina. Franco sorride all’uomo facendo il cenno del brindisi con il suo cuba libre di metà mattina. L’uomo per tutta risposta sembra turbato, ma poi, dopo essersi assicurato che la moglie non badi a lui, risponde al cenno e alla prima occasione gli lascia un biglietto da visita.
“Cara Vera, questa scommessa l’ho vinta io! Sono troppo affascinante bionda! Te lo avevo detto!” Brinda Franco, stavolta rivolto alla sua compagna. Intanto l’uomo continua ad ammiccare a Franco, che per l’occasione indossa un top giallo e una gonna larga sui fianchi ma abbastanza corta da mettere in evidenza gambe lunghe e perfettamente depilate.
“Non c’era nessuna scommessa biondina!” ride Vera sistemandosi il berretto sulla testa.
“Certo che c’era, c’è sempre una scommessa implicita! Guardalo Vera: deve trattarsi di un uomo di carriera, è molto elegante e sua moglie! Vogliamo parlare di sua moglie? Una rossa con gli occhi acquamarina! Ma lui guarda me! Non c’è neppure competizione con la giovane cameriera che gli ha appena sbattuto in faccia il suo generoso davanzale per porgergli il conto. No! Nella compilation delle sue fantasie ho vinto io l’oscar! E sai perché, Vera? Perché io non esisto! Cos’avrà mai questa verità da esser tanto agognata dagli uomini! Tutti sembrano bramare a essa ma poi eccoli a sbavare dietro alla prima bugia messa su per loro. Una bugia è come un regalo, niente a che vedere con la sudata e magari anche meritata realtà. Sono un sogno, una stangona che beve cuba libre a metà mattina, chissà più tardi che sorprese svelerò (e certo lui non le immagina nemmeno)! È con me che adesso fuggirebbe su un’isola, la cameriera tettona al più ci può portare due cuba libre e noi neppure la vediamo arrivare perché siamo alle prese con la nostra passione!” Franco s’interrompe, non perché i suoi vaneggiamenti siano conclusi, ma giusto perché Vera, forse stanca o forse divertita da quel monologo, inscena un applauso per pochi secondi. Adesso può riprendere ma, dov’era rimasto? Ci rinuncia.
“Invece vedo che il gentil sesso sta vincendo la battaglia, Ariel non ha degnato di uno sguardo il nostro ometto con tanto di basette”! Punge lui, forse per vendicarsi della brusca interruzione di lei.
“Ariel? … certo! Rossa con occhi color del mare: per te ormai è la Sirenetta! Comunque non sarà semplicemente che lui è un gay non dichiarato?” lo provoca lei.
“Sei solo gelosa del mio fascino carina!” ridono.
“In ogni caso, non credere che lei non mi noti perché è soddisfatta della realtà: tutt’altro. Tiene lo sguardo basso, ma non è timidezza, è l’i phone che vibra in continuazione. Deve trattarsi di una chat d’incontri ”. Vera sembra anche lei assorta in questa riflessione.
“Perché una chat? Ma l’hai vista? Ti sembra non possa avere semplicemente un amante?” esclama lui.
“Togli la parrucca e baciala, diamine! Comunque ti dico che non è tipo d’amante e anzi, persino io con questa barbetta e con le basette finte sarei fin troppo reale per lei! Quel che cerca è molto più utopistico, qualcosa che la realtà non possa sgualcire in nessun modo” conclude Vera, che non riesce a frenare i racconti riguardanti la sua fantomatica vita ma per gli argomenti restanti possiede il dono della sintesi.
“In ogni caso io ti trovo un uomo abbastanza carino. Però a dire il Vero ti preferisco come Vera!” scherza adesso lui.
“Solo perché Ariel resta in fondo al mar?” risponde lei al gioco.
“E se ti dicessi che nella mia vita precedente ero il tuo stalker e mi sono avvicinato alla compagnia solo per adescarti?” Franco sembra quasi serio, ma lei sa che fa parte del gioco. Del loro gioco.
“Ti risponderei che in fondo non siamo poi così diversi dalla coppia vicino a noi” Sorride lei saggia.
“Cosa vuoi che ti dica? La verità o una bugia?” incalza lui.
“Una bugia! Anzi, dimmene tante e pure fantasiose, che della realtà non so cosa farmene”.

Votalo!


12 COMMENTI

  1. Piacevolissima lettura! Divertente scelta di titolo e nomi dei personaggi.
    Ho particolarmente apprezzato il concetto espresso da entrambi in queste particolari frasi: “E sai perché, Vera? Perché io non esisto!” e “qualcosa che la realtà non possa sgualcire in alcun modo”.
    Brava!

  2. Veramente bello: è sempre un piacere leggerti 🙂 Si dice spesso che la realtà supera la fantasia, ma tu smentisci il detto!

    • p.s….hai presente quando ho detto che è difficile commentare positivamente senza essere ripetitivi? (cioè un attimo fa!) questo non vale per te! i tuoi complimenti sono sempre speciali!!! 😀

  3. grazie a tutti! in un finale alternativo aggiungevo la bimba con i codini che scambia gli abiti di Barbie e Ken e li fa baciare…ma superavo le battute e poi non mi convinceva del tutto! 😀

  4. Il tuo stile mi piace molto, apprezzo la tua capacità di trovare titoli molto originali come le trame che crei. Mi piacerebbe vedere un tuo racconto vincere prima che questo contest finisca. La tua creatività positiva merita.

  5. Racconto divertente che mi ha trascinato nel gioco dei due attori. Bugia come regalo…fantastica intuizione!

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