Esercizio 5/5 (5)

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Prenditi il tuo tempo.
Se vuoi piangere, piangi.
Non fa niente, non c’è niente di male. Tutti piangono e se le tue lacrime superano di numero quelle di mille uomini, poco male. Hai solo bisogno di più tempo rispetto agli altri.
Fatti bloccare pure. Non ce la fai a scrivere e piangere contemporaneamente? La cena l’hai preparata, sei riuscita a mangiare qualcosa, hai tutto il tempo che ti serve.
Tutto il tempo che desideri.
Il tempo decide.
Non c’è bisogno che scrivi se vuoi piangere ancora.
Piangi.

Il gatto è entrato senza permesso.
Hai visto com’è facile distrarti, Alice?
Ora che la bomba è scoppiata, so che il fuoco non si è esaurito, ma presto troverai l’acqua.
Cerca l’acqua. Si trova in profondità e lo so che non è semplice, ma ora devi immergerti. Prendi tutta l’aria che puoi e fai un bel tuffo.
Sai che ciò per cui piangi è del tutto irrazionale, no? Non segue il naturale scorrere dei naturali eventi.
Oggi lo sai e questa è una forza in più che non credevi neanche di raggiungere.
Invece adesso sai. Questo è il primo livello, se fosse un videogioco- si, penserai, che videogioco di merda capisco, ma non c’è nient’altro a cui riesca ad associare la mente umana, in questo momento, perciò concedimelo!
Il secondo passo si trova un pò più in alto. Dovrai sforzarti un pò, ma non importa.
E’ il natale che ti fa paura, vero? Hai paura che troppa serenità sia solo il prologo di una storia molto triste.
Perché lo pensi? La paura dell’abbandono, si, certo, su questo ci siamo, la scienza risponde così, ma se ti va, andiamo ancora avanti di qualche passo.
Perché? C’è qualcosa che ti fa credere che…

Okay, facciamo un passo indietro.
Questo viaggio purtroppo è fatto di qualche passo avanti, meno due. Ma, te lo assicuro, che la meta la raggiungiamo. Non oggi, ma ci arriviamo.
Cosa ti ha bloccato? L’esperienza, vero?
Ti ho chiesto cosa ti faccia credere che la storia si possa concludere male e tu, Alice, come pronta da anni a questa domanda, hai subito saputo replicare: pur quando non c’era nulla che potesse far andare qualcosa storto, quello ci è andato!
Proverò a portela in maniera diversa, dunque: credi che andando avanti a tentare morbosamente di mantenere il controllo su ogni cosa, questo permetterà a tutto di rimanere davvero compatto?
Cosa dice Epitteto? Poche sono le cose su cui abbiamo il controllo. Non sono in nostro potere: il nostro corpo, la nostra reputazione, il nostro lavoro, i nostri genitori, amici ed il nostro amore; le condizioni meteo, l’economia e né il passato né il futuro. E nemmeno il fatto che dovremo morire.
Benedetta la filosofia, vero? Conferisce tanta protezione, sollievo e consolazione come la messa al cristiano.

Sei passata direttamente sulla via principale! Brava, Alice!
Epitteto ti ha portato tanto coi piedi per terra che non provi più quell’inguaribile voglia di vedere la mamma che varca la porta e chiede: “Che è successo?!”. E nemmeno senti più l’impellente bisogno di mandare un messaggio a Lui per chiedergli disperatamente di chiamarti.
Non è che loro non possano capire e lo sai. Ma coscienziosamente sai che il tuo fardello è pesante e tu li ami entrambi troppo per caricare sulle loro spalle brandelli della tua malattia.
Che tu stia male è chiaro e non c’è nulla di male. E’ il demone che ti porti in spalla, c’è, esiste e su questo non vi sono dubbi.
Ma sai anche che quello di oggi è un viaggio tutto tuo, Alice. Devi imparare a presentarti al cospetto della Regina da sola. La strada è piena di guardie, le vedo. Con l’esercito ti senti più sicura. Ma lo sai che le loro sono armi giocattolo e sparano a salve.
Il fucile e i proiettili ce li hai solo tu.
Va bene così. I più li hai atterrati. Meriti una pausa sigaretta col Brucaliffo.

Eh, ho capito.
(Il destino è proprio bastardo!).
Lui ti ha appena detto che questa settimana è impegnato col lavoro e il vostro incontro slitta a qualche giorno dopo la solita data.
Come ti ho detto… questo viaggio implica passi indietro. Quindi, se vuoi, piangi ancora.
Però sai Alice, e ascoltami bene, certi passi indietro servono a ricalcare le orme.
“Non basta la paura dell’abbandono!” bestemmi “Devo rinunciare pure a cadere tra le sue braccia che è l’unico posto in cui trovo perenne sollievo!”.
Arrabbiati pure, ma la rabbia è la tua bestia e sai quanto fitta è la sua foresta!
Guardati i piedi! Sei sulla morbida sabbia! Le vedi le tue orme? Sì e vedo che stai cercando anche quelle della mamma, di Lui e le mie. Ma sono solo due i piedi e sono i tuoi. Fino a qui ti abbiamo tutti portato in braccio, ora tieni tu testa alla volpe a nove code, chiudila nella sua gabbia e ascolta, Alice!
Questo è il tuo viaggio. Dinnanzi a te una strada che stanca solo a guardarla, attorniata di schizzi neri con te nel mezzo e nel mezzo del petto più che un cuore, una creatura malvagia.
E’ la paura e non te la nego. Ma viaggi come questi hanno un solo posto in vagone.
Quindi mi chiedi come ne possa valere la pena, mettersi in marcia senza vedere nè conoscere la meta.
Pensa, Alice, pensa. Cosa è realmente modellabile in questa sabbia? Non i castelli. Pensa, Alice, pensa. Su cosa abbiamo il nostro pieno controllo, noi? A dispetto di tutte le tue lacrime, la risposta è solo una.
Le nostre convinzioni.

La meta è tua madre cui tu diverrai incantevole porto.
La meta è Lui che è felice se sei felice perché ti ama e molto.
La meta sono io che sono l’altra metà del tuo volto.

Votalo!

7 COMMENTI

  1. Federica io più leggo i tuoi scritti più resto strabiliata (in senso positivo ovviamente). Elegante, profonda, mai banale. Hai uno stile superbo. Leggerti è un piacere, sempre coinvolgente.

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  2. “Alice” ce la farà: è forte. è viva, è…una donna che sa di esistere e che ha le spalle forti per sorreggere e sorreggersi. Bella scrittura.

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  3. Ciò che scrivi arriva a toccare e a risvegliare punti nascosti in chi legge. Uno stile accurato unito a una rara maturità spirituale. Grazie per le tue parole!

  4. Un viaggio pieno di insidie insieme ad Alice che ha lasciato traccia di una bella anima. Complimenti Federica e Forza Alice!

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  5. Grazie a tutti, come dice il titolo stesso, questo era solo un esercizio, ma se ha ugualmente trasmesso qualcosa, meglio ancora 🙂

  6. Lo stile è incantevole, il soggetto pure e l’esercizio è andato bene da dieci in pagella : D

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  7. Hai raccontato cosi bene che mi sembra di stare dallo psicologo.
    Ottimo lo stile, fluido e coinvolgente! Sempre più brava, Federica, complimenti!

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